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Tagli all'accoglienza, in piazza gli operatori: ''Chiudere i rubinetti non risolverà i problemi". I sindacati: ''A rischio il lavoro di molti trentini''

Oltre un centinaio le persone che questa mattina si sono ritrovate in piazza Dante per criticare i tagli al sistema di accoglienza. La decisione della Provincia, spiegano i sindacati Cgil, Cisl e Uil "Porterà un centinaio di trentini a prendere il proprio posti di lavoro. Chiediamo un tavolo di confronto"

Di Giuseppe Fin - 27 dicembre 2018 - 12:53

TRENTO. La politica provinciale a trazione leghista in tema di accoglienza rischia di diventare un vero e proprio boomerang per l'intera comunità trentina. Il motivo è molto semplice da capire: se si decide di tagliare i servizi rivolti ai migranti a partire all'avvicinamento al mondo del lavoro oppure ai corsi di italiano, i bisogni continueranno ad esserci ma ricadranno sugli enti che già oggi sono “ingolfati” dalle richieste dei cittadini.

 

A spiegare tutto questo sono stati i sindacati Cgil, Cisl e Uil, che questa mattina, in piazza Dante, si sono ritrovati per criticare i tagli indiscriminati al sistema di accoglienza decisi senza alcun confronto. Tagli che andranno a colpire un centinaio di lavoratori di diverse età, laureati, qualificati e spesso con una famiglia sulle spalle. Tutte queste persone tra quattro giorni si troveranno davanti un punto di domanda per il loro futuro.

 

“Sono tutti trentini  – ha spiegato Lamberto Avanzo della Fisascat – che lavorano nelle tante cooperative presenti sul nostro territorio. Solo una minima parte sono mediatori culturali. Sono tutte persone che in questi anni hanno dato, tramite il sistema messo in piedi, un contributo importante per evitare in Trentino la nascita di veri e propri conflitti sociali”.

 

I tagli decisi dal governatore Fugatti riguardano diversi ambiti, dall'assistenza per imparare l'italiano all'orientamento al lavoro e tanti altri aspetti che fino ad oggi erano coperti dalle cooperative e che ora ricadranno sugli enti pubblici e privati. Il tutto con un aumento della marginalità delle persone e la loro esclusione con l'incremento della insicurezza sociale.

 

“Ci troviamo davanti ad un problema di sistema – ha spiegato anche il segretario della Cisl, Lorenzo Pomini - perché dove andranno poi le persone a prendere informazioni? Non è che chiudendo i rubinetti gli immigrati spariscono come d'incanto. Non avranno più alcuna informazione anche se comunque la cercheranno in altre parti e dovrà farsene carico una pezzo di società”. Con i tagli ai servizi "avremo una comunità più debole e insicura" è quanto ha affermato invece il leader della Cgil trentina Franco Ianeselli

 

Ragazzi e ragazze laureati e con master, professionalità elevate che operano nell'ambito dell'accoglienza da ormai diversi anni e che ora rischiano di vedersi da un giorno all'altro messi in strada con tutte le difficoltà riguardanti il reinserimento in questo sistema. Questo il primo effetto delle decisioni provinciali. 

 

Non numeri ma persone come Ermanno che ha 35 anni e che lavora come operatore alla residenza Fersina nell'ambito dell'orientamento del lavoro e amministrazione.

 

“Il mio compito – ci spiega – è quello di supportare le persone nell'espletamento delle pratiche mentre per l'orientamento al lavoro insegno come interfacciarsi con il datore, come realizzare un curriculum e supportando i migranti nell'interfacciarsi con l'Agenzia del Lavoro. Quello che in molti non capiscono è che il nostro ruolo era quello di insegnare anche le regole e tutto questo ora mancherà con ricadute negative in tutta la comunità”.

 

A parlare di “Incertezza” è anche Emanuele, 30, laureato in Cooperazione internazionale e con un master in Imprese sociali. Oggi è operatore alla residenza Fersina. “A partire dalla settimana prossima – ci dice – non so cosa ne sarà di me spero in una proroga del servizio. Fino ad oggi sono stato impegnato come operatore e mi occupo di orientamento. I servizi che verranno ora cancellati sono importanti, servono moltissimo per chi arriva qui e non conosce nulla. Ora ricadranno su altri creando non pochi problemi ”.

Tagli all'accoglienza, sindacati in piazza

Stessa realtà raccontata anche da Valentina Merlo impegnata nel servizio Sprar. “Da noi ci sarà una riduzione limitata – spiega – ma assisteremo comunque ad un ridimensionamento; arriveremo al punto che ci saranno pochi operatori per far fronte alle richieste”.

 

“Chi seguirà tutte quelle persone che oggi sono accolte dai servizi di Cinformi?” si chiede Giorgio, 29 anni, operatore del Centro Astalli. “Il nostro compito – spiega – è quello di essere una sorta di 'pontieri' tra i migranti e il mondo che trovano qui. Non siamo preoccupati solo per il nostro posto di lavoro. Siamo come i medici, se gli viene tolto il lavoro sono preoccupati  da chi verranno curati i loro pazienti”.

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