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Tentato omicidio: l'anziana di Pergine sarebbe stata soffocata dalla vicina malata di ludopatia

Svolta nelle indagini sul caso di un'anziana donna che lunedì 9 luglio era finita all'Ospedale con il volto sfigurato e in stato confusionale. I carabinieri sono riusciti a ricostruire quanto accaduto. Sarebbe stata la vicina di casa che, ciclicamente compiva dei furti in casa della donna. Scoperta ha così reagito

Pubblicato il - 17 luglio 2018 - 12:10

PERGINE. E' stata fermata per tentato omicidio. Si tratta di una donna con problemi di ludopatia che faceva le pulizie nella casa dell'anziana che una settimana fa era stata trovata senza sensi dai soccorsi, con il volto sfigurato e in gravi difficoltà nel pianerottolo della sua casa di Pergine. La donna era stata portata al pronto soccorso e non era chiaro se fosse stata aggredita o meno. Oggi, a una settimana di distanza il quadro appare molto più chiaro grazie al lavoro d'indagine compiuto dai carabinieri di Borgo Valsugana.

 

 

L’anziana signora, infatti, era stata ritrovata incosciente e sfigurata sul pianerottolo d’ingresso del proprio condominio Itea a Pergine nel pomeriggio dello scorso lunedì 9 luglio. Sui primi momenti non era chiaro se si fosse trattato di un malore, se la donna fosse caduta accidentalmente, o se si fosse verificata un'aggressione per mano di uno sconosciuto, come dai primi accertamenti appariva.

 

In realtà le indagini avrebbero dimostrato che si sarebbe trattato di un vero e proprio tentativo di soffocamento avvenuto per mano di una persona che l'anziana signora conosceva benissimo e con la quale intratteneva rapporti di apparente buon vicinato. Anzi la donna che sarebbe accusata, a questo punto, di tentato omicidio, aiutava anche l'anziana nelle pulizie di casa.

 

Dopo giornate dense di testimonianze e di verifiche mirate, gli investigatori hanno stretto il cerchio attorno alla vicina di casa dell’anziana aggredita, residente proprio al piano sottostante. Vicina di casa con problemi di ludopatia e che negli ultimi tempi si sarebbe impossessata di gioielli e vari oggetti dell’anziana durante le recenti pulizie settimanali. Inoltre la donne avrebbe anche sottratto il bancomat della vittima, effettuando diversi prelievi personali. Tutte risorse che, ovviamente, venivano poi perse al gioco creando una forma di dipendenza, anche in questo senso.

 

E allora ecco il movente: scoperta dall'anziana avrebbe reagito con un colpo di testa del tutto ingiustificabile. Infatti lunedì pomeriggio 9 luglio, durante un caffè a casa, l’anziana avrebbe dichiarato direttamente in faccia alla vicina, M.T. di origine pugliese, i molti dubbi sulla sua lealtà e, mentre guadagnava l’uscita, sarebbe stata raggiunta alle spalle dalla stessa vicina e soffocata con un cuscino da divano. A quel punto la signora è caduta sbattendo violentemente il volto a terra rimanendo sfigurata e senza sensi sul pavimento, incosciente e priva di respirazione autonoma.

 

L’analisi compiuta dai carabinieri della sezione rilievi scientifici del nucleo investigativo di Trento sullo stato dei luoghi, sulla ricostruzione esatta della posizione a terra della vittima al momento dell’intervento dei soccorritori (proprio coi piedi rivolti verso la porta di casa di M.T., quindi palesemente in uscita da quella casa), i sequestri di cuscini dall’abitazione della donna fermata che saranno analizzati dal Ris di Parma, sono gli elementi su cui si sono fondate e si fonderanno le prove a carico della vicina di casa.

 

Quest’ultima non poteva però calcolare che l’anziana signora, per quanto esile, fisicamente debilitata e nonostante l’aggressione subita, si sarebbe ripresa e che – dopo le prime ore di comprensibile amnesia – avrebbe ricordato gli eventi tragici cui era rimasta vittima, agevolando gli inquirenti nella ricostruzione del delitto.

 

In attesa della convalida del fermo, udienza che il Gip di Trento celebrerà domani mattina, M.T. è stata ristretta nel carcere di Spini di Gardolo, ove da sabato sera è a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La vittima invece è ora stata dimessa dal Santa Chiara e sta trascorrendo queste giornate di convalescenza dai propri parenti, ancora estremamente scossa per il tentativo di soffocamento subito, ma serena per il fatto che i carabinieri e la Procura siano riusciti a dare una importante svolta alle indagini.

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