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Tre mila interventi, due mila uomini impegnati nei soccorsi, centinaia gli sfollati. Ecco i numeri della giornata che ha messo in ginocchio il Trentino

Il bollettino di guerra tra esondazioni, frane, pioggia battente e vento forte che ha scoperchiato tetti e abbattuto alberi. Libee stradali e ferroviarie interrotte. In tarda serata aperta la galleria Adige-Garda

Pubblicato il - 30 ottobre 2018 - 09:34

TRENTO. Una giornata tragica quella vissuta ieri dal Trentino, messo in ginocchio da una serie di eventi che si sono concentrati in poche ore. Oltre alle forti piogge che hanno compromesso la tenuta idrogeologica della provincia, in serata si è alzato un fortissimo vento che ha causato molti danni, provocando la caduta di alberi sulle strade e lo scoperchiamento di alcuni tetti.

 

Una giornata che ha obbligato la macchia della Protezione Civile a superare se stessa: il centralino unico d’emergenza è stato contattato da oltre 2.500 chiamate, il centralino del vigili del fuco ha superato in serata oltre 1.000 richieste, mentre gli interventi dei vigili del fuoco sull’intero territorio superano quota 3 mila con oltre 1.800 uomini impegnati.

 

Due di loro sono stati ricoverati all’ospedale Santa Chiara dopo essere stata travolti da una frana mentre cercavano di liberare la strada di Montevaccino: le loro condizioni, fortunatamente non destano preoccupazioni. Una persona è morta a Dimaro, una donna di 45 anni che è rimasta intrappolata nella colata di fango che ha colpito la sua abitazione. Un'altra persona è deceduta a Levico: un uomo era uscito per mettere in sicurezza la sua barca ma non è più tornato e il suo corpo senza vita è stato trovato in mattinata dai sommozzatori.

 

Lo sforzo per gestire le situazioni di pericolo è stato davvero enorme. Gli uomini e le donne della Protezione civile hanno messo in sicurezza ponti e strade, intervenendo praticamente ovunque grazie alla capillare presenza sul territorio dei Corpi dei Vigili del fuoco volontari. 

 

Grande attività anche da parte dei Comuni che dopo l'allerta Rossa emanata dalla Protezione civile hanno allestito i Centri comunali operativi. Nella serata di ieri è salito anche il numero di sfollati: 200 solo a Dimaro, fatti uscire in via precauzionale dalle proprie abitazioni dopo che il livello del torrente Meledrio aveva superato il livello di guardia in località Campeggio.

 

Altre 50 persone hanno lasciato, sempre in via precauzionale, le case a Mattarello dopo il distacco di alcuni massi in una zona già interessata in passato da smottamenti. Una ventina di abitazioni sono state evacuate anche a Moena, mentre 20 persone hanno lasciato le abitazioni a Tezze di Grigno.

 

In Vallagarina sono state fatte evacuare 5 persone le cui abitazioni risultavano sotto il livello del fiume Adige, fiume che nella notte ha sfiorato i 5 metri al ponte di San Lorenzo, costringendo la Protezione Civile a decidere per l'apertura della galleria Adige-Garda.

 

L'elenco degli interventi sarebbe davvero lungo e qui segnaliamo gli eventi di maggior rilievo. A Dimaro il torrente Meledrio è esondato e l’acqua, mista fango, ha raggiunto il paese nella zona del campeggio, invadendo i locali di superficie di numerose abitazioni. In via precauzionale sono state evacuate circa 200 persone che saranno ospitate nella notte, per la maggior parte, da parenti e amici. Alcune saranno ospitate nella palestra della scuola di Malè. Nel corso dell’intervento, i vigili del fuoco hanno soccorso tre persone, parzialmente intrappolate dal fango, una delle quali risulta ferita ad una gamba.

 

 

In Val di Fassa sono state evacuate a Moena una ventina di abitazioni alla confluenza del rio San Pellegrino con l’Avisio. Gli sfollati, una cinquantina di persone, hanno trovato sistemazione per la notte presso parenti o nella Scuola alpina della Polizia. Una frana è stata segnalata a Pozza.

 

A Mattarello 50 persone sono state evacuate in una zona già interessata in tempi recenti da smottamenti. Gli sfollati saranno sistemati per la notte in una struttura messa di disposizione dal Comune di Trento. A Tezze di Grigno altre 20 persone hanno lasciate le proprie abitazioni. A Pergine 40 persone, bloccate a bordo di un autobus di linea diretto in Valsugana, sono state soccorse dai vigili del fuoco

 

Oltre la pioggia, le trombe d'aria. Trombe d’aria in gran parte del territorio trentino con raffiche potenti che hanno causato numerosi danni. La Valsugana è stata interessata dal forte vento nella zona di Novaledo, dove  ha scoperchiato nove abitazioni. La ferrovia della Valsugana è stata interrotta tra Grigno e Primolano per caduta alberi e per l’esondazione del fiume Brenta. Danni per il vento anche in Vallagarina.

 

Le segnalazioni hanno riguardato anche Acquedotti ed energia elettrica. Problemi alle condotte idriche si sono verificati a Pergine e Caldonazzo. Problemi alla linea dell’alta tensione hanno creato disservizi nell’erogazione della corrente elettrica in Valsugana, in gran parte della val di Fiemme e tutta la val di Fassa. Ma anche nel capoluogo ampi settori sono rimasti al buio, così in tante altre parti della provincia.

 

Problemi per l’erogazione del gas metano sono stati segnalati nelle valli di Fiemme e Fassa a seguito del cedimento di una spalla del ponte nei pressi di Stramentizzo: squadre di tecnici sono già al lavoro per il ripristino del servizio. 

 

Sorvegliato speciale era il fiume Adige. Alle alle 23 il livello dei 4,95 metri nei pressi del ponte di San Lorenzo e quota 5,29 a Bodestro (verso Borghetto). Sempre in serata è stata aperta, in accordo con la Lombardia, la galleria Adige-Garda che permetterà di deviare parte della portata del fiume, alleggerendo la pressione sul veronese.

 

Molte zone sono tuttora isolate, molte famiglie sono state costretta ad abbandonare le proprie abitazioni. Per scongiurare fenomeni di sciacallaggio il Commissariato del Governo, in accordo con la Protezione civile, ha messo a disposizione le forze dell’ordine per intensificare i controlli soprattutto nelle zone sprovviste di illuminazione

 

 

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