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Usavano un cagnolino come ''palo'', ma li fa arrestare. La banda aveva messo a segno un colpo a Riva del Garda da 50 mila euro e un altro a Cortina da 400 mila euro

Avevano anche schiuma e jammer per non far scattare gli allarmi. I ladri erano gli autori altri colpi in negozi di abbigliamento di prestigio a Forte dei Marmi per 90 mila euro e Cortina d'Ampezzo per 400 mila euro. A Madonna di Campiglio invece era andata male alla banda

Di Luca Andreazza - 09 novembre 2018 - 13:32

TRENTO. Sono finiti in manette e portati in carcere a Bolzano i componenti della banda protagonista della spaccata al negozio di abbigliamento "Vanda" a Riva del Garda, un colpo dal valore di 50 mila euro compiuto nella notte di martedì 9 ottobre (Qui articolo). Dopo alcuni mesi di serrate indagini, i carabinieri sono riusciti a fermare e arrestare due serbi e un croato.

 

Non è l'unico furto di assoluto valore messo a segno dai tre uomini, che sono stati identificati quali gli autori di altri colpi a Forte dei Marmi in provincia di Lucca 90 mila euro e Cortina d'Ampezzo per 400 mila euro. A questi si aggiunge un tentato furto a Madonna di Campiglio.

"Le indagini - spiega Giovanni Cuccurullo, tenente colonnello dei carabinieri di Trento - sono scattate immediatamente dopo il furto al negozio rivano: inizialmente siamo riusciti a identificare il "palo" che si aggirava con un cagnolino come diversivo in tutte le spaccate. Terminate le indagini, abbiamo eseguito un blitz a Dobbiaco. Qui abbiamo trovato tutti e tre i componenti del sodalizio in possesso di oltre 1.500 capi d'abbigliamenti. I tre uomini erano, infatti, reduci da un furto a Cortina d'Ampezzo".

 

Nelle ore successive al colpo in Trentino, i carabinieri hanno avviato le analisi scientifiche e hanno acquisito le immagini delle telecamere presenti sul territorio per mettersi subito sulle tracce della banda e in poco tempo hanno scoperto che queste persone erano specializzate in furti d'abbigliamento firmati in rinomate località turistiche. I tre uomini avevano un modus operandi tanto articolato quanto preciso e rapido.

"La banda agiva in pochissimi secondi. Dopo aver individuato il bersaglio e preparato il piano - commenta Domenico Catalano, sottotenente dei carabinieri di Riva del Garda - si introducevano nei negozi e quindi in 30 secondi ripulivano l'esercizio commerciale. Nel corso dell'operazione abbiamo trovato materiale da scasso, ma anche schiuma espansa e un jammer per non far entrare in azione l'allarme del locale".

 

Il sodalizio si serviva, infatti, della schiuma per non far scattare l'allarme del negozio, ma anche del jammer, un dispositivo in grado di azzerare il campo telefonico: in questo modo anche le segnalazioni dell'allarme alle centrali non potevano partire. A quel punto i ladri si introducevano nel negozio con le chiavi rubate oppure forzando l'ingresso con un piede di porco.

"Nell'analisi dei video - aggiunge Catalano - siamo riusciti a identificare il "palo": un uomo che si aggirava con un cane di piccola taglia proprio nei minuti del furto. Poi dopo aver visionato altre immagini è stato visto salire nell'auto con targa svizzera dell'altro componente, coperto in volto con passamontagna, il quale aveva appena caricato nel bagagliaio il bottino. In quell'occasione abbiamo notato che le macchine utilizzate erano due per un totale di almeno tre persone".

I militari hanno seguito gli spostamenti del sospettato numero uno: dopo la spaccata si era rifugiato in un vicino bed & breakfast e quindi, dopo aver pagato la camera senza farsi registrare con diversi espedienti, si era messo a bordo della vettura parcheggiata alle "Terme Romane", dove i complici avevano già caricato la refurtiva.

 

Nel corso delle indagini si è scoperto che anche il negozio Falconeri a Forte dei Marmi era finito nel mirino nella notte tra il 2 e 3 ottobre. Anche in quel caso si è registrata la presenza del cane di piccola taglia, chiamato Avatar (da qui il nome dell'operazione), una specie di firma della banda sul colpo perpetrato nella cittadina toscana. 

Banda nuovamente in azione domenica 7 ottobre, questa volta a Madonna di Campiglio al negozio Lorenzetti, ma in quel caso qualcosa è andato storto e dopo aver aperto un varco nel muro è scattato l'allarme e allora si erano dati alla fuga. 

 

Maggior fortuna invece giovedì 1 novembre: ennesima spaccata a Cortina d'Ampezzo al "Duca di San Giusto" per un colpo di 1.510 capi d'abbigliamento griffato per un valore di 400 mila euro. Dopo il furto le immagini delle telecamere mostravano che i ladri si erano diretti a Dobbiaco.

 

"A quel punto - conclude Cuccurullo - abbiamo interessato i colleghi di San Candido e Cortina per entrare in azione. Nella stanza abbiamo trovato i due autori della spaccata, mentre il palo è stato arrestato dopo un appostamento nelle vicinanze dell'auto parcheggiata poco lontano. Questo blitz ci ha permesso inoltre di recuperare e restituire l'intera refurtiva sottratta al negozio ampezzano".

 

L’attività di indagine, diretta dal dottor Fabrizio De Angelis, Sostituto procuratore di Rovereto, ha trovato pieno accoglimento da parte del tribunale di Rovereto con l’emissione dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere per M. L. di 39 anni, pluripregiudicato per reati specifici, K. V. di 41 anni, entrambi di origine serba, e A. J. croato di 52 anni. A questo si aggiunge il sequestro di tre veicoli e diverse targhe, ma anche tutto il materiale utilizzato per le spaccate nei negozi di alto livello.

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