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Furti in appartamento, arrestati quattro ladri acrobati che avevano ripulito 26 case a Trento e 4 a Bolzano

La prima parte dell'operazione si è conclusa alle prime luci dell'alba di giovedì scorso, quando le forze dell'ordine sono entrate in azione per fermare e arrestare i ladri, autori di circa trenta colpi tra luglio e agosto, ma anche fine ottobre e inizio novembre. Il procuratore: "In arrivo una strategia a medio termine. Troppi furti nelle case trentine"

Di Luca Andreazza - 22 January 2019 - 12:10

TRENTO. Una trentina di furti in appartamento tra Trento e Bolzano. Quattro arrestati, tre albanesi e un rumeno, e altrettanti ricercati. La polizia è riuscita a sgominare un'associazione criminosa dopo una lunga e delicata indagine tra intercettazioni e pedinamenti

 

La prima parte dell'operazione si è conclusa alle prime luci dell'alba di giovedì scorso, quando le forze dell'ordine sono entrate in azione per fermare e arrestare i ladri, autori di circa trenta colpi tra luglio e agosto, ma anche fine ottobre e inizio novembre per 26 colpi a Trento e 4 a Bolzano.

 

 

"L'obiettivo - spiega Salvatore Ascione, vice questore di Trento e capo della squadra mobile - erano solo beni di lusso, come abbigliamento di marca e gioielli. Un'indagine complicata in quanto si è dovuto risalire alle utenze dei malviventi, isolare i numeri di cellulare sospetti associati a prestanome. A questi si aggiunge il ricorso alle tecniche vecchia scuola, come pedinamenti e osservazioni".

 

Un gruppo altamente specializzato in grado di colpire, quasi senza lasciare tracce e un modus operandi ormai consolidato. La base logistica era a Spini di Gardolo, un appartamento affittato da una ragazza, complice della banda, e messo a disposizione delle persone che poi hanno compiuto i furti. Dopo aver raggiunto Trento, gli autori pianificavano nei minimi dettagli l'azione criminale e da lì partivano le spedizioni per colpire i bersagli. Raid rapidi e duranti i quali i protagonisti si avvicendavano nel portare a termine il compito.


"Prima - aggiunge il vice questore - individuavano il bersaglio, quindi svolgevano diversi sopralluoghi in auto, a bordo di una Fiat Grande Punto di colore nero per non destare troppi sospetti. Tutti luoghi di difficile controllo e intervento delle forze dell'ordine. A quel punto entravano in azione: si arrampicavano anche ai piani alti in tarda serata in appartamenti sicuramente vuoti in quel momento, forzavano la finestra, ripulivano tutto e scappavano per rivendere quasi immediatamente la refurtiva".

 

La banda però ha commesso un errore e quindi è arrivata la svolta. In autunno è avvenuto l'arresto in flagranza di un componente dell'associazione: a bordo dell'auto diretta in Albania gli agenti trovavano macchine fotografiche, abbigliamento, argenteria e monete antiche, profumi e penne di pregio per un valore di circa 40 mila euro. Un tesoretto racimolato in due case in via della Cervara, ma anche in un'abitazione in collina (Qui articolo). 


"L'uomo - prosegue Ascione - viene intercettato e arrestato. Da lì dopo le attività del caso riusciamo a risalire alle utenze dei complici. In quell'occasione il malvivente viene 'pizzicato' a bordo dell'auto con due complici, poi indagati e arrestati nella mattina del 17 gennaio scorso. Ora le indagini proseguono e non si fermano".

 

Questo è il primo risultato dell'operazione 'Black Point' per la quale l'Autorità giudiziaria di Trento, su richiesta del pm Maria Colpani, ha emesso 8 ordinanze cautelari nei confronti di cittadini albanesi e moldavi, oltre a 4 decreti di perquisizione.


"Dopo questa serie di furti - commenta il procuratore Sandro Raimondi - abbiamo avviato analisi e studi in relazioni ai furti in appartamento. Un numero davvero elevato per l'estensione del territorio e la consistenza della popolazione. A breve faremo una riunione per analizzare questo fenomeni e trovare una strategia per rassicurare la città e i cittadini". 

 

Gli arresti sono stati eseguiti in collaborazione tra le squadre mobili di Trento, Milano e Bolzano, mentre gli arrestati sono stati portati al carcere di Trento, Bolzano e Verona. "L'azione di controllo sul territorio non si ferma - conclude Giuseppe Garramone, questore di Trento - possiamo garantire maggiore attenzione riguardo queste azioni criminali per portare maggiore tranquillità in Provincia". 


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