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Arrampicandosi sulle grondaie e i balconi avevano compiuto quasi 50 colpi in tutta la provincia. Arrestati due ladri “funamboli”

Due ladri di 36 e 26 anni sono stati arrestati per associazione a delinquere con finalità di furti in appartamento. Con grandi capacità di equilibrio e sprezzo del pericolo, entravano nelle abitazioni arrampicandosi sulle grondaie e saltando da un balcone all'altro. Denunciate anche 3 donne per favoreggiamento e ricettazione

Pubblicato il - 03 ottobre 2020 - 12:49

BOLZANO. Prosecuzione di un'operazione simile effettuata nel 2019, quella conclusa in queste ore con l'arresto di due persone per associazione a delinquere finalizzata ai furti in appartamento e la denuncia di tre donne per favoreggiamento e/o ricettazione arriva dopo mesi di indagini da parte del nucleo investigativo dei carabinieri di Bolzano, coadiuvato dalla compagnia di Egna e dai colleghi di Trento, Verona, San Bonifacio e Legnago.

 

L'attività dei ladri, infatti, interessava un'area ben più vasta della sola provincia altoatesina, dove i soggetti in questione si stima abbiano compiuto una cinquantina di furti in abitazione. Il tutto ha preso avvio, come detto, nel dicembre 2019, quando i carabinieri di Bolzano hanno arrestato due cittadini albanesi membri di una banda di ladri che aveva effettuato quasi 60 colpi in provincia. I 2 erano stati sottoposti a fermi d'indiziato di delitto visto che stavano per rientrare in Albania e sarebbero potuti sfuggire alla giustizia.

 

L'indagine, denominata “Funambolo 2019”, aveva preso il nome dalla grande capacità equilibristica dei soggetti in questione, che per compiere i propri colpi non si facevano problemi a salire le grondaie e a saltare tra un balcone e l'altro. Messi in manette i due ladri, però, i furti in abitazione riprendevano, così come, necessariamente, le attività del nucleo investigativo di Bolzano.

 

Mettendo insieme i dettagli dei primi furti di gennaio, i carabinieri riuscivano a risalire al veicolo utilizzato. L'arrivo del lockdown rendeva però tutto più complicato. Nella notte tra il 7 e l'8 marzo, ad Andriano venivano sottratte da un'abitazione 2 pistole semiautomatiche, assieme a diverse preziosi.

 

Identificati, nonostante le difficoltà, i covi dei ladri e le signore che si occupavano di dar loro riparo e di gestire la refurtiva, il cerchio sui ladri si chiudeva. I due, a questo punto, si vedevano bussare alla porta di casa di giovedì mattina i carabinieri bolzanini, coadiuvati da diverse compagnie sia venete che trentine.

 

Identificati come due cittadini stranieri nullafacenti già noti per reati contro il patrimonio, venivano tratti in manetta, mentre le donne che li aiutavano venivano denunciate a piede libero a vario titolo per favoreggiamento e ricettazione. Tanta, anche se non tutta. La refurtiva recuperata: decine di monili in oro e argento, monete e lingotti di metalli preziosi, trenta orologi di cui alcuni di grande valore, sedici tra telefoni cellulari e tablet, due personal computer, quattro smerigliatrici, torce, guanti di lavoro, cacciaviti e piedi di porco.

 

I militari sequestravano anche i veicoli utilizzati per le scorribande, tra cui tre potenti berline di marca tedesca e una monovolume.

 

I due, un cittadino moldavo di 36 anni e un cittadino albanese di 26, sono stati condotti al carcere di Verona.

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