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Via vai in centro, spacciava in casa agli studenti delle medie, nei guai un diciannovenne trentino

Il giovane è stato trovato in possesso di cinque tavolette integre e cinquantaquattro dosi racchiuse in involucri in cellophane termosaldati già pronte per lo smercio al dettaglio per un totale di circa 600 grammi di hashish. I carabinieri: "Principio attivo alto e droghe sempre più spesso alterate con sostanze sintetiche"

Di Luca Andreazza - 14 marzo 2018 - 12:12

TRENTO. E' stato 'pizzicato' in possesso di cinque tavolette integre e cinquantaquattro dosi racchiuse in involucri in cellophane termosaldati già pronte per lo smercio al dettaglio per un totale di circa 600 grammi di hashish. Nei guai un diciannovenne predazzano, che spacciava anche a minorenni, condannato a undici mesi con pena sospesa.

 

"Abbiamo inferto - spiega Luca Volpi, comandante provinciale dei carabinieri - un altro duro colpo negli ambienti dello spaccio nelle valli di Fiemme e Fassa. L'azione dell'Arma però non si ferma e continuiamo a monitorare la situazione, così come a identificare il canale di approvvigionamento del ragazzo, presumibilmente le piazze di Verona o Brescia se non Milano".

L'operazione 'Boss', che si allaccia all'arresto di un altro giovane fassano trovato in possesso di circa 800 grammi (Qui articolo), è scattata per la segnalazione di alcuni cittadini, le mamme di diversi ragazzi si sono, infatti, allarmate quando i figli si sono sentiti poco bene.

 

"Il principio attivo - evidenzia il comandante - delle sostanze sequestrare è piuttosto alto. Oggi le droghe vengono sempre più spesso alterate con sostanze sintetiche, che arrecano danni notevoli".

 

Lo smercio delle sostanze avveniva prevalentemente nell'abitazione del diciannovenne e il range dei fruitori variava da minorenni delle scuole medie a adulti di 40 anni per un giro di affari superiore ai 6 mila euro

"Le dinamiche - dice Enzo Molinari, maggiore della compagnia di Cavalese - sono cambiate: si afferma in questo momento il medio spaccio, sempre più spesso giovani incensurati già assuntori iniziano a alimentare il microspaccio con un ricarico del 100% rispetto al costo di acquisto. In questo modo si assicurano le dosi personali e anche un guadagno".

 

L'operazione è scaturita inoltre per alcuni movimenti sospetti nel centro storico di Predazzo. "Diversi giovanissimi assuntori - commenta Fabio Losole, maggiore della locale stazione - si radunavano per consumare la sostanza stupefacente: dopo un'attività di prolungata osservazione per identificare la clientela, siamo entrati in azione anche nell'abitazione per sequestrare la sostanza stupefacente e fermare lo spacciatore".

 

La conseguente perquisizione domiciliare ha così permesso di rinvenire nel complesso circa 600 grammi di hashish, parte del quale predisposto già per essere smerciato: il fiemmese è stato arrestato. Dopo aver trascorso la notte nelle camere di sicurezza del comando di Cavalese, è stato condanno a undici mesi con pena sospesa al termine del processo per direttissima.

 

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