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A Palazzo delle Albere un centro congressi. L'idea di Italia Nostra: "Per esporre le opere d'arte recuperiamo l'ex Questura''

L'associazione boccia l'idea del planetario definendolo "un affronto" e denuncia lo stato di degrado della prestigiosa residenza vescovile.  Questa sera alle 20.30 l'incontro promosso dall'Assessorato provinciale all’istruzione, università e cultura per discutere con la comunità trentina sul futuro  dell'area e si terrà al piano terra del Palazzo delle Albere

Di G.Fin - 29 luglio 2019 - 21:20

TRENTO. Il futuro di Palazzo delle Albere? “Il suo destino dovrebbe essere ipotizzato mettendo al centro il Palazzo stesso, anziché contrapponendo i programmi dei due musei che lo contendono come se la rinascimentale residenza vescovile fosse un mero contenitore”. E' questa la riflessione che Italia Nostra ha deciso di lanciare in vista dell'incontro, in programma questa sera alle 20.30, promosso dall'Assessorato provinciale all’istruzione, università e cultura per discutere con la comunità trentina sul futuro della prestigiosa sede vescovile.

 

Opera monumentale, ha denunciato Italia Nostra, che però oggi si trova sopraffatta dal degrado con distacchi dell'apparato lapideo, danni a intonaci e affreschi. Ed è proprio per questo che la prima richiesta che viene fatta, prima di ogni futuro riuso, è quella di un restauro e poi cominciando a dargli un contesto adeguato.

 

Nelle scorse settimane la residenza vescovile è finita al centro di una polemica tra il Muse e il Mart sul futuro utilizzo. Tra le tante idee lanciate quella di utilizzare gli spazi per delle mostre . Dopo Sgarbi e Zecchi a prendere posizione erano stati alcuni artisti e cittadini che proprio sul Palazzo delle Albere avevano lanciato una petizione (QUI L'ARTICOLO

 

Ora, però, la critica fatta da Italia Nostra riguarda non solo l'utilizzo ma il contesto in cui si trova. “Circondato un tempo dalla campagna – viene spiegato - il Palazzo si trova ora assediato da costruzioni in totale contrasto con i suoi caratteri storici e architettonici”.

 

La sobria piazza progettata da Renzo Piano, che avrebbe dovuto assicurare alla presenza monumentale del vecchio palazzo è stata bocciata e allo stesso tempo è venuto meno anche l'idea di realizzare almeno una cornice alberata lungo il bordo del giardino, per delimitare un intorno dedicato al Palazzo, isolandolo dal zona circostante. “Il Palazzo – critica Italia Nostra - rimane quindi oggi completamente decontestualizzato ed esposto a confronti inaccettabili, con il Muse, lo stadio e non solo”.

 

Per l'associazione che si occupa di salvaguardia dei beni culturali, artistici e naturali non va bene nemmeno il planetario definito “un affronto”. “Quest'ultimo potrebbe trovare collocazione certamente migliore poco più a sud, rinverdendo la tradizione delle folie architecturale, stravaganti attrazioni per lo svago in parchi e giardini”.

 

Non solo però critiche da Italia Nostra ma anche proposte che potrebbero ridisegnare Palazzo delle Albere e non solo. “Dal progetto di Renzo Piano – infatti - è venuto meno anche l'auditorium, inopinatamente trasformato in biblioteca. Insieme all'annesso hotel, l'auditorium doveva dotare la città di un moderno centro congressi, anche a servizio del Muse che, infatti, è nato senza nemmeno la sala per conferenze che aveva in via Calepina”. Una carenza, questa, che potrebbe essere colmata proprio da Palazzo delle Albere. “Sarebbe una sede certamente prestigiosa – viene spiegato - articolata internamente in spazi maggiori per le sale e spazi minori per i servizi. Avanzerebbe probabilmente ancora qualche saletta per un piccolo museo del Palazzo che ne spieghi l'origine, la storia e il ruolo nella Trento rinascimentale. Sarebbe una struttura al servizio di tutta la città, Mart e Muse inclusi, che contribuirebbe alla rinascita del quartiere”.

 

Per esporre opere d'arte non è necessario asservire un'altra opera d'arte, spiegano ancora da Italia Nostra. Meglio un edificio di minore rilevanza storica e architettonica, più agevolmente trasformabile per le necessità tecniche di un allestimento espositivo, inserito in un contesto urbano che si integri con il suo contenuto. Da qui l'idea dell'ex Questura.

 

“E' un'architettura certamente più adatta per essere riconvertita, ristrutturandola, in un'esposizione permanente delle arti figurative. Opererebbe inoltre in sinergia con il vicino Castello del Buonconsiglio e potrebbe dare un apprezzabile contributo alla rinascita di Piazza della Mostra, sempre che il nuovo progetto di 'riqualificazione' consenta ancora alla piazza di esistere” conclude l'associazione.

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