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''Il palazzo delle Albere dev'essere un luogo d'arte'': petizione online per farne una galleria di artisti trentini (ma non solo)

Dopo Sgarbi e Zecchi, presa di posizione di cittadini e artisti. Il timore: ''La mancata esposizione potrebbe far ritirare donazioni di opere, tra cui 232 di Moggioli e Vallorz, dal valore di 2,3 milioni''

Pubblicato il - 04 luglio 2019 - 18:50

TRENTO. Dopo Sgarbi (e Zecchi) anche la società civile e gli artisti. Nel dibattito nato dal progetto del planetario (qui e qui articoli), che dovrebbe trovare collocazione nel prato adiacente al Muse, ed estesosi alla destinazione del palazzo delle Albere, intervengono ora anche i cittadini con una petizione su Change.org che in queste ore sta raccogliendo diverse adesioni.

 

La petizione (qui) s'intitola "Il Palazzo delle Albere di Trento deve essere un luogo d'arte" è stata lanciata da Adriano Fracalossi, diretta al presidente della Provincia Maurizio Fugatti e all'assessore alla Cultura Mirko Bisesti ed è stata ripresa anche sulla pagina Facebook di Fida Trento (qui).

 

La richiesta è sulla falsariga di quella presentata (con più veemenza) dal presidente del Mart Vittorio Sgarbi. "Chiediamo al Presidente Maurizio Fugatti e all'assessore Mirko Bisesti di restituire il Palazzo al Mart e all'arte" è l'appello di chi l'ha lanciata sulla piattaforma, fatto proprio da tutti coloro che l'hanno sottoscritta.

 

A giovedì pomeriggio (a una giornata circa dal lancio) a firmare la petizione erano già stati in 167, un numero in crescita.

 

Le motivazioni della presa di posizione: "Nella disputa di quale sia il contenuto migliore per restituire il palazzo delle Albere alla comunità, viste le recenti ipotesi avanzate sia dal presidente del Mart Vittorio Sgarbi, che dal presidente del Muse Stefano Zecchi, che dall'assessore provinciale alla Cultura Mirko Bisesti - si legge online su Change.org - vorremmo far presente che la restituzione del palazzo a luogo dedicato all'arte, presenterebbe sicuramente una serie di vantaggi".

 

Segue l'elenco, che inizia con la "sostenibilità del progetto": "Le opere d'arte esistono già, sebbene al momento non possano essere esposte. Fanno parte delle collezioni del Comune di Trento, della Provincia e dello stesso Mart. Ripristinare quindi il palazzo a museo d'arte comporterebbe un investimento minimo di soldi pubblici".

 

Il progetto, secondo la petizione e i suoi firmatari, sarebbe anche "compatibile con il pregio architettonico dell'edificio": "Il palazzo Madruzziano - si legge sempre - non si presta a ospitare allestimenti multimediali permanenti, che per loro stessa natura impedirebbero di apprezzare l'armonia degli spazi rinascimentali e le decorazioni ad affresco".

 

C'è poi il punto legato alla "valorizzazione del patrimonio artistico esistente": "Al momento non esiste a Trento un luogo dove esporre alcune donazioni fatte con vincolo al capoluogo. La mancata esposizione potrebbe comportare il ritiro da parte degli eredi di tali donazioni. Sarebbe una grave perdita culturale e un danno economico per tutta la comunità (Moggioli: 34 opere 1.000.000 di euro - Vallorz: 198 opere 1 milione e 300.000 euro)".

 

La proposta, insomma, è quella di creare una vetrina d'arte anche per gli artisti trentini, ma non solo: "Sostegno all'arte e agli artisti trentini. Se come in passato - recita sempre il testo della petizione - uno spazio si dedicherà all'arte contemporanea, questo sarà il luogo dove valorizzare gli artisti del territorio con aperture alle ricerche più recenti in ambito nazionale e internazionale". "Inoltre - prosegue lo scritto - l'attuale sede della Galleria civica in via Belenzani potrebbe diventare un nuovo spazio espositivo per favorire le associazioni degli artisti che operano sul territorio (32 associazioni con oltre 2.000 iscritti)".

 

Infine l'accento viene posto sul "dialogo": "A chi parla di "provincialismo", vogliamo far presente che considerare Segantini, Garbari, Moggioli e Bonazza degli artisti "locali" è assolutamente inesatto e fuorviante. Inoltre la città di Trento si è sempre vantata di rappresentare un luogo di eccellenza per il dibattito artistico contemporaneo, sia a livello nazionale che internazionale. In più l'arte contemporanea da sempre tocca i temi della scienza, della filosofia, della natura, dell'ecologia e risulta quindi un ottimo elemento di congiunzione tra i due musei".

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