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Planetario alle Albere, Sgarbi grida ''all'attentato''. Bisesti apre al confronto. Pacher: ''Basta liti. La giunta prenda in mano le redini della vicenda''

L'assessore: ''Terremo conto di tutte le perplessità, ma anche dei pareri positivi delle strutture provinciali''. Pacher: ''Va sempre così, quando c'è un'area strategica da usare la critica è puntuale''

Pubblicato il - 29 giugno 2019 - 19:17

TRENTO. L'idea del planetario H2O (da 80 posti, con un teatro digitale) da collocare nel prato delle Albere proprio non va giù al presidente del Mart Vittorio Sgarbi (che parla di un "obbrobrio", un "attentato"). Ma, in vista della conferenza dei servizi provinciali in programma per la prossima settimana indicata come luogo del confronto con i soggetti istituzionali interessati, l'assessore provinciale Mirko Bisesti rimane possibilista e apre al confronto. Intanto, membro del board del Muse, Alberto Pacher invita a moderare i toni: ''Questa lite continua non è il nostro modo di andare avanti".

 

"Terremo conto di tutte le perplessità, ma anche dei pareri positivi espressi dalle strutture provinciali" fa sapere tramite una nota da Piazza Dante l'assessore alla Cultura.

 

"Vogliono mettere tre palle di 17 metri di diametro nel giardino spendendo 2,7 milioni. Sono dei briganti e bisogna sventare questo attentato" ha dichiarato Sgarbi sul progetto che ritiene "immorale", una "violenza" per il terreno del palazzo delle Albere ("Non c'è Mart senza Albere" ribadisce).

 

Dopo l'affondo del professore, Bisesti fa sapere di trovare "positivo il progetto H2O", ma apre comunque il confronto.

 

"L'assessore provinciale alla Cultura Mirko Bisesti - recita la nota diramata da Piazza Dante - crede che lo sviluppo dell'area e del sistema museale possa passare anche attraverso il progetto del planetario. Le perplessità sull'ubicazione del planetario sono certamente all'ordine del giorno e sono già state oggetto di confronto fra l'assessore e il soprintendente. Si condivide il progetto, ma al contempo c'è la volontà di valutarne molto attentamente la realizzazione confrontandosi con i soggetti coinvolti, in particolare la Soprintendenza per i beni culturali".

 

Quando? "L'occasione per un confronto e una consultazione sulle modalità del progetto fra l'amministrazione provinciale e tutti i soggetti istituzionali interessati - si legge ancora - sarà la conferenza dei servizi già programmata per mercoledì prossimo 3 luglio".

 

Intanto, raggiunto al telefono dopo un confronto con il Cda del Muse, il direttore Michele Lanzinger pronuncia un "no comment tecnico" sulla vicenda ("La partita è politica").

 

Membro del board del Museo delle scienze, ma anche psicologo e già sindaco di Trento dal 1999 al 2008, vicepresidente della Provincia e governatore in Piazza Dante nel 2013, Alberto Pacher invita a cambiare i modi del confronto. "Non ci appartiene questo modo di andare avanti con una lite continua e il Trentino ha bisogno di un discorso unitario" dice.

 

"Penso che si debba un po' rompere questa sequenza - afferma Pacher - Non credo che possa andare avanti così per molto tempo il tono del confronto sulla distribuzione delle funzioni culturali. Non si va da nessuna parte in questo modo. Pensiamo a questa vicenda del planetario: l'idea è stata presentata più di un anno fa. Ne parlò il direttore Lanzinger nell'anniversario dell'apertura del Muse, era una cosa conosciuta, uscita anche sui giornali. Le cose vanno avanti e poi c'è una presa di posizione così forte. È chiaro che il planetario è un'idea evolutiva per quel che riguarda il Muse".

 

Il Museo delle scienze, ricorda il componente del suo stesso Cda, è in continuo movimento: "Il Muse è una struttura dinamica e come tale non può restare fermo. È come gli squali che devono nuotare e muoversi anche quando dormono, sennò non respirano. Ecco, il Muse deve muoversi continuamente, deve proporre cose nuove. E il tema del planetario, così come strutturato intelligentemente, che richiama il tema dell'acqua, è proprio un anello della catena importante. E l'idea di realizzarlo nei pressi del Muse mi sembra assolutamente funzionale. C'è un senso".

 

"Non è questo il modo di procedere - prosegue - ogni volta che emerge una proposta c'è un attacco. Pensiamo ad esempio all'idea di un possibile utilizzo dell'edificio delle Albere, peraltro di una parte. Nel corso di una prima riunione il presidente Zecchi ci ha proposto un evento che leghi la filosofia e la scienza. Se si prende uno come lui, un filosofo, a fare il presidente del Muse credo sia giusto. Il planetario e il palazzo delle Albere stesso possono rappresentare un punto di coordinamento tra gli ambiti dei due musei".

 

Nell'ottica di un dialogo tra i due maggiori poli del Trentino: "Il palazzo delle Albere può avere più funzioni. Ma è sempre così, quando si ha una struttura così, per la quale negli ultimi vent'anni non si ha avuto un'idea forte per poterla utilizzare, la prima cosa che si dice è che è "strategica". Cosa succede poi? Viene fuori una proposta e poi subito sempre un "no", una controproposta. Ma non è così che si fanno le cose".

 

"Oddio, mi rendo conto - precisa Pacher - che chi prende Sgarbi si prende il pacchetto completo, non si può prendere solo la parte legata alle competenze (nelle arti figurative indiscutibili). Si prende anche la parte caratteriale, come per tutte le persone. Immagino che la giunta provinciale quando ha scelto Sgarbi come presidente del Mart sapeva che prendeva le competenze, ma anche i modi della critica e tutto il resto. È per questo che sono convinto che l'assessore alla Cultura Bisesti e il presidente Fugatti adesso dovranno prendere un po' in mano le redini di questa cosa: il pallino deve essere sempre in mano a chi ha la responsabilità politica".

 

Il Cda del Muse, dice poi, rimane "convinto" del progetto del planetario: "L'idea del planetario l'abbiamo trovata già in movimento, ma è assolutamente convincente, una bella proposta da mettere lì".

 

"Il Muse - conclude Pacher - è una realtà che sta andando benissimo: coinvolge pubblici stratificati, ha un'offerta molto accattivante. La divulgazione è, tra virgolette, anche una tematica più facile rispetto all'arte contemporanea, che si rivolge invece a un pubblico un po' più ristretto. Adesso io spero che la presenza di Sgarbi possa portare anche e soprattutto un rilancio del Mart (anche se finora non si è ancora visto un gran che, ma magari non avrà ancora capito dov'è e cosa farà). Però speriamo che ora faccia anche qualche proposta sul Mart. Il Muse e il Mart sono le due punte di diamante dell'offerta culturale trentina, guai se si va avanti con questo clima di una lite continua che non ci appartiene. Il Trentino ha bisogno, per le sue dimensioni e per gli investimenti che sono stati fatti su queste due realtà, un discorso unitario".

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