Contenuto sponsorizzato
| 07 ott 2019 | 16:06

Assumevano lavoratori per far trasportare stranieri senza documenti e fornire nomi per truffe online. Arrestati tre uomini

Avevano creato un sistema tale da costringere i lavoratori a invischiarsi in diversi reati: o trasportavano cittadini extracomunitari senza documenti o fornivano i dati anagrafici per creare conti attraverso cui far arrivare i soldi delle truffe Nell'operazione Nico, condotta dalla squadra mobile di Trento, sono stati arrestati tre cittadini italiani residenti a Trento, Mantova e Bologna. 

Assumevano lavoratori per far trasportare stranieri senza documenti e fornire nomi per truffe online
di Davide Leveghi

TRENTO. È stata sgominata stamane dalla squadra mobile di Trento coordinata dalla Procura della Repubblica una compagine criminale responsabile dei reati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e di frode amministrativa. Tre sono le misure cautelari emesse, di cui una in carcere e due in regime di arresti domiciliari, tutte a carico di tre cittadini italiani di 60, 49 e 39 anni residenti rispettivamente a Trento, Matova e Bologna.

 

L'operazione, chiamata “Nico”, ha disarticolato un sistema escogitato per raggirare lavoratori alla ricerca di una mansione per conducente di autoveicoli e utenti internet interessati ad acquistare elettrodomestici. Un sistema all'apparenza assurdo, che funzionava in primis con il reclutamento di “autisti” per il trasporto di stranieri, e i cui dettagli venivano però rimandati a futuri incontri faccia a faccia.

 

Qualora i lavoratori, dopo averlo scoperto sul posto, avessero rifiutato di prestarsi al trasporto di cittadini privi di permesso di soggiorno, i truffatori chiedevano loro di fornire i propri dati anagrafici per sottoscrivere conti correnti bancari da utilizzare per raccogliere i proventi illeciti delle truffe online. Gli utenti internet venivano a questo punto raggirati con l'inserimento di finti annunci per la vendita di elettrodomestici, mai consegnati una volta ricevuto per bonifico il pagamento.

 

Le indagini sono scattate allorché un componente della banda ha simulato il furto dell'autovettura utilizzata per trasportare gli stranieri. Gli approfondimenti investigativi sviluppati dalla squadra mobile e coordinati dall'Autorità giudiziaria hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei tre, tali da consentire l'emissione di altrettanti provvedimenti restrittivi della libertà personale da parte del giudice per le indagini preliminari di Trento.

 

Nel contesto dell'attività di controllo del territorio, infine, sono stati fermati due giovani marocchini per aver commesso una rapina nei confronti di un connazionale, colpito ripetutamente fino a riportare lesioni guaribili in venti giorni, al fine di sottrargli 30 euro. Per i due è scattata la misura cautelare restrittiva della libertà personale.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
| 08 agosto | 13:38
Il perdurare delle temperature elevate unito alla scarsità delle precipitazioni impone alle strutture in quota di riorganizzarsi per affrontare un [...]
Cronaca
| 08 agosto | 13:39
E' successo lungo il sentiero numero 699, che collega il Passo Fedaia al Rifugio Padon. I giovane è stato portato all'ospedale 
Cronaca
| 08 agosto | 12:46
Le attività dei vigili del fuoco proseguono per spegnere l'enorme incendio divampato nell'area boschiva che circonda la zona di Tignale. Attivati [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato