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Botti di Capodanno, le aziende del settore pirotecnico contro i divieti: "Pronti alle vie legali per i Comuni che adottano limitazioni''

L'Associazione Nazionale Imprese del Settore Pirotecnico spiega:  "La materia è sufficientemente normata da leggi nazionali e comunitarie"

Pubblicato il - 11 dicembre 2019 - 10:43

TRENTO. Non vi è “alcuna eccezionalità”, secondo l'Associazione Nazionale Imprese del Settore Pirotecnico, che possa giustificare all’utilizzo di ordinanze da parte dei Comuni per la limitazione di accensione di fuochi artificiali durante il periodo delle festività natalizie e di fine anno.

 

Questo il messaggio che è arrivato a tutti i comuni che sono stati invitati ad evitare l’adozione di ordinanze contingibili in quanto, spiega sempre l'associazione, “la materia è sufficientemente normata da leggi nazionali e comunitarie”.

 

Nei giorni era stata anche l'Enpa, l'Ente Nazionale Protezione Animali, a chiedere ai primi cittadini di adottare dei provvedimenti in tempi rapidi per tutelare i cittadini, gli animali e l'ambiente. (QUI L'ARTICOLO)

 

“Occorre fare in fretta e bene – aveva spiegato l'Enpa - in passato alcuni sindaci sensibili ma tardivi (anche di grandi città) hanno emanato all’ultimo momento ordinanze scritte male, che hanno avuto come conseguenza il ricorso dei produttori di fuochi d’artificio. Agire tempestivamente significa anche avere il tempo di pubblicizzare adeguatamente il divieto presso i cittadini”.

 

Da qui la dura presa di posizione da parte dell'associazione che riunisce le imprese del settore pirotecnico. “E’ chiaro che l’ulteriore abuso da parte dei Comuni – viene spiegato nella lettera - nell’adozione di ordinanze con lo scopo di limitare l’accensione di fuochi artificiali, ben oltre i limiti stabiliti dalle leggi in materia, provocherebbe ulteriori gravi danni al mercato con importanti ripercussioni economiche per gli operatori presenti nel settore”.

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