"A Capodanno vanno vietati i botti", appello al sindaco delle associazioni ambientaliste: "Ianeselli prenda esempio da Bolzano"
Le associazioni ambientaliste trentine lanciano un appello urgente al sindaco del capoluogo: "Chiediamo il divieto di scoppio e uso di petardi, fuochi d'artificio e botti nella notte di Capodanno e nei tre giorni successivi"

TRENTO. "Chiediamo al sindaco di Trento Franco Ianeselli il divieto di scoppio e uso di petardi, fuochi d'artificio e botti nella notte di Capodanno e nei tre giorni successivi".
Lo scrivono in un comunicato le associazioni Enpa Odv del Trentino sezione di Rovereto, Io non ho paura del lupo, Lav, Lipu e Wwf Trentino Alto Adige/Sűdtirol. "A Bolzano ma anche a Merano, come in diversi comuni trentini del resto - ricordano le associazioni - le ordinanze ci sono".
Il divieto sarebbe una misura di buonsenso condivisa da buona parte della cittadinanza, sostengono: “Secondo un’indagine Doxa del 2024, realizzata per conto di Lav, il 94% degli intervistati è contrario all’uso di materiali esplodenti; il 31% già non li usa e il 63% è pronto a rinunciarvi”.
E così le associazioni, compatte, hanno sottoscritto l’appello urgente al sindaco di Trento. "Botti ed esplosioni improvvise provocano disturbo acuto, stress, e in molti casi terrore e addirittura la morte o fughe letali o con gravi conseguenze e lesioni negli animali domestici e nella fauna selvatica. Inoltre le fughe di animali terrorizzati dai botti portano a volte ad incidenti con feriti fra le persone o altri animali. Si ricorda che botti e fuochi d’artificio creano stress anche alle persone malate, anziane, fragili e che tristemente ogni anno le cronache riportano le storie di centinaia di feriti umani, fra cui molti minorenni che soffriranno per tutta la vita le conseguenze dei botti".
"Finora a Trento - concludono - si è scelto di non fare nulla, se non dare indicazioni di prudenza, limitandosi a richiamare il divieto contenuto nel regolamento comunale di non esplodere botti e petardi in presenza di persone e animali, senza tener però in considerazione che ciò che a noi può sembrare 'lontano', per gli animali, invece, è imminente, incombente, pericoloso. Quello che serve e che chiediamo è un divieto chiaro, e una campagna di sensibilizzazione che sarebbe possibile realizzare anche nei prossimi giorni".














