"Festeggiare non dovrebbe compromettere la sicurezza", dieci Comuni della valle uniti contro i botti di Capodanno: "L'obiettivo è cambiare la cultura della festa in montagna"
L'iniziativa di unirsi contro i botti nasce da un'idea di 'comunicazione gentile' rivolta alla popolazione. L'assessora Elena Zanon, promotrice del progetto: "Non finiremo mai di ringraziare sindaci e colleghi Assessori che dal primo contatto hanno aderito senza alcun indugio. Stiamo crescendo in valore umano e questo mi rende fiera di vivere in questo luogo che dobbiamo sempre più pensare come condiviso"

TRENTO. Dieci comuni della Val di Fiemme si sono "uniti" contro i botti di Capodanno. L'obiettivo? Provare a cambiare la cultura della festa in ambiente montano attraverso una "comunicazione gentile" rivolta alla popolazione. L'iniziativa, nello specifico, è nata a Tesero e e si propagata "a macchia d'olio" ad altri Comuni della valle - Capriana, Valfloriana, Castello-Molina, Ville di Fiemme, Cavalese, Panchià, Ziano, Predazzo e Moena - ed è volta, viene specificato in una nota diffusa, a sensibilizzare alla cura della salute, delle persone fragili e degli animali.
“Abbiamo voluto marchiare l’iniziativa in modo condiviso, senza che l’una o l’altra realtà paesana emerga. Deve essere uno stile unito, sincero, al di fuori dei confini cartografici delle diverse realtà - spiega Elena Zanon, assessora del comune di Tesero e promotrice del progetto - perché l’ambiente è lo stesso, l’aria che respiriamo è identica. Le politiche sociali non possono e non devono fermarsi fuori dalla porta ma abbracciare con le proprie scelte le realtà vicine. Per il prossimo anno vorremo che questa iniziativa possa partire dall’alto, dalle Comunità Territoriali, coinvolgendo anche la Val di Fassa che quest’anno, per la sola motivazione del tempo ristretto nell’organizzazione, si è fermato a Moena”.
Il pensiero, viene specificato, nasce da un sentire profondo condotto dall’assessorato alle Politiche Sociali del paese e condiviso rapidamente con Sindaci ed Assessori competenti del territorio.
Ad essere passate in rassegna sono poi le motivazioni della scelta. "I botti di fine anno - si legge nel comunicato - spesso visti come momento di festa collettiva, possono rappresentare un grave rischio per la salute e il benessere di persone fragili, bambini, persone con disabilità o disturbi dello spettro autistico".
E poi alcuni numeri: "Ogni anno, in Italia, decine e decine di persone rimangono ferite a causa dell’uso improprio di petardi e fuochi d’artificio: lo scorso Capodanno si è registrato il numero più alto di feriti da esplosioni di botti degli ultimi dieci anni: 309 persone, di cui 90 minorenni, con 69 ricoveri ospedalieri a causa di ustioni, traumi agli occhi e alle mani provocati dai botti e anche da colpi d’arma da fuoco collegati ai festeggiamenti".
E anche in Trentino l’effetto dei botti non è stato irrilevante: "A Trento, durante la notte di San Silvestro 2024, due persone hanno subito gravi lesioni da petardi, incluso un uomo di 27 anni che ha perso una mano dopo l’esplosione di un artificio pirotecnico".
Uno sguardo poi agli animali domestici: "L’udito molto più sensibile di cani e gatti amplifica lo spavento, inducendo reazioni di fuga, traumi comportamentali prolungati o perfino ferite dirette. Anche la fauna selvatica subisce serie conseguenze: il fragore dei botti può disorientare uccelli e altri animali, provocare abbandono dei nidi e numerosi decessi indiretti".
Ad essere rimarcato è come "è sempre più forte" anche in Trentino l’appello di associazioni come il Wwf (QUI ARTICOLO) e guardie zoofile Nogez affinché si scelgano "forme di celebrazione silenziose e rispettose" riducendo così il rischio di incidenti, stress per le persone vulnerabili e danni alla fauna e all’ambiente.
"Festeggiare - chiosa la nota - non dovrebbe compromettere la sicurezza di chi ci sta accanto: con alternative più sicure e consapevoli si possono proteggere persone fragili, bambini e animali, onorando l’arrivo del nuovo anno con responsabilità e rispetto".
“Non finiremo mai di ringraziare sindaci e colleghi Assessori che dal primo contatto hanno aderito senza alcun indugio. Stiamo crescendo in valore umano - osserva l'assessora di Tesero Elena Zanon - e questo mi rende fiera di vivere in questo luogo che dobbiamo sempre più pensare come condiviso, oltre i campanili. Mi sento inoltre di dire che la realtà umana vive a strettissimo contatto con l’ambiente, noi siamo ambiente e l’ambiente siamo noi, sono vite condivise: lo dimostrano le forme di ordinanze attuali che puntano non solo alla prevenzione incendi, ma alla promozione del benessere collettivo. Un cambio di passo non da poco, che i Comuni stanno recependo velocemente".













