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Centro per la Cooperazione Internazionale, i lavoratori: ''La giunta provinciale mette a rischio posti di lavoro, credibilità e competenze riconosciute a livello mondiale''

Dopo la decisione del presidente Mario Raffaelli di dimettersi oggi i lavoratori del Centro per la Cooperazione Internazionale con la UILTuCS si sono riuniti in assemblea. “Il nostro appello  è rivolto innanzitutto ai soci del Centro - Provincia autonoma di Trento, Università di Trento, i Comuni di Trento e di Rovereto, Fondazione Campana dei Caduti - affinché si assumano un impegno concreto rispetto al futuro del CCI e delle sue lavoratrici e lavoratori"

Pubblicato il - 20 dicembre 2019 - 19:57

TRENTO. Il Centro per la Cooperazione Intenazionale nel solo 2019 ha formato 5900 operatori e giovani, ha promosso eventi pubblici con oltre 4800 partecipanti, ha sostenuto il lavoro di 45 scuole, 2 musei provinciali, 361 insegnanti, 65 associazioni, 10 aziende e 5 dipartimenti dell’Università di Trento.

 

“Un patrimonio collettivo enorme che ora rischia di essere messo in pericolo dalle decisione dell'attuale giunta provinciale”, è forte il grido dall'allarme che arriva dall'assemblea della UILTuCS dove si sono riuniti i lavoratori del Centro per la Cooperazione Internazionale a seguito di quanto emerso dopo le dimissioni del presidente Raffaelli e della difficile situazione che sta colpendo il Centro. (QUI L'ARTICOLO)

 

Al centro della discussione in assemblea l'indisponibilità dimostrata dalla Provincia Autonoma di Trento - socio fondatore e principale finanziatore strutturale del Centro per la Cooperazione Internazionale - a rinegoziare i radicali tagli sul triennio 2020-2022 a danno, primo luogo, di un patrimonio collettivo di questo territorio e non solo.

 

Mettono a repentaglio – viene spiegato in una nota del sindacato - il futuro professionale e personale di un significativo numero di lavoratrici e lavoratori del Centro, anni di lavoro qualificato, di costruzione di competenze professionali e di occasioni per affermare la specificità del Trentino nel mondo”.

 

Il lavoro portato avanti dal Centro per la Cooperazione Internazionale è ormai conosciuto in tutto il mondo. Questo, però, sembra non interessare all'esecutivo provinciale che ha deciso di tirare dritto per la propria strada, quella dei tagli. “Il Centro – spiega la UILTuCS - si è affermato come punto di riferimento internazionale sull’Europa orientale e sulla ricerca inerente a tematiche quali, tra le molte, allargamento europeo, libertà dei media, partecipazione civica, cooperazione allo sviluppo”.

 

Particolarmente importanti sono gli oltre 2500 approfondimenti fatti dal Centro su tematiche relative al contesto internazionale e non da ultimo - anche grazie alla capacità di accedere a fondi esterni aggiuntivi rispetto al finanziamento provinciale – si è riusciti a creare nuove opportunità di lavoro consentendo a giovani professionisti trentini di tornare in provincia e trovare un luogo dove esprimere al meglio il proprio potenziale umano e professionale a beneficio della comunità di origine.  Tutto questo è stato possibile anche grazie al fatto che il Centro per la Cooperazione Internazionale si è posizionato tra le realtà trentine in grado di attrarre risorse utili al territorio, con circa il 40% del suo bilancio 2019 costituito da fondi extra provinciali.

 

“Il radicale ridimensionamento annunciato – spiega il sindacato - corrispondente ad un terzo del personale, ridurrebbe la capacità di partecipazione ai bandi dell’Unione europea e di altri finanziatori pubblici e privati proprio in un momento di massima esposizione nazionale ed internazionale del centro, con il personale impegnato a portare i risultati del proprio lavoro in giro per il mondo ad eventi di grande prestigio, da Lucca a Roma, dalla Finlandia a Sarajevo e Bruxelles”.

 

Tagli che impedirebbero di proseguire nell’opera di attrazione di risorse extra provinciali e di proiezione internazionale del territorio. Con una drastica riduzione pari al 75% delle risorse del Centro in quattro anni, il Trentino si impoverisce di tutto questo e rischia anche un serio danno d'immagine e credibilità perché sono davvero tante le realtà locali, nazionali ed internazionali che usufruiscono dei suoi.

 

“Il nostro appello – spiegano i sindacati - è rivolto quindi innanzitutto ai soci del Centro - Provincia autonoma di Trento, Università di Trento, i Comuni di Trento e di Rovereto, Fondazione Campana dei Caduti - affinché si assumano un impegno concreto rispetto al futuro del CCI e delle sue lavoratrici e lavoratori. E poi alle altre istituzioni e associazioni del Trentino, affinché intervengano anche finanziariamente per affiancare un’istituzione che, anche nella drammaticità del momento, porta in sé una grande vitalità e con il suo lavoro quotidiano favorisce dinamiche di sviluppo, crescita culturale, innovazione, partecipazione democratica e coesione territoriale dentro e fuori i confini del Trentino”.

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