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| 27 mar 2023 | 17:46

Superbonus, cantieri bloccati: in Trentino a rischio 2 mila posti di lavoro

La cancellazione degli sgravi fiscali rischia di mettere in crisi un intero settore e tantissime famiglie. L'allarme lanciato in queste ore da Fillea Cgil e Feneal Uil del Trentino 

Superbonus, cantieri bloccati: in Trentino a rischio 2 mila posti di lavoro

TRENTO. Non solo cantieri edili bloccati ma anche posti di lavoro che andranno persi e famiglie in difficoltà. “Alla luce dei vari provvedimenti del Governo il settore costruzioni rischia un netto peggioramento dell’occupazione e della qualità del lavoro con gravi impatti sull’ambiente e sulla possibilità di rigenerare quartieri e periferie”. A dirlo nelle scorse ore sono state Fillea Cgil e Feneal Uil  che a livello nazionale hanno lanciato una mobilitazione contro “Le politiche del governo finiscono per tagliare drasticamente il lavoro nell’edilizia privata, con un peggioramento della sicurezza per i lavoratori negli appalti pubblici, meno qualità e meno sostenibilità”.

 

Decisioni, spiegano i sindacati, che avranno inevitabilmente conseguenze negative anche in Trentino.  “Dall’analisi dei dati di Cassa edile emerge che con il superbonus sono cresciute le imprese attive e gli addetti del settore” hanno affermato Giampaolo Mastrogiuseppe di Fillea del Trentino e Matteo Salvetti di Feneal del Trentino.

 

Nell’anno ape 2021/2022 ( l’anno ape va da ottobre a settembre dell’anno successivo) si contano 13.177 addetti e 2099 imprese attive. Nell’anno della nascita del superbonus, 2019/2020, i lavoratori erano 10.732, Le imprese attive 1814. “Dunque – spiegano i sindacati - un incremento di 2445 lavoratori e 285 aziende che si potrebbero perdere con la cancellazione degli sgravi fiscali. Parliamo di una possibile contrazione del 16% di lavoratori che producono, una massa salari di 20 milioni di euro sui quali si perderebbe anche la relativa imposta”.

 

Alla luce di questa situazione, a livello nazionale e locale, i sindacati hanno messo nero su bianco una serie di proposte che saranno anche al centro del percorso di mobilitazione che vedrà il 1° aprile in cinque città, Torino, Roma, Napoli, Palermo e Cagliari, gli edili scendere in piazza. Una delegazione del Trentino parteciperà alla manifestazione di Torino.

 

LE RICHIESTE DEI SINDACATI 
Fillea e Feneal chiedono politiche industriali, stabili e durature per il settore delle costruzioni, per difendere l’occupazione esistente e crearne di nuova, per riqualificare e rigenerare il costruito, per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica, sicurezza antisismica, sostenibilità ambientale decisi dall’Onu e dall’Europa.

 

Le due sigle sindacali sollecitano la modifica del decreto 11/2023 sui bonus edili, che rischia di distruggere 100 mila posti di lavoro e soprattutto di escludere milioni di cittadini a basso reddito dalla possibilità di avere una casa più vivibile e sicura, più efficiente in termini energetici, più salubre e con bollette meno care. La cessione del credito e lo sconto in fattura devono essere garantiti per i redditi medio-bassi (Isee inferiore ai 30 mila euro), per i condomini e per chi vive nelle periferie, le case popolari.

 

I sindacati chiedono anche vincoli stringenti sull’obbligo di applicare e rispettare i contratti nazionali dell’edilizia in tutti gli appalti, a partire da quelli per i lavori pubblici, migliorando lil nuovo Codice degli Appalti contro ogni forma di dumping contrattuale, lavoro irregolare, infiltrazioni criminali. Fillea e Feneal ritengono indispensabile anche il ripristino del divieto dei subappalti a cascata e la valorizzazione delle imprese più strutturate, la loro qualificazione, la loro crescita dimensionale.

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