Superbonus e crediti incagliati, in Trentino per l'edilizia situazione sempre più difficile. Basso: "Entro fine anno rischio fallimento per diverse imprese"
Un intero sistema si è bloccato e senza un intervento deciso da parte del Governo in tanti rischiano di fallire. Per l'Ance Trento un impatto devastante anche nei confronti delle famiglie. "Chi è partito con il 110% deve avere la possibilità di finirlo portando a termine i lavori. C'è la necessità di una proroga temporale nel rispetto del lavoro che si è fatto” spiega il presidente Basso

TRENTO. Imprese edili, cessioni del credito e superbonus. La situazione si sta facendo difficile anche in Trentino. Sono moltissime le aziende presenti sul nostro territorio che si trovano bloccate e con il rischio concreto di non riuscire più ad andare avanti per fine anno. Le aziende edili, infatti, si trovano ad avere dei crediti incagliati e poca liquidità.
Quello che sta accadendo, purtroppo, è frutto delle regole che negli ultimi anni sono state cambiante, in alcuni casi sovrapponendosi, e causando per le persone limiti nella possibilità di fare i lavori senza anticipare i soldi necessari. Con il blocco del mercato dei crediti, che aveva consentito nel corso del tempo all'apertura dei cantieri, un intero sistema sta andando a gambe all'aria.
“Un impatto devastante” lo ha definito anche l'Ance nazionale nel commentare i dati che mostrano come la situazione sia davvero difficile senza un intervento del Governo. La presidente Federica Brancaccio ha chiarito che i “30 miliardi stimati dagli uffici parlamentari a giugno fanno riferimento a circa 33mila imprese e 350mila famiglie, il che significa 750mila persone”. In una situazione del genere potrebbe innescarsi una vera e propria crisi.
“In Trentino siamo messi nella stessa situazione delle altre regioni italiane” ci spiega Andrea Basso di Ance Trento sottolineando come si stia “attraversando una situazione molto delicata per le aziende che hanno investito molto nei crediti e anche per moltissime famiglie”. Un rischio concreto di fallimento per molti.
“Anche sul nostro territorio – spiega Basso – abbiamo aziende che possono andare avanti un mese, due o massimo tre. A fine anno bisognerà poi vedere cosa accadrà difronte all'impossibilità di sostenere l'intera struttura”. Ci sono molte società che si trovano più esposte di altre e ad essere preoccupate sono anche le famiglie o interi condomini con i lavori bloccati.
Il settore è in completo allarme ad intervenire nelle scorse ore oltre all'Ance è stato anche Cna. "È necessaria una proroga per i condomini che hanno avviato i cantieri per gli interventi del Superbonus e che hanno già raggiunto uno stato di avanzamento lavori a settembre pari al 30%" è la sollecitazione arrivata per il Governo al fine di scongiurare di avere migliaia di cantieri che non potranno portare a termine i lavori.
L'appello dell'Ance è ulteriormente chiaro. “Dobbiamo fare i contri con la sopravvivenza stessa delle aziende. Chi è partito con il 110% deve avere la possibilità di finirlo portando a termine i lavori. C'è la necessità di una proroga temporale nel rispetto del lavoro che si è fatto” spiega Basso. La decisione deve arrivare dal governo e nel più breve tempo possibile.












