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| 03 nov 2023 | 05:01

Manovra, medici in rivolta in Trentino: "Un tempesta perfetta che distruggerà il sistema sanitario". Brugnara: ''Perderemo tanti professionisti, provvedimento che favorirà il privato"

Il taglio delle pensioni in manovra rischia di mandare a gambe all'aria l'intero sistema sanitario. I medici sono pronti allo sciopero ed è stato lanciato l'allarme per il rischio di una grossa fuga dal sistema di professionisti che potrebbero poi finire al privato 

Manovra, medici in rivolta in Trentino: "Un tempesta perfetta che distruggerà il sistema sanitario"

TRENTO. “C'è il rischio concreto un molti medici presentino la richiesta di pensionamento per evitare ulteriori tagli. E' la mazzata finale di un sistema sanitario già malmesso”. La manovra economica prevista dal Governo Meloni preoccupa anche il Trentino.

 

All'articolo 33 della proposta di legge di bilancio depositata al Senato il Governo, su cui si sta ancora discutendo con aperture dell’esecutivo, ha ricalcolato le future pensioni di alcune categorie di dipendenti pubblici. Si parla di una perdita stimabile tra il 5% e il 25% dell'assegno pensionistico annuale. Fra le persone che subiranno la riduzione, secondo l'attuale testo, ci sono i medici ospedalieri che ora sono pronti a lasciare il lavoro in anticipo per evitare i maxi tagli agli assegni. 

 

L'organizzazione dell'intero sistema sanitario è a rischio. “Quella che ci troviamo davanti è una manovra iniqua” spiega Sonia Brugnara, segretaria del sindacato Cimo-Fesmed per il Trentino. “Molti medici impegnati in Trentino pur avendo la possibilità del pensionamento hanno deciso di aggiungere qualche anno di attività per continuare a dare il proprio contributo e anche per avere qualcosa in più nella pensione. Ora con questa manovra si trovano a perderci”.

 

Una scelta “non corretta” spiega la segretaria di Cimo-Fesmed nei conti di una categoria che in questi anni ha dato molto alla comunità a partire dall'impegno durante l'emergenza Covid quando i medici venivano chiamati da tutti “eroi”.

 

La corsa alla pensione rischia si far collassare l'intero sistema. “Evidentemente più si aspetta e peggiore sarà la situazione con una maggiore penalizzazione e tanti, per questo, sono pronti ad andarsene” spiega Brugnara. “Il sistema sanitario pubblico – continua - avrà meno colleghi che saranno comunque ancora professionalmente attivi potendo stare ancora per qualche anno in servizio e questi si troveranno sul mercato a disposizione del privato”.

 

Verrà così a crearsi un ulteriore tassello che andrà a potenziare quella privatizzazione che da tempo sta andando avanti nella Sanità anche in Trentino. “Nessuno vuole demonizzare il privato che può tranquillamente affiancare il pubblico – spiega Brugnara – ma quello che sta accadendo porterà il privato a sostituire il pubblico. Il sistema sanitario riceverà un colpo dal quale difficilmente potrà rialzarsi. Sono riusciti a creare una tempesta perfetta purtroppo”.

 

Preoccupato della situazione è anche l'Ordine dei Medici del Trentino con il presidente Marco Ioppi che parla di “smantellamento del sistema sanitario nazionale”.

 

“Verrà a crearsi – spiega a il Dolomiti – una grave situazione di disuguaglianza sanitaria”. Questo clima di incertezza non giova ai medici, alla loro serenità, e non giova nemmeno al Servizio sanitario nazionale, che corre il pericolo di perdere ulteriore, prezioso, capitale umano.

 

Si andrà a perdere quella fidelizzazione che noi cerchiamo di aumentare – spiega Ioppi – e questo è davvero grave”.

 

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