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Trento
07 settembre | 06:01

Dal flop di iscritti ad infermieristica ai 130 infermieri all'anno in pensione nel prossimo decennio, la crisi senza fine e l'allarme: “In Trentino a rischio la tutela della salute”

La gobba pensionistica si sta avvicinando: dei 4498 infermieri iscritti all’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Trento, 2003 (44,5%) hanno un’età fra i 46 e 60 anni. La previsione è che nei prossimi 10 anni circa 1.300 infermieri andranno in pensione, con una media di 130 infermieri all’anno, a cui si aggiungono le uscite, in progressivo e significativo aumento, per dimissioni volontarie dal sistema sanitario verso la libera professione, il privato, il vicino Alto Adige e verso l’estero

TRENTO. Aumentano i bisogni ma gli infermieri in Trentino continuano a diminuire. La previsione è che nei prossimi 10 anni circa 1.300 infermieri andranno in pensione, con una media di 130 infermieri all’anno, a cui si aggiungono le uscite, in progressivo e significativo aumento, per dimissioni volontarie dal sistema sanitario verso la libera professione, il privato, il vicino Alto Adige e verso l’estero. I dati forniti dall'Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Trento  mostrano chiaramente il livello di allarme che oggi ci troviamo difronte. Senza un intervento decisivo perché si rischia di mandare all'aria l'intero sistema. 

 

“Deve essere chiaro che non è solo la crisi degli infermieri, ma è la crisi dell’intero sistema sanitario trentino. Questo problema è molto serio perché la nostra è una Provincia che deve fare i conti anche e soprattutto con il quadro epidemiologico caratterizzato da cronicità e disabilità. Nel momento in cui avremo più bisogno di assistenza domiciliare e di infermieri, ne avremo sempre meno”. Parla di “situazione drammatica” Daniel Pedrotti, presidente dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Trento commentando i dati sugli iscritti ai test di ingresso che hanno visto nella giornata di ieri 140 studenti scegliere Infermieristica come prima scelta con 200 posti a disposizione. 

 

Ieri  al Polo universitario di via Briamasco 2 a Trento,  si è tenuto il test di ammissione agli 8 corsi di laurea per le professioni sanitarie. Per l’anno accademico 2024/2025 erano disponibili 200 posti per la laurea in infermieristica ma le iscrizioni sono state 140 come prima scelta.  A fronte di una continua crescita dei posti a bando (20 in più rispetto all’anno accademico 2023/2024) per sostenere il costante aumento della necessità di cure infermieristiche ad una popolazione sempre più anziana, le domande di iscrizione al corso di laurea in infermieristica presentano un trend in costante calo negli ultimi anni e in caduta libera quest’anno.

 

Il problema della carenza di infermieri è complesso e le cause sono diverse.  L’andamento demografico prevede sempre meno giovani anche in Trentino, che hanno opportunità sempre più ampie di percorsi universitari e non sono orientati a scegliere percorsi formativi che prevedono un impegno costante 7 giorni su 7 per 365 giorni all’anno. 

 

“La priorità, da subito – spiega il presidente Pedrotti -  è dare valore all’infermiere, una professione essenziale per il sistema salute, altamente qualificata, ma non sempre percepita come tale. Dare valore significa intervenire in modo deciso sull’immagine sociale degli infermieri e sulle cause profonde della scarsa attrattività e capacità di trattenimento del sistema salute della nostra Provincia”. Fra queste ci sono le difficili condizioni di esercizio professionale determinate da organici strutturalmente sottodimensionati, attività improprie richieste, difficoltà a coniugare vita privata e lavoro; scarso accesso a percorsi di carriera specialistica e dirigenziale; retribuzioni inadeguate ai livelli di responsabilità assunti (rispetto alla media dei Paesi Ocse lo stipendio italiano medio è inferiore dal 25 al 40%); riconoscimento del valore e delle competenze nella formazione infermieristica universitaria e continua e modelli organizzativi vecchi, che non tengono conto dell’evoluzione delle competenze degli infermieri .

 

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche della Provincia di Trento in questi ultimi anni ha dato dei chiari segnali e messaggi alla politica e alle istituzioni rispetto a tali criticità che stanno impattando in modo significativo sulla professione infermieristica. Purtroppo, però, le risposte arrivate sono state al di sotto delle aspettative. 

 

“Come Ordine delle Professioni Infermieristiche, alla luce di questo grave problema e degli effetti che andrà a determinare sul sistema salute trentino in termini di sicurezza e qualità delle cure, riteniamo irrinunciabile un piano provinciale strutturato di contrasto alla carenza infermieristica e rilancio del valore della professione con azioni concrete a breve e medio-lungo termine comprese riforme di tipo normativo, contrattuale e organizzativo, come stanno realizzando il vicino Alto Adige, il Veneto e altre Regioni” spiega Daniel Pedrotti. 

 

In tal senso l’appello fatto dall'Ordine degli Infermieri è rivolto  alla Provincia per raccogliere questa proposta attraverso il coinvolgendo di tutti gli stakeholder. “La questione infermieristica deve essere al centro dell’agenda politica provinciale. Il tema è di interesse pubblico e il tempo per affrontarlo è sempre meno; è a rischio il diritto alla tutela della salute, costituzionalmente sancito dall’articolo 32”. 

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