In Trentino il sistema Rsa allo sfascio, a rischio i posti per centinaia di anziani. Allarme dell'Apsp De Tschiderer: ''Via il 30% degli infermieri, costretti a licenziare gli Oss"
L'Apsp Beato De Tschiderer di Trento è una delle Case di Riposo più grandi del Trentino, con il maggior numero di servizi, che ospita 202 anziani in un unico immobile. A parlare è Eleonora Stenico che fino a pochi giorni fa ha presieduto la struttura. Nelle scorse ore l'allarme era stato lanciato da Upipa

TRENTO. La situazione in cui si trovano le Rsa in Trentino rischia di esplodere. Se la Provincia non troverà una soluzione nei prossimi mesi centinaia di anziani non avranno più un posto nelle Case di Riposo e dovranno lasciare le strutture.
Il motivo? Le strutture, in carenza di personale, non riusciranno più a rispettare i paramenti (in alcuni casi 1 infermiere ogni 10 anziani) e questo porterà le Rsa e non poter più seguire diversi ospiti.
L'allarme è stato lanciato nelle scorse ore dalla presidente di Upipa, Michela Chiogna, che ha messo nero su bianco come il sistema sia ormai al collasso e senza scelte politiche chiare si rischia di andare incontro ad un vero e proprio blocco (QUI L'ARTICOLO). Numerose strutture si troverebbero con un 30% in meno di personale. Alcune sarebbero costrette a bloccare le entrate oppure a chiudere completamente.
A trovarsi in difficoltà è anche l'Apsp Beato De Tschiderer di Trento. E' una delle Case di Riposo più grandi del Trentino, con il maggior numero di servizi, che ospita 202 anziani in un unico immobile.
A confermarcelo è Eleonora Stenico che negli ultimi 5 anni ha ricoperto il ruolo di presidente dell'Apsp Beato De Tschiderer, ruolo dal quale si è dimessa nei giorni scorsi a seguito dell'accettazione di una candidatura con il Pd alle prossime elezioni provinciali.
Stiamo parlando di una casa di riposo fra le più organizzate in Trentino, una delle poche che ha ancora il bilancio in positivo, che offre servizi come alloggi protetti per anziani, logopedia e audiologia.
Nonostante questo, però, a causa della carenza di personale e della 'migrazione' di 8 infermieri su 24, nei prossimi mesi dovrà purtroppo ridurre il numero di posti disponili e non solo.
“Quello che ci troviamo davanti – spiega a il Dolomiti Eleonora Stenico – è una vera e propria emergenza. La colpa non è da ricercare nel concorso dell'Apss e nella decisione degli infermieri di andare a lavorare in ospedale. Ma dalla mancanza di scelte della politica. Nella struttura che ho presieduto fino a pochi giorni fa andranno via il 30% degli infermieri e questo non ci permetterà più di seguire un'ottantina di anziani. La stessa situazione, con effetti più o meno impattanti, ci sarà anche in altre case di riposo”.
Un fallimento del welfare trentino che ancora una volta rischia di trasformarsi in un vero e proprio tsunami sulle famiglie. All'Apsp Beato De Tschiderer di Trento i posti per gli anziani, se non verrà trovata alcuna soluzione entro febbraio del prossimo anno, “passeranno da 202 a 122” spiega Stenico. “E gli altri 80 anziani che fine faranno? Andranno portati in ospedale? E stiamo parlando di una sola struttura ma una situazione del genere si avrà anche in altre”.
Ma gli effetti che si creeranno saranno a cascata: se ad andarsene saranno gli infermieri, se si abbasserà il numero degli ospiti, conseguenze si avranno anche per gli oss molti dei quali rischieranno di perdere il proprio posto di lavoro. “ Nella nostra struttura – spiega l'ex presidente l'Apsp Beato De Tschiderer – ci troveremo ad avere un 30% in più di oss e rappresenteranno un costo. Saremo costretti a licenziali”.
Le soluzioni? Per trovarle si deve muovere la politica. La Provincia, fino ad oggi, non ha dato alcuna risposta alle richieste fatte più volte da Upipa. Nonostante gli allarmi lanciati non si è mosso nulla. “ Vista la situazione di emergenza in cui ci troviamo – spiega Eleonora Stenico – abbiamo bisogno nell'immediato di soluzioni tampone, anche reperendo personale infermieristico al di fuori dall'Italia che sia formato e professionale, servono poi soluzioni strutturali ma soprattutto serve che chi ci governa capisca l'importanza di investire in un settore come quello assistenziale”.














