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| 21 ott 2023 | 06:01

Rsa in crisi e le badanti sono sempre più vecchie. Preoccupa la situazione anche in Trentino: "Le famiglie rischiano di non trovare risposte ai propri bisogni"

Il Trentino-Alto Adige è  la regione con più elevati livelli di anzianità dei collaboratori domestici / badanti: il 30,7% ha infatti più di 60 anni e il 34,7% un’età compresa tra i 50 e 60 anni. Le richieste che arrivano dalle famiglie purtroppo sono spesso difficili da soddisfare. Michail Pipinis, del Servizio lavoro domestico delle Acli trentine: "Spesso la badante è più vecchia dell'assistito"

Rsa in crisi e le badanti sono sempre più vecchie

TRENTO. L'invecchiamento della popolazione continua senza sosta e l'assistenza degli anziani diventa, purtroppo, sempre più un problema. Se da un lato i dati più recenti mostrano come in Trentino gli anziani over 65 residenti in Rsa siano oltre il 7,60% (dato più alto del Veneto e della Lombardia) dall'altro c'è un problema con cui occorre fare i conti: il sistema delle Case di riposo sta soffrendo per mancanza di personale e di posti ed è impensabile che senza investimenti possa resistere. 

 

Le reti parentali nel corso degli ultimi anni, soprattutto con la pandemia, si sono indebolite e le famiglie se trovano la strada delle Rsa sbarrata cercano un aiuto nelle badanti. Una figura la cui presenza anche in Trentino è cresciuta. 

 

Nell’ultimo decennio l’area dei servizi di cura e assistenza per le famiglie ha rappresentato per il nostro Paese (e anche in Trentino) un grande bacino occupazionale. Il numero dei collaboratori che prestano servizio nelle famiglie, con formule e modalità diverse, è cresciuto senza sosta registrando la crescita più significativa nella componente straniera. 

 

Ora, però, questo sistema che sembrava inarrestabile  sta accusando i primi contraccolpi. Non solo perché vi è una diminuzione degli arrivi dei lavoratori dai paesi dell'Est ma anche per un motivo che fino oggi è stato preso poco in considerazione: anche le badanti invecchiano, non solo gli anziani assistiti. 

 

Lo certificano i dati. Oltre il 62% delle badanti, infatti, ha più di 50 anni, il 26% più di 60 anni e solo il 16% è sotto la soglia dei 40. C’è dunque un piccolo-grande problema demografico anche per l’assistenza alle famiglie, che hanno sempre più necessità di queste figure. 

Ed è un problema che viene registrato anche in Trentino Alto Adige. Lo confermano i dati appena diffusi nel Rapporto 2023 di Assindatcolf. Il Trentino-Alto Adige è  la regione con più elevati livelli di anzianità dei collaboratori: il 30,7% ha infatti più di 60 anni e il 34,7% un’età compresa tra i 50 e 60 anni. 

 

Un ruolo chiave in questo settore viene svolto dalla Acli del Trentino con l'obiettivo, molto spesso difficile da raggiungere, di far incontrare le esigenze delle famiglie con l'offerta. Secondo i dati Inps del 2022 in Trentino ci sono stati 5842 occupati nel settore fra collaboratori domestici, colf e badanti.  

 

“Ci sono sicuramente delle difficoltà – ci spiega Michail Pipinis, del Servizio lavoro domestico delle Acli trentine – nel trovare la figura della badante, la persona cioè che assiste altri, ma le richieste che arrivano dalle famiglie purtroppo sono spesso difficili da soddisfare”. Una delle criticità che sempre più spesso viene registrata  in Trentino riguarda l'età. “Molto spesso – ci spiega Pipinis – ci troviamo ad avere la badante più vecchia dell'assistito. E le famiglie questo non lo vogliono. L'invecchiamento, in particolare delle assistenti famigliari, si sta sentendo”. 

 

Le colf hanno anche un altro problema. “Facendo poche ore – spiega il  Servizio lavoro domestico delle Acli trentine – molte volte viene preferita la strada del lavoro in nero. Ovviamente l'invito che facciamo è quello di non scegliere questa strada che è controproducente”.

 

Criticità di un settore a cui fino ad oggi non è stata data alcuna risposta e che rischiano, davvero, di mettere in ginocchio un intero sistema di aiuto alle famiglie. Eppure, la rete  di collaboratori domestici, badanti e colf  svolge un ruolo decisivo nel dare risposte ad una serie di bisogni che il soggetto pubblico non riesce più a soddisfare adeguatamente. 

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