Badanti e colf in Trentino Alto Adige, ne serviranno oltre 20 mila nel 2025. L'esperto: “Fabbisogno in continuo aumento ma manca formazione e riconoscimento della qualità”
Le stime sono contenute nel 3° Paper del Rapporto 2024 “Family (Net) Work – Laboratorio su casa, famiglia e lavoro domestico”. Michail Pipinis, del servizio paghe lavoratori domestici delle Acli, ci spiega che "in Trentino le variazioni non saranno elevatissime ma di certo avremo un aumento del fabbisogno" e le famiglie sono sempre più in difficoltà perché "gli aiuti in questo settore sono pochi"

TRENTO. La crisi demografica con l'invecchiamento della popolazione ha come chiara conseguenza l'aumento delle famiglie che hanno bisogno di badanti e colf.
I numeri in Trentino, come nel resto del Paese, sono in continuo aumento e a confermarlo sono le stime contenute nel 3° Paper del Rapporto 2024 “Family (Net) Work – Laboratorio su casa, famiglia e lavoro domestico”, presentato da Assindatcolf e dal Centro Studi e Ricerche Idos, autore della ricerca intitolata “Il fabbisogno di manodopera italiana e straniera nel comparto del lavoro domestico in Italia. Stima 2023-2025 per regioni”.
Le reti parentali nel corso degli ultimi anni, soprattutto a seguito della pandemia da Covid, si sono indebolite e le famiglie, se trovano la strada delle Rsa sbarrata, cercano altri aiuti anche se è sempre più difficile farlo.
Secondo l'analisi che è stata condotta da Assindatcolf e dal Centro Studi e Ricerche Idos, in Italia nel 2025 le famiglie avranno bisogno del supporto di circa 2 milioni 288mila unità di personale domestico per soddisfare il proprio fabbisogno di assistenza: 1 milione 524mila lavoratori stranieri e 764mila italiani. E ancora, di circa 1 milione e 25mila badanti e di 1 milione 262mila colf.
Per quanto riguarda il Trentino Alto Adige, invece, sarà di 6 mila colf il fabbisogno regionale mentre 14 mila il fabbisogno di badanti considerando dati Istat e Inps.

“I numeri – ci spiega Michail Pipinis, del servizio paghe lavoratori domestici delle Acli – per quanto riguarda il Trentino non avranno una variazione elevatissima ma di certo avremo un aumento del fabbisogno visto che la necessità è continua crescita”.
Stiamo parlando di un settore che, purtroppo, pesa enormemente sulle famiglie e gli aiuti economici sono davvero pochi. “Non ci sono agevolazioni fiscali importanti e ci troviamo – spiega Pipinis – in una situazione dove il costo è tutto a carico soprattutto della famiglia”.
Se prendiamo in considerazione una badante convivente, fra paga, contributi, tredicesima e Tfr, arriviamo a 1561 euro al mese come costo a carico della famiglia. A questo occorre poi aggiungere il vitto e alloggio e a pesare sono anche gli aumenti di bollette e di tutti i beni che si sono visti negli ultimi anni.
Per quanto riguarda le colf, considerando un part-time di 20 ore il costo mensile che ha una famiglia è di circa 780 euro mentre se fosse un full time di 40 ore settimanali arriviamo a 1500 euro al mese.

C'è però un aspetto che deve essere preso in considerazione e che fino ad oggi, spesso, è stato tralasciato ed è quello della qualità del lavoro.
“Nel corso degli anni abbiamo visto un aumento della paga base – spiega Michail Pipinis – e siamo passati, per una badante, dalle 860 euro al mese del 2008 ai 1127 euro lordi del 2024. In questo, periodo, però, le badanti non hanno mai avuto la possibilità di vedersi certificare il lavoro che fanno e manca anche spesso la formazione. Le famiglie si trovano persone che si 'inventano' per quel ruolo e spesso la qualità offerta non consente di dare pienamente risposta alle necessità delle famiglie”.
Una mancanza che si registra a livello nazionale sia di certificazione sulla qualità del lavoro che sulla formazione. E la difficoltà diventa ancora più accentuata se si pensa all'età di chi svolge questi ruoli. Oltre il 62% delle badanti, infatti, ha più di 50 anni, il 26% più di 60 anni e solo il 16% è sotto la soglia dei 40. C’è dunque un piccolo-grande problema demografico anche per l’assistenza alle famiglie, che hanno sempre più necessità di queste figure.
Ed è un problema che viene registrato anche in Trentino Alto Adige che è la regione con più elevati livelli di anzianità dei collaboratori.












