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Trento
02 settembre | 09:32

Rsa in Trentino, in 1000 attendono un posto. Upipa: "Situazione peggiore del pre-Covid". Tonina: "Numeri in aumento, serve puntare su assistenza domiciliare e co-housing"

La presidente di Upipa Michela Chiogna: "Situazione meno impellente del passato ma servono delle decisioni. Utopistico pensare a nuove strutture, meglio strade alternative e serve pianificazione".  Per l'assessore provinciale alla Salute è di fondamentale importanza garantire un "invecchiamento attivo" e spiega: "Oggi molte delle persone che si trovano in lista di attesa non sono da Casa di riposo. Per questo dobbiamo potenziare altre strade e trovare nuovi modi di assistenza" 

Rsa in Trentino, in 1000 attendono un posto

TRENTO. Le liste d'attesa nelle Rsa sono peggio del periodo precedente al Covid. Ad oggi sono 1000 le persone che stanno attendendo un posto in una casa di riposo in Trentino. A questo numero, però, si deve poi sommare quello di chi attende un posto privato. Il dato, fornito ad Upipa dall'assessorato provinciale, dimostra che la situazione è drammatica e che in mancanza di interventi forti, l'intero sistema rischia di esplodere.

La lista è lunga, prima del Covid eravamo 800 persone in attesa anche se siamo in una situazione meno impellente” ha spiegato  la presidente di Upipa Michela Chiogna. “Già nella prima settimana di settembre ci sarà un confronto del tavolo tecnico e si avranno in primi indirizzi sulla pianificazione”

 

I NUMERI
Secondo le analisi portate avanti da Ispat, viene stimata una crescita sia per la fascia degli anziani (di 65 anni ed oltre) che per i grandi anziani (di 80 anni e oltre) ed in particolare delle donne anziane.

Si considera infatti che, se nel 1961 le persone di 65 anni e oltre costituivano circa il 10% della popolazione (9% dei maschi e 12% delle femmine), nel 2019 la loro consistenza media era del 19% negli uomini e del 24% delle donne. Nel 2030, si ipotizza che la popolazione anziana rappresenterà circa il 24% della popolazione trentina (il 22% dei maschi ed il 26% delle femmine), continuando poi a salire fino a oltre il 30% nel 2070.

Per quanto riguarda le persone di 80 anni e oltre, il modello di proiezione demografica riferisce che, se nel 1981 esse ammontavano a 11 mila (il 2,5% della popolazione trentina), nel corso di un ventennio sarebbero raddoppiate, giungendo nel 2019 a costituire il 6,8%. La proiezione in ipotesi naturale stima che potrebbero diventare 50.000 nel 2034 (9% dei trentini) e 80.000 nel 2070, raggiungendo il 13,5% della popolazione complessiva.

I posti letto che oggi troviamo nelle Rsa trentine sono circa 4.600, di cui circa 4.000  convenzionati e circa 580  privati. Una delibera provinciale del 2009 ha stabilito che in Trentino il numero di posti letto autorizzabili dovrebbe corrispondere al 10% della popolazione over 75, ne consegue che il totale dovrebbe essere 6.400  il 29,2% in più rispetto a ora. A questo vi è poi una mancata disomogeneità dei posti letto in regione. 

 

IL PERSONALE 
I molti pensionamenti che interesseranno le Rsa nei prossimi anni rischiano di mettere nuovamente a dura prova la gestione di diverse strutture su tutto il territorio.

 

“Nonostante non sia al momento un'emergenza – spiega Chiogna – dobbiamo però sicuramente in prospettiva rivalutare le modalità di reclutamento degli Oss”. L'ipotesi messa sul tavolo è quella della cosiddetta formazione duale. “Una formazione  - spiega la presidente di Upipa – che non viene fatta solamente a scuola ma anche all'interno delle strutture ed è quindi in itinere. Uno schema già proposto in Alto Adige che ha dato ottimi risultati perché si toglie lo scoglio di dover aspettare di entrare nel mondo del lavoro”. 

 

Un altro aspetto importante è quello dei medici e sulle assunzioni.  “Oggi non abbiamo emergenze diffuse ma le scelte devono essere fatte per evitare di trovarci con l'acqua alla gola domani”.
 
UNA CASA DI RIPOSO ALL'ANNO
Il piano, adottato in altri territori, difficilmente può essere realizzabile in Trentino. “Pensare di costruire una casa di riposo all'anno è veramente utopistico – spiega Michela Chiogna  per i tempi che abbiamo di cantierizzare e anche le risorse necessarie. Se non riusciamo a tenere un regime di investimento come l'Alto Adige, però, possiamo mettere in campo altre soluzioni”. 

Fra le soluzioni pensate da Upipa per affrontare i bisogni sempre crescenti delle famiglia c'è l'aumento dei posti complessivi autorizzati, l'aumento di quelli a pagamento e pensare anche ad un sistema di aiuto a domicilio. “Dobbiamo pensare al cohousing – conclude la presidente di Upipa – è fondamentale farlo ma serve pianificarlo”. 

 

“ABBIAMO BISOGNO DI GARANTIRE UN INVECCHIAMENTO ATTIVO”
“Oggi abbiamo un problema. Molti di coloro che sono in lista d'attesa non sono da casa di riposo”. A spiegarlo è l'assessore alla Salute Mario Tonina che indica la strada che dovrà essere intrapresa guardando al futuro.

 

“E' di fondamentale importanza garantire un invecchiamento attivo. La strada da seguire è quella perché siamo difronte ad un continuo calo delle nascite e ad un invecchiamento delle popolazione che ci deve far lavorare sulla prevenzione”.

 

Ecco allora che nei prossimi anni occorrerà puntare sull'assistenza domiciliare e sul cohousing. “I numeri aumenteranno e dobbiamo trovare modi e forme nuove per aiutare chi invecchia. Per questo nei prossimi giorni mi incontrerò con i presidenti di comunità e con gli assessori del sociale per condividere un piano”.

 

 

 

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