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Energie rinnovabili, scovata un'azienda che percepiva contributi illeciti. Frode da 65 milioni di euro

Questa mattina è stato effettuato il sequestro di denaro, beni immobili e impianti per circa 45 milioni di euro nei confronti di un gruppo di società operanti nel settore delle energie rinnovabili, responsabili di un danno erariale di oltre 65 milioni di euro derivante dall'indebita percezione di contributi pubblici

Pubblicato il - 24 ottobre 2019 - 12:52

BOLZANO. Contributi indebitamente percepiti per un danno erariale di circa 45 milioni di euro. A tanto ammonta il sequestro fatto dalla Guardia di finanza, su richiesta delle procure della corte dei Conti di Venezia e Bolzano, nei confronti della QCII Basilicata srl.

 

La società, infatti, sono quanto riportano le indagini, sarebbe ritenuta responsabile di un danno dovuto alla percezione indebita di contributi pubblici per la realizzazione di impianti fotovoltaici.

 

Il tutto nasce da una indagine eseguita dal nucleo di polizia giudiziaria di Bolzano che aveva portato alla denuncia alla Procura di Matera di una vera e propria truffa ai danni dello stato posta in essere dalla società già citata che aveva come sede originariamente a Padova e poi a Bolzano.

 

Gli amministratori di questa società avrebbe fraudolentemente ottenuto incentivi pubblici a valere sul “I Conto Energia” e “per il ritiro dedicato dell'energia a prezzi minimi garantiti “ per il fotovoltaico.

 

Da queste indagini sono state avviate ulteriori verifiche per le indebite percezioni poi accertate con i successivi accertamenti. La società è proprietaria di 9 parchi fotovoltaici in Basilicata, di cui 6 con potenza superiore a 1 megawatt e 3 con potenza superiore a 100 kilowatt su particelle catastali contigue, per una superficie totale di 290.000 metri quadri, pari a 40 campi di calcio; locato i 9 parchi a 40 società veicolo (aventi tutte la stessa denominazione, stesso indirizzo, prive di uffici, organizzazione imprenditoriale e dipendenti), interamente partecipate dalla stessa capogruppo, in modo da dividere i parchi in 246 impianti fotovoltaici e far risultare, mediante false dichiarazioni che ciascuno dei suddetti parchi fosse in realtà di potenza inferiore a 50 kilowatt.

 

Attraverso questo artificio le 40 società hanno potuto percepire gli incentivi pubblici riservati esclusivamente ai parchi fotovoltaici di potenza inferiore a 1 megawatt e a 100kw per un importo complessivo superiore ai 65 milioni di euro.

 

Le somme di ciascuna società sono state poi retrocesse alla capogruppo “mascherate” come pagamento dei canoni di locazione degli impianti.

 

Il sequestro ha interessato beni immobili costituita da 246 impianti fotovoltaici per un valore di oltre 37 milioni di euro, diritti di superficie su terreni per un valore di 2,2 milioni di euro, 650 mila euro presenti su alcuni conti correnti e due beni immobili di un valore totale di 282 mila euro.

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