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| 25 feb 2022 | 13:03

Truffa nel settore delle 'energie rinnovabili', nei guai due aziende. L'operazione dei forestali, scoperto del materiale legnoso indicato falsamente da “filiera corta”

L'operazione è stata svolta dai carabinieri forestali nel bellunese, sono state rinviate a giudizio 2 persone quali titolari delle ditte coinvolte, un dipendente di una delle ditte e un professionista ai quali sono stati contestati il concorso nel reato di truffa e falsità ideologica

Truffa nel settore delle 'energie rinnovabili', nei guai due aziende

BELLUNO. Truffa nel settore delle energie rinnovabili. E' una grossa e complessa operazione quella portata a termine dai forestali nel bellunese che ha fatto finire nei guai due imprese per indebito percepimento di contributi.

 

Le energie rinnovabili stanno acquisendo sempre maggior importanza nell’attuale mercato delle risorse energetiche, in ragione degli effetti sempre più preoccupanti dei cambiamenti climatici, tanto da creare un articolato quadro di incentivi economici al loro impiego.

 

Tra queste fonti energetiche di “nuova generazione” grande diffusione sta riscontrando la biomassa legnosa, ossia la frazione dei prodotti, scarti e residui di origine biologica proveniente delle utilizzazioni forestali, utilizzata per produrre energia elettrica.

 

L’importanza di queste fonti è duplice: da un lato si rinnovano più velocemente rispetto alle "fonti fossili" che richiedono periodi estremamente lunghi per rigenerarsi, dall’altro costituiscono fonti di energia a emissioni zero.

 

Speciali incentivi sono previsti per la "biomassa da filiera corta" cioè caratterizzata da spostamenti particolarmente limitati dal bosco alla centrale elettrica. Ed è proprio su questo versante che si sono concentrate le indagini da parte dei carabinieri forestali. Oltre al controllo della regolarità delle utilizzazioni forestali e dei relativi cantieri, vi è anche quello di verificare la tracciabilità ossia la provenienza ed il percorso che questo tipo di prodotto forestale “effettua” dal bosco alle centrali a biomassa al fine di comprendere se i contributi economici pubblici previsti siano stati regolarmente percepiti.

 

A tal proposito i militari della Stazione Carabinieri Forestale di Mel (BL), dipendente dal Gruppo Carabinieri Forestale di Belluno, hanno condotto una complessa ed articolata attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Belluno, al termine della quale sono emerse diverse irregolarità relative al biennio 2014-2016 riguardanti lotti boschivi in Provincia di Belluno e in Provincia di Vicenza.

 

In particolare è stato accertato che venivano conferiti in due centrali di produzione di energia elettrica presenti nel bellunese, importanti quantitativi di biomassa (circa 27.874 tonnellate) in regime di “filiera corta” che in realtà avevano una provenienza diversa da quella dichiarata.

 

Approfonditi accertamenti documentali hanno consentito di smascherare false attestazioni tese a percepire i particolari incentivi di cui si è detto.


Una circostanza particolare, caratterizzante il disegno criminoso, è risultata essere il conferimento di materiali legnosi, asseritamente provenienti da uno specifico lotto, in quantità oggettivamente superiori a quelle ritraibili da quel determinato bosco.

 

In riferimento alle circa 27.874 tonnellate oggetto di controllo da parte dei Carabinieri forestali, è emerso che due ditte bellunesi hanno indebitamente ricevuto dalle centrali – destinatarie finali del prodotto - rispettivamente 6953 euro e 149.690,26 euro, quale sovrapprezzo conseguente il conferimento di materiale legnoso indicato come da “filiera corta” - poi è risultato non essere tale.

 

In conseguenza di questa truffa il GSE (Gestore Servizi Energetici) ha indebitamente erogato alle centrali incentivi previsti per la filiera corta per una cifra complessiva pari a 723.478,08 euro relativamente ai quali, in seguito alla segnalazione effettuata dagli stessi Carabinieri forestali di Mel, è in corso un’istruttoria da parte della Corte dei Conti per danno erariale.

 

Per quanto riguarda la truffa operata dalle due ditte sono state rinviate a giudizio 2 persone quali titolari delle ditte coinvolte, un dipendente di una delle ditte e un professionista ai quali sono stati contestati il concorso nel reato di truffa e falsità ideologica.

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