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| 14 set 2022 | 08:06

Legname da “filiera corta” senza averne in realtà i necessari requisiti, in 5 finiscono a processo

L'operazione dei carabinieri forestali nel bellunese, le persone coinvolte dichiaravano ​di comprare nei dintorni le biomasse per alimentare le centrali ma non era così. La truffa ha determinato anche il versamento di incentivi attraverso denaro pubblico alle centrali di quasi 660 mila euro

Legname da “filiera corta” senza averne in realtà i necessari requisiti, in 5 finiscono a processo

BELLUNO. Oltre 22 mila tonnellate dichiarate da “filiera corta” senza averne in realtà i necessari requisiti. Erano destinate a due centrali a biomassa bellunesi e l'operazione, ricostruita dai carabinieri forestali, ha fruttato ad una ditta indebiti profitti per quasi 200mila euro.

 

I primi indizi a destare l’attenzione dei militari erano stati i quantitativi inspiegabilmente elevati provenienti da 25 lotti forestali che si trovavano nelle provincie di Belluno, Treviso, Vicenza e Trento.

 

Dall'indagine è emerso che il materiale era stato prodotto da una ditta forestale bellunese ed accompagnato da dichiarazioni mendaci finalizzate ad attestarne la filiera corta, anche tramite il concorso di un tecnico professionista che falsamente attestava quantitativi superiori di biomassa proveniente da determinati lotti boschivi ricompresi proprio nell'ambito territoriale della filiera corta.

 

Ed alla fine è stato tratto in inganno anche il funzionario Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, addetto all'iter preventivo all'erogazione dei contributi.

 

Un tecnico professionista, come già detto, falsamente attestava quantitativi superiori di biomassa proveniente da determinati lotti boschivi ricompresi proprio nell’ambito territoriale della “filiera corta”. La condotta descritta, nel periodo di riferimento aveva fruttato alla ditta forestale indebiti profitti per quasi 200mila euro.

 

La truffa ha determinato il versamento da parte di Gse (Gestore Servizi Energetici) alle centrali di quasi 660 mila euro (su segnalazione sei militari forestali aperta istruttoria per danno erariale da parte della Corte dei Conti).

 

Nei giorni scorsi sono state rinviate a giudizio 5 persone, tra cui un tecnico libero professionista, per truffa e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche determinata dall’altrui inganno e falso in atto pubblico (operato dal funzionario ministeriale).

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