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| 23 mar 2023 | 12:17

Maxi truffa sull'energia rinnovabile, l'indagine avviata in Trentino Alto Adige (VIDEO DELL'OPERAZIONE): condannate 41 società, danno erariale per 39 milioni di euro

Le indagini sono state avviate dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Bolzano, i giudici contabili della Corte dei conti di Venezia, con sentenza depositata in questi giorni, hanno condannato complessivamente 41 società e  8 persone fisiche, a vario titolo

BOLZANO. Truffa sui contenuti per l'energia rinnovabile. Condanne per 39 milioni di euro di danno erariale con il pignoramento di beni immobili e disponibilità finanziarie. Al centro delle indagini una società capogruppo con sede originariamente a Padova e successivamente trasferitasi a Bolzano

 

I giudici contabili della Corte dei conti di Venezia, con sentenza depositata in questi giorni hanno condannato complessivamente 41 società e  8 persone fisiche, a vario titolo. 

 

LA VICENDA
L'istruttoria erariale cui la sentenza si riferisce al filone veneziano dell’inchiesta relativa a una condotta criminale, volta a perpetrare una truffa aggravata ai danni dello Stato, posta in essere dagli amministratori di un gruppo societario italiano, controllato da una società di diritto lussemburghese, che aveva fraudolentemente ottenuto incentivi pubblici finalizzati a promuovere l’energia rinnovabile da fotovoltaico

 

Le indagini sono state avviate dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Bolzano, finalizzate ad accertare eventuali profili di danno derivanti dalla  percezione dei contributi da parte delle società investigate. 

 

Su delega della Procura della Corte dei Conti veneziana, i finanzieri dei Nuclei di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Venezia e Bolzano, hanno svolto congiuntamente i vari accertamenti accertando che la società capogruppo italiana, con sede originariamente a Padova e successivamente trasferitasi a Bolzano era proprietaria di 9 parchi fotovoltaici in Basilicata, di cui 6 con potenza superiore a 1 megawatt e 3 con potenza inferiore per una superficie totale pari a 40 campi di calcio.


La società aveva locato  9 parchi a 40 società veicolo (aventi tutte la stessa denominazione, medesimo indirizzo, prive di uffici, organizzazione imprenditoriale e dipendenti), interamente partecipate dalla stessa capogruppo, in modo da dividere i parchi in 246 impianti fotovoltaici e far risultare, mediante false dichiarazioni rese al Gestore dei Servizi Energetici, che ciascuno dei parchi fosse di potenza inferiore a 50 kilowatt. Attraverso questo  artificio, le 40 società veicolo erano riuscite a percepire gli incentivi pubblici riservati esclusivamente ai piccoli parchi fotovoltaici, per un importo complessivo segnalato alle due Procure Erariali di 65 milioni di euro

 

Le somme percepite dalle società veicolo sono state poi dalle stesse retrocesse alla capogruppo, "mascherate" come pagamento dei canoni di locazione degli impianti.  All'esito delle attività di polizia erariale, la Guardia di Finanza di Venezia e quella di Bolzano ha segnalato un danno erariale pari all'importo complessivo dei contributi illecitamente percepiti a carico della società capogruppo, delle 40 società e di 8 persone fisiche italiane e tedesche, di cui circa 45 milioni di euro di competenza territoriale della Procura contabile di Venezia e i restanti 20 milioni di euro di quella di Bolzano. 

 

A garanzia dell'Erario il sequestro di diritti di superficie e liquidità su conti correnti per circa 40 milioni di euro. Ulteriori 7,8 milioni sono stati cautelati (come sequestro conservativo in corso di causa) come crediti Iva nel frattempo maturati a favore delle società del Gruppo.

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