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Erano sfuggiti alla cattura ma ora hanno deciso di costituirsi. Arrestati due latitanti che gestivano la droga nelle Valli di Fiemme e Fassa con articolazioni nel Milanese

I due latitanti hanno deciso di consegnarsi alle autorità Italiane attraverso una rapida intermediazione sviluppata tra i loro legali di fiducia e l’Autorità Giudiziaria. Erano sfuggiti alla cattura del 2018 nell'ambito dell'operazione "Sciamano” condotta dal N.O.R. della Compagnia Carabinieri di Cavalese, che ha decapitato un florido traffico di sostanza stupefacente 

Pubblicato il - 12 October 2019 - 11:00

TRENTO. Si sono consegnati dopo una veloce operazione di intermediazione portata avanti dai legali, i due ultimi latitanti che erano sfuggiti alla cattura del 2018 nell'ambito dell'operazione "Sciamano” condotta dal N.O.R. della Compagnia Carabinieri di Cavalese, che ha decapitato un florido traffico di sostanza stupefacente di tipo cocaina attivo nelle Valli di Fiemme e Fassa con articolazioni nel Milanese. (QUI L'ARTICOLO)

 

Nella serata del 10 ottobre 2019 sono finiti nella rete degli inquirenti gli ultimi due latitanti, dei 18 trafficanti (tutti condannati) colpiti dalle misure cautelari emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trento. (QUI ARTICOLO)

 

Stiamo parlando di Afrim Bejte e Arber Arapi che tra i compiti si occupavano del rifornimento dei flussi di cocaina sulla tratta Rozzano – Castello di Fiemme. Nel merito si ricorda che Arapi era parte del gruppo che nell’aprile 2018 aveva pianificato un’incursione all’interno del perimetro della caserma dei Carabinieri di Cavalese, con l’obiettivo di recuperare 210 grammi di cocaina dall’autovettura utilizzata da un loro corriere, ritenendo erroneamente non fossero stati ancora rinvenuti dagli operanti. Analogamente anche Bejte era risultato essere uno dei uomini di fiducia del boss Petrit Arapi che gestiva i rifornimenti in favore del gruppo fiemmese del Bar Anny.

 

I due erano fuggiti in Albania e a seguito delle condanne inflitte all'inizio di ottobre dal Giudice del Tribunale di Trento di 2 anni e 10 mesi di reclusione e 14 mila euro di multa ed in ragione del mandato di cattura internazionale emesso a loro carico, i due latitanti hanno deciso di consegnarsi alle autorità italiane attraverso una rapida intermediazione sviluppata tra i loro legali di fiducia e l’Autorità Giudiziaria coadiuvata dagli investigatori di Cavalese.

 

Ai due latitanti, appena sbarcati all'aeroporto Valerio Catullo di Verona, è stata notificata la misura cautelare e trasferiti al carcere di Verona Montorio e messi a disposizione dell’A.G.

 

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