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Il freddo e la pioggia azzerano la produzione di miele, gli apicoltori lanciano l'allarme. Futura e Unione per il Trentino: ''La Provincia intervenga''

Ieri il presidente degli Apicoltori trentini ha lanciato l'allarme. Futura e Upt chiedono che la Provincia si muova per aiutare gli apicoltori

Pubblicato il - 20 maggio 2019 - 16:22

TRENTO. Nuove politiche attente e concrete ma anche interventi urgenti in favore degli apicoltori trentini. Questa la richiesta contenuta nelle interrogazioni presentate dal consigliere provinciale dell'Unione per il Trentino, Pietro De Godenz, e dai consiglieri di Futura, Lucia Coppola e Paolo Ghezzi, a seguito del grido di allarme lanciato su Il Dolomiti dal presidente degli Apicoltori trentini Marco Facchinelli (QUI L'ARTICOLO).

L'altalena climatica degli ultimi mesi non è stata per niente salutare per le api. Prima la siccità di marzo e poi la pioggia e gli sbalzi termici non hanno permesso agli insetti impollinatori di trovare il nettare sufficiente da portare nell’alveare.

 

“Come confermato dall’Associazione degli apicoltori trentini – spiega De Godenz - le api necessitano, per poter produrre miele di date temperature per volare sui fiori e trovare polline e nettare, entrambi preziosi ma con utilità diverse. Con temperature basse, anche molto inferiori ai 13 gradi come quelle registrate ultimamente, esse possono infatti trovare polline (utile per la covata) ma non nettare, necessario per sfamarsi”.

 

In un contesto del genere l'intervento continuo degli apicoltori è diventato fondamentale per evitare una forte moria di api. “Inoltre le api,trovandosi in tali condizioni, non sono in grado di produrre miele, tanto che ormai gli esperti del settore sono concordi nel considerare la prima parte della stagione produttiva come persa, a causa della fioritura  di alcune specie di fiori – ad esempio il 'dente di cane' - risultate vuote, non essendoci fotosintesi per la mancanza di calore”.

 

Il rischio per il futuro, qualora questo prolungamento della stagione invernale dovesse divenire un trend consolidato, sarà quello di vedere scomparire alcune varietà di mieli locali primaverili con conseguenti ovvie ripercussioni oltre che ambientali, anche economiche per le aziende del settore.

 

“Se la situazione negativa si protrarrà nel tempo – spiegano anche i consiglieri Coppola e Ghezzi - non solo scompariranno le api ma anche le aziende che le sostengono. Gli aiuti messi in campo dalle politiche agricole sono rivolti ai possessori di ettari di terreno e quindi gli apicoltori ne sono esclusi”.

 

Per i consiglieri di Futura e Unione per il Trentino, risulta pertanto necessario procedere urgentemente ad un diverso e più deciso sostentamento del settore apicoltura della nostra provincia.

 

Viene quindi chiesto alla Giunta provinciale di valutare le difficoltà del settore e di intervenire in maniera immediata in favore degli apicoltori trentini la cui attività è stata colpita da condizioni meteorologiche avverse.

 

I consiglieri provinciali di Futura chiedono inoltre alla Giunta se non si ritenga opportuno “mettere in atto forme di indennizzo per un settore in stato di calamità, al fine di salvaguardare un patrimonio unico di qualità e biodiversità qual è l’apicoltura”.

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