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In mille scendono in strada per il ''Block Friday''. Gli attivisti: ''Lavora, consuma, riproduciti, crepa. Ribelliamoci''. Ecco le voci del corteo

In occasione della quarta marcia globale per il clima di "Fridays for Future", un migliaio di giovani studenti e di adulti sono scesi per le strade di Trento per bloccare il traffico, in un’azione di denuncia verso i cambiamenti climatici. Evento ribattezzato come "Block Friday", in contrasto con il "Black Friday", per schierarsi contro il consumismo eccessivo che quest’iniziativa incoraggia e proporre una riflessione condivisa sulla sua insostenibilità.

Di Lucia Brunello - 29 November 2019 - 19:58

TRENTO. “Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città”, questo lo slogan del corteo di giovani e giovanissimi che oggi ha sfilato pacificamente per le strade di Trento in occasione della quarta marcia globale per il clima di “Fridays for future”, il movimento nato dall’allarme lanciato dall’attivista sedicenne Greta Thunberg sulla necessità di agire per contrastare il cambiamento climatico. Cartelloni, colori, canzoni e tanta voglia di far sentire la propria voce, questi gli elementi che hanno contraddistinto la manifestazione di oggi.

 

Lo sciopero globale per il clima è stato organizzato, non casualmente, in concomitanza con il Black Friday, dagli attivisti ribattezzato “Block Friday”, per schierarsi contro il consumismo eccessivo che quest’iniziativa incoraggia e proporre una riflessione condivisa sull’insostenibilità, sia a livello ambientale che a livello sociale, dell’impatto che questa ha sull’uomo e sull’intero pianeta. “Proprio per denunciare l’inquinamento causato dal Black Friday, questa giornata è stata ribatezzata come Block Friday", racconta a Michele Balbinotto, uno degli organizzatori dell’evento. "Il blocco che oggi faremo con il nostro corteo sarà quello delle strade, il cui punto cruciale sarà l’occupazione della rotonda più importante per la viabilità di Trento, e per questo la più inquinante”.

 

Non sono solo studenti e adulti ad essere scesi per le strade di Trento, ma anche alunni della scuola primaria accompagnati dai loro insegnanti. È stato un gruppetto di quindici bambini a marciare davanti al corteo, ognuno dei quali teneva con sé un cartellone colorato, con sopra scritte frasi tanto semplici quanto significative, da “Andiamo in bicicletta” al “Non sei troppo piccolo per fare grandi cose”. Grandi i loro sorrisi, mentre si tenevano per mano e ballavano al ritmo della musica che risuonava dalle casse poste sul camion che apriva la marcia. Fondamentale il messaggio che questi bambini sono riusciti a trasmettere con la loro presenza, sottolineando quanto, quello del cambiamento climatico, sia un tema che riguarda soprattutto i giovani, coloro che un domani dovranno fare i conti con le conseguenze che deriveranno dallo sfruttamento e cattiva gestione di cui oggi il pianeta è vittima.

 

Dietro lo striscione “Siamo la natura che resiste”, erano circa un migliaio i giovani e gli adulti che hanno camminato insieme a sostegno di questa importante causa. Il corteo è partito intorno alle 10 da Piazza Verdi, con arrivo alla rotatoria dell'ex area Zuffo, in seguito parzialmente bloccata in segno di protesta contro il traffico. Questa si è subito trasformata in un luogo di unione e di informazione, tra interventi, musica, e attività a tema ambientale, mentre i più piccoli disegnavano alberi sull’asfalto con i gessetti colorati.

 

Vogliamo un futuro. Vogliamo concretezza”, dichiarano gli attivisti in un’affermazione che vuole denunciare l’indifferenza delle istituzioni verso le catastrofi ambientali, nonostante queste stiano affliggendo anche in questi giorni tutta l’Italia, come testimoniato dalla marea straordinaria di Venezia. “Non possiamo più accettare che si rifiutino di affrontare la crisi climatica che tutti stiamo vedendo con i nostri occhi. L’atteggiamento di molti è, o di temporeggiare, o addirittura di negare la gravità della situazione”, racconta Francesco, studente universitario che sfila con in mano un cartellone che dice “Stop denying the earth is dying”, “Smettete di negare che la terra sta morendo”.

 

In occasione delle quattro marce organizzate per “Fridays for future,” non sono mai mancate le critiche sollevate verso i giovani manifestanti, spesso giudicati dall'opinione pubblica come disinformati “che approfittano di questi eventi solo per saltare un giorno di scuola”. Sono tanti i ragazzi e le ragazze che oggi hanno raccontato il loro punto di vista, dimostrandosi tutti informati e consapevoli dell’importanza di questa causa: “L’impegno deve venire da ognuno di noi, iniziando con piccoli cambiamenti, come l’utilizzo di una borraccia invece di comprare bottigliette di plastica, o dell’adottare una dieta vegetariana o vegana, risaputamente più ecosostenibile rispetto a quella carnivora”, racconta Elisa. “La differenza la possiamo fare insieme. Non importa quanto grandi o piccoli siano i nostri gesti, l’importante è agire”.

 

"Ho deciso di saltare questa giornata di scuola perché credo fermamente che per dare vita ad un cambiamento ci si debba mettere in gioco e scendere in strada. Attraverso la marcia vogliamo ribadire l’importanza di un impegno collettivo che guardi ad un futuro ecosostenibile", dice Cecilia.

 

"Oggi sono qui anche per lanciare un segnale ai miei insegnanti e ai miei compagni di scuola. Nella mia classe, infatti, solo in due abbiamo deciso di prendere parte alla manifestazione", racconta Margherita. "La nostra presenza qui va accompagnata ad un comportamento coerente. Dobbiamo tutti impegnarci ad utilizzare meno plastica e acquistare meno vestiti di marche di fast-fashion, la cui produzione e smaltimento produce tantissimo inquinamento. Una soluzione che propongono in molti è quella di comprare nuovi vestiti nei mercatini dell’usato".

 

Quella della sfilata del Block Friday è stata l’ultima delle azioni di protesta organizzate negli scorsi giorni dagli attivisti trentini. Ricordiamo infatti lo striscione appeso all’albero di Natale di piazza Duomo con su scritto “Tra vent’anni scierete sull’acqua”, al sabotaggio dell’Amazon Prime point dell’università, il punto in cui i corrieri possono lasciare i pacchi ordinati dagli studenti."Amazon è tra i primi colpevoli dell'inquinamento dell'aria dato dalle enormi quantità di prodotti trasportati da una parte all'altra del globo", hanno scritto gli attivisti sulla loro pagina Facebook per giustificare il loro gesto.

 

Anche in occasione di questa marcia, sono stati tantissimi i cartelloni originali che i giovani hanno alzato in aria. Da cartelli più spiritosi come “Meno Salvini, più pinguini” e “Venezia 2050: benvenuti ad Atlantide”, a più provocatori come “Lavora, consuma, riproduciti, crepa. Ribelliamoci”.

 

“Cosa vedo quando prendo parte a manifestazioni come questa? Tanti giovani che vogliono prendere in mano il loro futuro, senza paura di agire e con tanto desiderio di unirsi in un’unica voce- dice Letizia Dell’Agnese, studentessa universitaria. “Vogliamo impegnarci per un futuro che ci permetta di vivere in un mondo più salubre e più ecosostenibile. Vogliamo salvare il nostro pianeta”.

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