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M49 scuote una roulotte: ''Attirato dai rifiuti dei pastori attaccati alla struttura. E' stata una notte davvero strana, per allontanarlo i forestali hanno sparato proiettili di gomma''

Il racconto del rettore della riserva di caccia della zona che alle 24 è stato allertato da due pastori che si sentivano minacciati dall'orso in fuga da oltre un mese: ''Arrivati nel campo c'era un'atmosfera irreale tra la nebbia che saliva dai prati e la luna che faceva la luce. Il gregge non è stato toccato perché difeso da un recinto elettrificato. Gli unici danni dei sacchi dei rifiuti spaccati''. Questa mattina trovata una mucca uccisa verso Passo Oclini

Di Luca Pianesi - 19 agosto 2019 - 12:21

PASSO LAVAZE'. ''Aveva distrutto i bidoni attaccati alla roulotte. Era stato quello dei rifiuti organici, probabilmente, ad attirarlo e quando siamo andati a soccorrere i due pastori, spaventatissimi, chiusi nel mezzo, il sacco della spazzatura era stato completamente spaccato. A quel punto lo abbiamo visto apparire e scomparire più volte e i forestali gli hanno sparato anche con i proiettili di gomma per allontanarlo''. Alex Polasana, rettore della riserva di caccia della zona, ieri notte era lì. Hanno chiamato lui i due pastori che intorno alle 24 hanno capito che M49-Papillon si trovava all'esterno della loro roulotte attirato, più che dalle pecore e dalle capre, ben protette dietro un doppio recinto elettrificato predisposto per tenere a distanza i lupi, dalla spazzatura lasciata all'esterno della struttura.

 

''Il telefono è squillato mentre stavamo già dormendo - ci racconta Polasana - e quando ho risposto ho sentito i due pastori molto impauriti e il cane, un Border collie di solito buonissimo, che ringhiava come mai prima. In pochi minuti mi sono vestito e sono saltato sul pick-up diretto verso il Passo. In una decina di minuti ero in zona ed ho intercettato due forestali della Provincia di Trento che stavano perlustrando la zona, più in basso. Erano lì da ieri, dopo che c'era stato quell'attacco alle arnie (QUI ARTICOLO). I forestali, infatti, avevano chiesto all'apicoltore di lasciarne una come esca per l'orso e hanno posizionato una fototrappola per filmarlo''.

 

E l'orso, come da copione, era tornato sul posto ma si è trovato un'arnia vuota, praticamente senza larve e quindi si è allontanato in cerca, evidentemente, di altro cibo. Si è diretto, quindi, verso un campo dove si trovavano delle pecore e delle capre e soprattutto la roulotte con rifiuti dei due pastori che si trovavano all'interno per dormire. All'improvviso hanno sentito la struttura oscillare e il cane abbaiare e hanno subito capito che poteva trattarsi di M49-Papillon in fuga da oltre un mese e in questi giorni segnalato (purtroppo sempre da volenterosi cittadini e persone preparate come Paolo Scarian che sulla sua pagina Facebook ''Fiemme e Fassa il ritorno del Lupo'' sta fortunatamente tenendo aggiornata la comunità in attesa che anche la Provincia si decida a battere un colpo ECCO LA VERSIONE DELLA PAT) proprio nella zona di Passo Lavazè

 

''Caricati a bordo i due forestali abbiamo tutti raggiunto i pastori - prosegue Polasana - e devo dire che è stata una notte strana e non posso negare di aver avuto anche una certa paura. In quelle ore dai prati si alza una densa nebbiolina e la luce arrivava oltre che dai nostri fari anche dalla luna che però rendeva tutto ancor più irreale. Abbiamo visto l'orso apparire e scomparire tra la bruma e il buio. I forestali hanno sparato alcuni colpi con i proiettili di gomma e lui si è riallontanato. Noi eravamo in continua tensione ed era incredibile il comportamento delle pecore che un attimo erano ferme immobili in ascolto e poi all'improvviso si spostavano tutte di corsa da un capo all'altro del recinto. Dopo queste azioni di dissuasione l'orso è scomparso, per tornare, però intorno alle 3.30. Sono stati necessari altri spari con proiettili di gomma e se ne è andato definitivamente''.

 

 

Forse si è diretto verso Passo Oclini dove questa mattina è stata trovata una mucca uccisa. Niente di straordinario, come ripetiamo sempre: l'orso fa l'orso e niente di più e se trova incustoditi alveari, capi di bestiame o rifiuti ed è in ''caccia'' non può che agire come sta agendo. Quel che è incredibile è che da giorni nessuno a livello politico proferisce parola. Le uniche informazioni, come detto, sulla questione le stanno dando i giornali e noi de il Dolomiti grazie soprattutto all'aiuto dell'appassionato-esperto di lupi della Val di Fiemme e Fassa Paolo Scarian che tra perlustrazioni sul posto e verifiche in presa diretta ci sta aggiornando su quanto accade. Una persona seria e preparata che però non può bastare. 

 

La Provincia dovrebbe intervenire promuovendo qualche incontro con la popolazione, spiegando cosa sta succedendo, tranquillizzandola con consigli e invece nulla accade nonostante la Val di Fiemme, la Val di Fassa e quel lato di Alto Adige che confina con la zona con gli orsi non avevano nulla a che fare prima che proprio la Provincia riuscisse a farsene scappare uno sul lato orientale del Trentino a sinistra dell'Adige (oltre che della ferrovia e dell'Autostrada, da sempre barriere quasi insormontabili per i plantigradi). E per cominciare si vada dai turisti e le persone della zona a tranquillizzarli spiegando loro, per esempio, di non lasciare i rifiuti fuori dai campeggi.

 

''L'orso è stato quasi sicuramente attirato dai bidoni - conclude Polasana - ma quel che mi preoccupa è che a 400 metri da dove c'era la roulotte c'è un camping con tanti camper e turisti. A livello di danni, per quanto riguarda i pastori, non c'è stato nulla se non i sacchi della spazzatura. Però la situazione non può essere lasciata così a sé stessa''. 

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