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Marco Manfrini accusato di omicidio aggravato della moglie Eleonora Perraro. L'ultimo post fatto poche ore prima insieme: ''La vita mi regala momenti speciali e fantastici''

L'uomo solo una settimana fa aveva ricevuto un ammonimento perché la moglie era finita in ospedale riportando diverse lesioni. I due, però, evidentemente, erano nuovamente insieme e avevano deciso di passare la notte al Bar ''Sesto Grado'' fermandosi anche a dormire lì all'aperto. Lui questa mattina si è svegliato con lei a fianco priva di vita e ha chiamato il 112

Di Luca Pianesi - 05 settembre 2019 - 19:51

NAGO TOBOLE. Aveva già ricevuto un ammonimento orale notificatogli una settimana fa (il 28 agosto) dopo che la donna era finita al pronto soccorso di Rovereto dopo una lite con lui. Ora è indagato per omicidio aggravato e Eleonora Perraro non c'è più. La roveretana di 44 anni ieri sera aveva fatto un ultimo post con suo marito al suo fianco con sullo sfondo il Garda e la scritta: ''Buona serata a tutti da noi. Abbiamo cambiato look e la mia gamba a pezzi ma tutto sommato la vita mi regala momenti speciali e fantastici. Una buona notte dal cuore''. 

 

 

 

Ma per la donna non c'è stata nessuna buona notte. Questa mattina, infatti, dal Bar Sesto Grado che si trova sulla strada che scende da Nago verso Torbole all'altezza del sentiero Marmitte dei Giganti, al 112 era arrivata la telefonata del marito Marco Manfrini. L'uomo, classe '69 di Rovereto, era in stato confusionale e diceva di essersi svegliato con al fianco la moglie morta. A quel punto i carabinieri si sono precipitati sul posto con il personale specializzato del Nucleo Investigativo Provinciale dei Carabinieri di Trento e del dottor Raniero della Medicina Legale di Verona. Purtroppo gli inquirenti non hanno potuto far altro che accertare la morte violenta della donna, le cui cause saranno meglio delineate a seguito dell’autopsia tutt’ora in corso.

 

 

Quel che è certo è che Perraro presentava dei segni di percosse sul volto e delle ecchimosi sul corpo. Contattato il gestore del locale ci è stato spiegato che la coppia ieri sera non sembrava in lite. I due hanno mangiato e sono rimasti lì fino a tardi, poi hanno preso un amaro e un caffé, e chiesto proprio al gestore se potevano fermarsi nella notte tra quei pouf, quegli ombrelloni e quegli ulivi che si sono trasformati nella scena del crimine poi analizzata in tutti i dettagli dalle forze dell'ordine coordinate dal pm De Angelis della Procura di Rovereto. Sul tavolino vicino al luogo dove si erano sdraiati l'uomo e la donna vi erano ben visibili delle bottiglie di alcolici.

 

 

L'uomo ha raccontato di aver dormito al fianco della donna per poi, al suo risveglio, intorno alle 7 scoprire che era morta. Sentito in Caserma alla presenza del Pm e dell'avvocato difensore d’ufficio Elena Cainelli, Manfrini riferiva di non ricordare nulla dell’accaduto se non di aver passato la serata in quel bar e, dopo la chiusura, di essere rimasti lì insieme e di essersi poi svegliato come detto, con la moglie senza vita al suo fianco. 

 

Quanto riscontrato dai rilievi e le dichiarazioni confuse dell’uomo hanno portato gli investigatori a procedere al fermo di Manfrini indiziato di delitto per omicidio aggravato. L'uomo è stato, quindi, accompagnato in carcere a Trento a disposizione del Pm che richiederà la convalida dell’atto al Gip. A carico dell’uomo si è scoperto, risulta esserci un ammonimento orale del questore di Trento notificatogli il 28 agosto 2019 dal commissariato di pubblica sicurezza del capoluogo a seguito di emissione di referto medico della moglie del pronto soccorso di Rovereto fattasi visitare dopo una lite coniugale.

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