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Oltre 4000 bombe recuperate in fondo al lago di Varna: in azione i subacquei della marina militare

Il lago di Varna continua a restituire residuati bellici della Grande Guerra. Gli austro-ungarici, dopo averlo usato come poligono di tiro dal 1840, vi rovesciarono in ritirata migliaia di esplosivi. Dal 18 al 30 agosto sono stati recuperati dai subacquei della marina militare ben 4500 bombe

Di Davide Leveghi - 30 August 2019 - 16:46

VARNA. È un vero e proprio arsenale di bombe, il Lago di Varna, situato a qualche chilometro da Bressanone. Da anni gli sminatori dell'esercito sono impegnati nel recupero di residuati bellici, gettati dagli austro-ungarici in ritirata. Già l'anno passato i palombari del Gruppo operativo subacquei del Comando subacquei ed incursori (Comsubin) della marina militare hanno condotto la delicata operazione di rimuovere 3094 pericolosi ordigni esplosivi più 6000 bombe da fucile, mortai e bombe a mano (qui l'articolo).

 

Oggi, invece, dopo ben 12 giorni di lavoro, lo stesso distaccamento Comsubin del Nucleo S.d.a.i. (sminamento difesa antimezzi insidiosi) di Ancona ha rimosso oltre 4500 residuati esplosivi, in un'operazione terminata oggi e cominciata nella giornata di domenica 18 agosto. Unici ad essere in grado di eseguire operazioni del genere, i subacquei sono intervenuti su richiesta della prefettura di Bolzano.

 

Come detto in precedenza, questa operazione non viene svolta per la prima volta. Sono ben sette le campagne di bonifica in questo lago, luogo di esercitazione dell'esercito imperiale già dal 1840 e poligono di tiro dalla costruzione della roccaforte di Fortezza. Gli esplosivi recuperati finora contano già 4557 bombe da fucile risalenti alla Prima guerra mondiale, tutti consegnati per essere distrutti agli artificieri del 2o Reggimento guastatori di Trento della brigata alpina Julia.

 

La pericolosità di questi artefatti, per quanto in una situazione diversa, è stata dimostrata recentemente dal caso dei due giovani spagnoli feriti dall'esplosione di un tracciante della Grande guerra sul ghiacciaio della Presena (qui l'articolo).

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