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Omofobia, in Trentino è allarme. Aumentano i casi di persone Lgbt allontanate da casa e nelle valli ''la situazione è tragica''

Ieri la proposta di legge contro l’omotransfobia presentata dal deputato Alessandro Zan è arrivata in Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati, dove è iniziato l’iter di approvazione. Intanto, in Trentino, continuano ad aumentare i casi di allarme portati all'attenzione dell'Arcigay. Non solo aggressioni verbali e fisiche ma anche isolamento e bullismo

Di G.Fin - 25 ottobre 2019 - 06:01

TRENTO. Inseguiti, spaventati e aggrediti. Non è passato nemmeno un mese dall'ultimo episodio di omofobia che si è verificato in Trentino. Era accaduto a Mezzolombardo dove una coppia gay del posto stava passeggiando quando, ad un certo punto, è stata inseguita da un furgone vetrato per le vie del centro abitato. Poi dal mezzo sono scese alcune persone che hanno inveito contro con frasi omofobe e minacciose. (QUI L'ARTICOLO)

 

Questo è uno dei tanti episodi di aggressione omofoba che avvengono dal nord al sud  in un Paese che nell'ultimo anno è sprofondato letteralmente nell'odio. I dati lo confermano. Dal 18 maggio del 2018 fino al maggio del 2019, i casi di aggressioni omotransfobiche riportate dalla stampa sono state 187, rispetto alle 119 dello stesso periodo dell'anno precedente. E il fenomeno è addirittura sottostimato, dato che non tutte le storie finiscono sui giornali e molte non vengono denunciate.

 

Ed è in questa situazione che finalmente ieri la proposta di legge contro l’omotransfobia presentata dal deputato Alessandro Zan è arrivata in Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati, dove è iniziato l’iter di approvazione.Riusciremo ad approvarla – ha spiegato il deputato del Pd Zan dalla propria pagina Facebook - perché in gioco c’è molto più che una semplice modifica del codice penale. È in gioco l’idea di futuro del nostro Paese: un futuro che non lascia indietro nessuno, che non classifica i cittadini per ciò che sono, che rifiuta le discriminazioni e abbraccia l’inclusione e la solidarietà”.

 

Anche nell'altro ramo del Parlamento qualcosa si muove. Al Senato, infatti, esiste un’analoga proposta per il contrasto dell’omotransfobia e vede come prima firma quella della senatrice dei Cinque Stelle Alessandra Maiorino. “Queste leggi sono importantissime – ha spiegato il presidente di Arcigay del Trentino Lorenzo De Preto e il numero di parlamentari che le hanno sottoscritte è un bel segnale. Una legge del genere è fondamentale visto il continuo aumento a cui stiamo assistendo di crimini e reati ricondotto all'omotrasfobia”.

 

La proposta di legge presentata dal deputato Alessandro Zan sull’omotransfobia è composta di due articoli. Il testo che accompagna gli articoli spiega che il primo interviene sull’articolo 604-bis, estendendo innanzitutto le condotte delittuose ivi previste anche alle ipotesi di discriminazioni, violenze o provocazione alla violenza, dettate da motivi di orientamento sessuale e identità di genere. Lo stesso articolo è inoltre integrato attraverso la previsione del divieto di costituire un qualsiasi ente che preveda finalità di violenze o discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere. Ci sono poi delle modifiche all’articolo 604-ter, stabilendo che la circostanza aggravante si estende ai reati commessi in ragione dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere della vittima.

 

Anche in Trentino, come già detto, i motivi di allarme non mancano e non stiamo parlando solo di aggressioni verbali e fisiche.  

 

 

De Preto, questa iniziativa legislativa è un passo importante. Com'è la situazione per la comunità Lgbt in Trentino? 
Non è un clima bello. Situazioni di allarme ci sono state a livello trasversale tanto tra i giovani quanto tra i meno giovani. Magari nel contesto scolastico oppure in quello lavorativo. Spesso non ci si accorge di quello che sta realmente accadendo fino a quando non succede qualcosa di eclatante. Purtroppo l'attenzione verso questi temi è poca e non la vediamo nemmeno dalle istituzioni che dovrebbero tenere sott'occhio la situazione e anche proporre soluzioni preventive e risolutive. Di fatto ricade invece tutto sulle associazioni e sui collettivi che cercano di affrontare quello che sta accadendo nel migliore dei modi. 

 

I casi di omotrasfobia sono aumentati negli ultimi tempi. Come mai?
L'aumento in un anno dei casi non può essere esclusivamente dovuto ad un cambiamento politico del Paese. Quello che da tempo sta cambiando è la nostra società con la diffusione di una certa cultura di intolleranza. 

 

Quali sono i campanelli d'allarme che abbiamo in Trentino?
Abbiamo avuto un aumento dei casi di ragazzi e ragazze che sono stati allontanati da casa. Questo succede perché un padre o una madre quando si trovano davanti il figlio o la figlia che dice di essere gay o lesbica sono completamente impreparati e reagiscono allontanandoli. Sono situazioni gravi e delicate che vediamo sempre più spesso. 

 

E voi come cercate di intervenire?
Nei casi in cui veniamo intercettati cerchiamo di fornire a questi ragazzi tutta l'accoglienza possibile e la sicurezza. Poi parlando assieme cerchiamo anche di porci come intermediari in modo tale che la persona allontana possa riallacciare i rapporti con i genitori. 

 

La situazione più grave si vive però nelle valli. Ricordiamo il fatto del 2010 quando un uomo venne trovato a terra tramortito, pestato a sangue. Gli autori erano stati tre ragazzini appena maggiorenni e il motivo dell'aggressione sarebbe stata un'avance di natura omosessuale, "o come tale recepita"

Si la situazione è tragica. Quando riusciamo a parlare con qualcuno capiamo l'isolamento e la solitudine che si vive. Qui è importante la cultura, l'educazione delle persone e avere delle figure di riferimento per non far sentire soli chi si scopre gay o lesbica.  Chi abita nelle valli ha una estrema difficoltà ed è spesso vittima di situazioni pesanti. Quando ci chiamano nelle scuole in tutta la provincia noi non rinunciamo mai . Siamo contenti di fare un intervento formativo contro quello che viene definito bullismo omofobico. Cerchiamo sempre di dare il massimo. Ma anche questi interventi dovrebbero essere un approccio di sistema. Le istituzioni dovrebbero muoversi per far capire quali sono e l'importanza atteggiamenti positivi e di accoglienza nei confronti delle persone. 

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