Contenuto sponsorizzato

Omofobia in Trentino, l'Arcigay "Molti hanno paura di passeggiare dandosi la mano. Dalla Pat solo silenzio e nessuna collaborazione''

Dopo l'ultimo episodio di odio omofobo nei confronti di un ragazzo a Merano, l'Arcigay del Trentino interviene denunciando il clima che si sta diffondendo anche sul nostro territorio aggravato dalla situazione di lockdown. De Preto: "Da quando sono diventato presidente di Arcigay e a parte un tardivo appuntamento 'conoscitivo', con la Pat non si è mai vista una collaborazione effettiva e nemmeno un confronto reale e costruttivo. Quali sono state le azioni (me ne sia citata una) a contrasto dell'omobitransfobia in territorio provinciale?"

Di gf - 14 June 2020 - 13:34

TRENTO. Ce n'è per tutti i gusti, dalle offese nei bar e per strada, i casi di bullismo nelle scuole agli allontanamenti dalla propria famiglia. Il Trentino non è, al momento, una terra per gay, forse non lo è mai stato ma il clima che si respirava nella giornata del Dolomiti Pride del 2018, con migliaia di persone che si erano riversate sulle strade di Trento, aveva fatto ben sperare. A denunciare l'odio che continua ad avvolgere la comunità Lgbt* è Lorenzo De Preto, presidente dell'Arcigay del Trentino. Certo, i casi eclatanti non sono molti, ma gli episodi gravi spesso non denunciati non mancano e durante il lockdown la situazione è peggiorata.

 

A Merano un ragazzo si è trovato l'auto completamente vandalizzata con scritte omofobe fatte con della vernice nera. E' l'ultimo episodio in ordine di tempo nella nostra regione.

 

“L'intolleranza verso la comunità Lgbt* c'è anche a Trento” ci dice Lorenzo de Preto. “Oltre agli episodi gravi denunciati nell'autunno e inverno passati, i casi di Mezzolombardo e Borgo Valsugana oltre agli allontanamenti che tanti giovani hanno subito anche in questi mesi, ci sono episodi di quotidiana omofobia che riguardano tutti. Basta fare due passi anche in città senza andare nelle valli – spiega il presidente dell'Arcigay - e passeggiare alle spalle di una coppia gay che si tiene per mano per vedere gli sguardi, i commenti, il peso e la violenza in cui siamo immersi”.

 

Siamo arrivati al punto che due ragazzi o due ragazze ancora preferiscono non farsi vedere per mano, “perché non si sentono sicuri a girare per Trento” ci dice de Preto. Chi l'avrebbe mai pensato che nel 2020, nella città della pace e della solidarietà, ci sarebbe stata ancora una situazione del genere. Per non parlare dei casi di bullismo scolastico che stanno ormai imperversando in molte scuole.

 

Difronte a tutto questo, difronte all'odio, le istituzioni cosa fanno? Nulla. La più completa assenza. Nessun progetto, nessun intervento, nulla di nulla. “Alla Provincia onestamente cosa possiamo ancora chiedere?” si sfoga il presidente dell'Arcigay. “Gli appelli si sono susseguiti senza mai avere una risposta. Noi ci siamo posti come soggetti aperti alla collaborazione e al dialogo. Sono ormai due anni - continua De Preto - da quando sono diventato presidente di Arcigay e a parte un tardivo appuntamento 'conoscitivo', non c'è mai stata collaborazione effettiva e nemmeno un confronto reale e costruttivo. Il silenzio più totale in due anni, quali sono state le azioni (me ne sia citata una) a contrasto dell'omobitransfobia in territorio Pat? Questo ci motiva a lavorare ancora di più, certo, ma mette in serio pericolo la sostenibilità dell'operato di volontari e attiviste”.

 

Tornando sull'ultimo episodio avvenuto a Merano, Lorenzo de Preto spiega che “Per chi come noi si occupa dell’inclusione delle persone Lgbt* sul territorio, un attacco vandalico come quello di Merano non rappresenta certamente un primo caso né una sorpresa. L’omo/bi/trasnfobia esiste, il nostro territorio non ne è esente come testimoniano i tanti casi giunti alla cronaca negli ultimi anni. È da lodare, invece, il coraggio con cui la vittima ha voluto raccontare l’episodio pubblicamente (oltre che denunciarlo alle forze dell’ordine)”. Un segnale importante quando le persone decidono di non accettare più sistemi di oppressione e quotidiani atti di violenza o svilimento subiti.

 

In merito alla discussione parlamentare del ddl Zan, proposta di legge a contrasto dell’omo/transfobia che arriverà in Parlamento tra poco, “Ci auguriamo - conclude il presidente dell'Arcigay - che chi siede oggi in Parlamento ed è stato eletto/a nelle circoscrizioni elettorali della nostra Regione si senta ulteriormente responsabilizzato anche alla luce di quello che è appena successo”.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 18 giugno 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
18 giugno - 19:10
Vertice tra Provincia, Upipa e Spes per l’analisi delle richieste che sono arrivate dal mondo delle case di riposo. L'assessora Stefania [...]
Cronaca
18 giugno - 18:58
Il sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige incassa una vittoria (''parziale'') sul fronte della condotta antisindacale da parte della [...]
Cronaca
18 giugno - 16:15
Lo ha annunciato il ministero per la Salute prolungando anche le misure di ingresso da India Bangladesh e Sri Lanka
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato