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Pioggia e grandine in Val di Fassa, la vittima è una sessantenne romagnola. Il marito colpito da malore. In salvo gli escursionisti bloccati in quota

La tragedia è avvenuta intorno alle 14, una donna ha perso la vita. La 60enne stava percorrendo la strada che attraversa il torrente nelle vicinanze di Baita Ciampiè, ma è stata colpita da un'onda e quindi trascinata a valle per circa 300 metri. Grande dispiegamento di forze in Val di Fassa a un anno esatto dal disastro di Moena

Di Luca Andreazza - 03 luglio 2019 - 18:42

POZZA DI FASSA. Una tragedia ha colpito la Val di Fassa a un anno dal disastro di Moena, quando fango e smottamenti, ma soprattutto l'esondazione del Costalunga aveva messo in ginocchio la Fata delle Dolomiti. Una vittima legata al maltempo, Daniela Persano è stata travolta e trascinata dalle acque del rio San Nicolò, ingrossato a causa di pioggia e grandine.

 

La tragedia è avvenuta nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 3 luglio, quando una donna ha perso la vita. La 60enne stava percorrendo la strada che attraversa il torrente, insieme ad altre tre persone, nelle vicinanze di Baita Ciampiè, ma è stata colpita da un'onda e quindi trascinata a valle.

 

Sono stati i compagni di escursione a chiamare il numero unico per le emergenze poco prima delle 14. Il coordinatore dell’Area operativa Trentino settentrionale del soccorso alpino ha immediatamente chiesto l’intervento dell’elicottero, che ha portato sul luogo dell’incidente l’equipe medica e due sommozzatori del nucleo dei vigili del fuoco permanenti di Trento.

 

La donna è stata trovata nel torrente 300 metri circa più a valle. Portata a riva il medico non ha potuto far altro che constatarne il decesso. Tra shock e il terribile evento, il marito, invece, è stato colpito da un malore e il personale sanitario ha prestato le cure del caso prima di essere portato a valle, mentre la salma della moglie è stata portata alla camera mortuaria di Pozza di Fassa.

Una giornata particolarmente difficile in Val di Fassa e un grande dispiegamento di forze tra unità di soccorso alpino e vigili del fuoco, polizia locale e carabinieri. Alcuni escursionisti sono rimasti bloccati al rifugio Contrin per l'esondazione di un torrente. Una ventina le persone rimaste bloccate in quota a causa del maltempo, ma tutti poi sono stati portati in sicurezza a valle. Criticità anche a Mazin, Pozza di Fassa (il video qui sotto è stato ripreso qui), Vigo di Fassa si sono verificati alcuni allagamenti e qualche smottamento e in tutti i paesi c'è un gran via vai dei mezzi di soccorso

 

Un evento, come anticipato, che cade esattamente a 12 mesi dal disastro di Moena, quando nel giro di circa 3 ore la Fata delle Dolomiti era rimasta isolata tra smottamenti e frane a causa di 135 millimetri di pioggia. L'apice si era toccato con l'esondazione del Costalunga: un ponte crollato e il fiume in piena che è fuoriuscito per invadere le strade e la via principale del paese, bloccata da 40 centimetri d'acqua.

 

Dopo quel disastro, la tempesta Vaia, prima dell'evento di oggi. "Un anno veramente intenso e difficile - commenta Edoardo Felicetti, sindaco di Moena - non ci siamo mai fermati: gli interventi di somma urgenza sono ammontati a circa 2 milioni di euro per la parte pubblica e circa 4 milioni per i privati nel maltempo di luglio, quindi 800 mila euro per ottobre".

 

I danni più rilevanti in ottobre riguardano il patrimonio forestale. "Abbiamo 130 mila metri cubi di schianti per la parte comunale e circa 30 mila per quella della Magnifica comunità. Oggi - conclude Felicetti - il 70% del legname è stato venduto, mentre per recuperare il restante 30% dobbiamo costruire le strade e gli accessi. Abbiamo passato notti insonni, ma la forza di reazione e il sistema di soccorso ci ha permesso di ripartire".

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