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Polizia e Finanza scovano una officina abusiva, padre e figlio ora rischiano una multa di oltre 15 mila euro

Le indagini sono iniziate dopo i sospetti nati dal transito di un furgone che scaricava pneumatici davanti ad un garage accanto ad un edificio

Pubblicato il - 15 maggio 2019 - 18:51

SORAGA. Avevano trasformato un'autorimessa privata in una sorta di officina dove svolgere un'attività abusiva di riparazione autovetture. A finire nei guai sono stati padre e figlio, l’uno dipendente pubblico e l’altro dipendente di una società privata.

 

A scovarli è stato il personale del distaccamento Polizia Stradale di Predazzo e della Tenenza della Guardia di Finanza di Cavalese che sono intervenuti sabato.

 

L’operazione è partita dagli agenti della polizia stradale, insospettiti dal transito di un furgone che scaricava pneumatici davanti ad un garage accanto ad un edificio. E' iniziato quindi il monitoraggio per diversi giorni dell’attività abusiva che si svolgeva all’interno dell’autorimessa, documentata anche fotograficamente.

 

La Guardia di Finanza aveva ipotizzato la possibilità che nell’edificio vi fosse un’officina “in nero”, priva della prescritta iscrizione nel registro delle imprese degli esercenti e dei titoli autorizzativi previsti per legge per l’esercizio dell’attività.

 

È stato pertanto predisposto e coordinato dai due Uffici un intervento congiunto, grazie al quale all’interno dell’autorimessa privata è stata rinvenuta la presenza delle attrezzature tecniche necessarie per le riparazioni di autovetture.

 

Al responsabile dell’attività, non iscritto alla Camera di Commercio così come prescritto dalla legge, è stata notificata la violazione dell’articolo 10 della Legge 122 del 5/02/1992, la cui sanzione amministrativa prevede un minimo di 5.164 euro ed un massimo di 15.493 euro, nonché la confisca delle attrezzature e delle strumentazioni utilizzate per l'attività illecita.

 

La polizia stradale di Predazzo procederà inoltre alla contestazione degli illeciti amministrativi nei confronti dei proprietari dei veicoli che si sono avvalsi del lavoro svolto abusivamente dai due soggetti, la cui sanzione prevede da un minimo di 51 euro ad un massimo di 258 euro.

 

Per quanto riguarda l’attività prettamente fiscale derivante dall’esercizio abusivo dell’attività di autoriparazione, la Tenenza della Guardia di Finanza di Cavalese sta procedendo alla ricostruzione dell’attività svolta nel corso degli ultimi anni e del volume d’affari conseguito.

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