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Presentato il percorso dedicato ai luoghi di Hofer in Trentino: "Figura che lega e non divide"

Alla presenza di autorità politiche e storiche, è stato firmato l'accordo tra il Museo Storico di Trento e il Museo Passiria di San Leonardo per la gestione del percorso sui luoghi del passaggio di Andreas Hofer in Trentino. Verranno apposte targhe esplicative e messa a disposizione un'app per scaricare materiale utile ad approfondire questa figura

Di Davide Leveghi - 20 agosto 2019 - 21:03

TRENTO. È stato presentato oggi alla presenza di diverse autorità il progetto “1809. Luoghi della memoria. Sulle tracce di Andreas Hofer”, percorso ideale sui luoghi del passaggio dell'eroe tirolese in Trentino. A prendere la parola, dal tavolo della sala stampa della Provincia, sono il presidente di Giunta Maurizio Fugatti, il direttore della Fondazione Museo Storico di Trento Giuseppe Ferrandi, il presidente del Museo Giorgio Postal, il sindaco di San Leonardo in Passiria Konrad Pfitscher, il direttore del Museo Passiria Albin Pixner ed il presidente della federazione degli Schützen del Welschtirol Enzo Cestari.

 

Ad aprire la conferenza di presentazione del progetto è stato il padrone di casa Fugatti, ribadendo come questa tematica si leghi complessivamente agli argomenti discussi nell'incontro di ieri ad Alpbach. Tematiche regionali non solo per valorizzare identità ed autonomia trentine ma anche per mantenere aperta la collaborazione tra i tre territorio componenti la regione storica del Tirolo. “Questa idea- ha detto il governatore- ci è stata sottoposta dalla federazione degli Schützen trentini, e noi l'abbiamo accolta per valorizzare i luoghi della presenza di Hofer e rafforzare l'identità trentina”.

 

Un passo ripreso immediatamente dal capitano degli Schützen trentini Enzo Cestari, il quale ha espresso la gratitudine delle 26 compagnie raggruppate nella federazione nei confronti della Giunta per aver concretizzato la proposta di dedicare un percorso di memoria ad Andreas Hofer. “L'idea- ha raccontato Cestari- è nata due anni fa, per dare senso a iniziative come la dedica ad Hofer di una piazza a Ballino. Volevamo che si desse più sistematicità e organicità ad un percorso che ripercorresse i passaggi dell'oste passirese in Trentino”.

 

“Il 1809- continua- segnò un momento decisivo per gli insorgenti tirolesi, una data che incarna secoli di tradizioni e costumi, di una gestione della “piccola patria”, dell'Heimat, autonoma e solidale. Fu la nostra “Vandea”, in cui di difesero le nostre libertà e la libertà religiosa. Per questo il progetto è tanto importante, perché serve a far conoscere un periodo determinante della nostra storia e della nostra identità. Solo sapendo da dove si viene si costruisce il futuro”.

 

Sulla valorizzazione di una figura così importante, si è espresso anche il direttore del Museo Storico Giuseppe Ferrandi. “Hofer non fu l'unico riferimento della nostra “terra di mezzo”- ha detto- ma un personaggio che va comunque valorizzato per conoscere le nostre radici. Per questo noi sosteniamo la necessità di presentare un Hofer che non sia arma di contrapposizione tra i nazionalismi, che non sia la figura mitizzata, ma che parli di un mito fondativo ed identitario del Tirolo in una logica di dialogo e collaborazione tra le realtà che lo componevano”.

 

Sulla collaborazione tra istituzioni storiche di Trentino e Sudtirolo, punto centrale del progetto, Ferrandi ha proseguito: “E' fondamentale creare collaborazione per far crescere le nostre comunità, uscendo dalla logica di un uso pubblico esagerato di questa figura. Interverremo a riguardo non con una musealizzazione pesante ma con l'apposizione di targhe esplicative che contestualizzino nei luoghi prescelti il passaggio di Hofer, oltre ad un codice da leggere con un'app per accedere a materiale iconografico e documentario in italiano, tedesco ed inglese. Speriamo sia una collaborazione che trascende questo progetto”.

 

Sulle tempistiche Ferrandi ha detto di puntare alla messa in pratica del progetto prima che sia inaugurata, nel febbraio del 2020, la mostra di Mantova dedicata proprio all'oste di san Leonardo. “Attendiamo che la Giunta si pronunci definitivamente- ha chiosato il direttore del Museo- mentre noi firmeremo un accordo per la gestione del progetto assieme al Museo Passiria”.

 

E sono proprio i due rappresentanti passiresi a chiudere il giro di intervento, precedente la firma dell'accordo. “Speriamo di approfondire la nostra amicizia- ha affermato il sindaco Pfitscher- visto anche che l'autonomia ha una base storica”. “Il nostro percorso- ha aggiunto il direttore del Museo Passiria Pixner- mira non solo a contestualizzare la figura di Hofer, in tutti i suoi aspetti, ma anche a renderlo attuale. Riflettiamo ad esempio sulle costruzioni degli eroi. Per questo ogni tentativo di valorizzare Hofer ci va bene, accanto ad un'altra occasione di collaborazione, che è la ricerca storica”.

 

La figura di Andreas Hofer, assurta nel '900 a bandiera identitaria, fu utilizzata dagli opposti nazionalismi e colorata di tinte anti-italiane, non solo antistoriche (Hofer non combatté contro gli italiani ma contro i bavaresi, alleati dei francesi, e passò almeno otto anni della sua vita ad imparare l'italiano ed a lavorare in Trentino) ma anche false. “Hofer lottò per l'imperatore, la patria, cioè il Tirolo, e Dio- ha affermato Pixner- e per questo perse tutto. Ogni considerazione di Hofer come anti-italiano fu postuma”.

 

E sull'appropriazione successiva da parte dei nazionalismi di Hofer, è Postal ad aggiungere: “L'approfondimento è necessario anche per rafforzare il rapporto e la conoscenza di due realtà l'Alto Adige ed il Trentino, che in passato hanno preso spesso strade diverse. Per questo noi come Museo Storico, organo strumentale della Provincia, abbiamo accettato e supportato questo progetto come corrispondente al codice del nostro Statuto”.

 

Il progetto consiste nell'individuazione dei luoghi del passaggio di Hofer in Trentino e nell'apposizione di una targa esplicativa. “Tramite Hofer- ha affermato Ferrandi- corremmo che le singole entità comunali approfondissero la propria storia. È un percorso in cui le comunità fanno i conti col proprio passato”.

 

Un pensiero finale è andato alla dedica della piazza di Piedicastello ad Hofer, un'iniziativa che non ha mancato di sollevare polemiche. “Hofer non si usa come bandiera- ha detto il direttore della Fondazione- e men che meno si contrappone al Mausoleo di Battisti. Sono due figure lontane nel tempo, e una visione del genere è manichea”. “In quel caso- ha tenuto a precisare Cestari- noi come federazione ci siamo astenuti dal prendere posizione. L'iniziativa è venuta fuori da gruppi estranei alla federazione che rappresento. Per noi la dedica ad Hofer non potreva venire dai soli Schützen, ma doveva essere fatta dalla città. Hofer ha infatti combattuto e dato la vita per un popolo, e noi, essendo questo popolo, non possiamo perdere il nostro distintivo”.

 

Tra le località che saranno toccate dal progetto vi sono Cles, Ballino, Predazzo, Vezzano, Mori, Volano, Revò, San Romedio, Lavis, Tione, Ala, tutti luoghi che hanno visto stanziare o passare l'oste sanleonardese. “Siamo solo all'inizio- ha concluso Ferrandi- speriamo di arrivare a febbraio con il progetto già avviato”.

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