Sgombero Centro sociale Asilo, raffica di arresti nel mondo anarchico. Indagato un trentino
Nelle prime ore di quest'oggi sono state notificate 14 misure cautelari. In tutto gli indagati sono 37, tra cui il trentino Massimo Passamani. Durante l'operazione sono state eseguite 17 perquisizioni. Nel corso degli scontri gli agenti in servizio di ordine pubblico furono oggetto di lanci di sassi, bottiglie, aste di ferro, lancio di razzi e artifici esplodenti di altissima potenzialità
TRENTO. C'è anche il trentino Massimo Passamani tra i 37 indagati per i fatti che sono avvenuti lo scorso 9 febbraio quando diverse centinaia di manifestanti si sono ritrovati a Torino, in piazza Castello, per il corteo di solidarietà contro lo sgombero del centro sociale Asilo di via Alessandria, avvenuto giovedì 7 febbraio, dopo 24 anni di occupazione.
Tra i manifestanti che hanno sfilato vi erano rappresentanti dei gruppi anarchici di Ivrea, Rovereto, Pinerolo, Trento, Milano e una trentina di esponenti del centro sociale Askatasuna.
Quattordici misure cautelari emesse dalla procura della Repubblica di Torino sono state eseguite questa mattina dagli uomini della Digos nei confronti di militanti anarchici che si son resi responsabili degli scontri durante l’operazione “Scintilla”.
Tre persone sono finite in carcere mentre per altre 11 persone è stato imposto il divieto di dimora a Torino.
L´analisi delle immagini ha permesso agli investigatori di identificare e denunciare anche altri 9 militanti antagonisti provenienti da diverse località Trento, Cagliari, Torino e Francia.
Le indagini si sono avvalse della collaborazione delle questure di Milano, Ravenna, Sassari, Trento e Cuneo per l’individuazione dei responsabili dei reati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni aggravate, danneggiamento ed imbrattamento.
Nel corso della manifestazione del 9 febbraio erano già stati arrestati 11 militanti di Milano, Cagliari, Brescia, La Spezia, Bolzano, Frosinone, Varese, Udine e Torino per i reati di devastazione, resistenza aggravata a pubblico ufficiale e blocco stradale.
Gli agenti in servizio di ordine pubblico furono oggetto di lanci di sassi, bottiglie, aste di ferro, lancio di razzi e artifici esplodenti di altissima potenzialità; inoltre con diversi cassonetti della nettezza urbana ribaltati ed incendiati gli antagonisti avevano creato blocchi stradali per rendere complicata l’avanzamento delle Forze dell’ordine.
La violenza perpetrata ha provocato danneggiamenti della segnaletica stradale, delle autovetture in sosta, la distruzione di 4 stazioni di parcheggio delle biciclette a noleggio, il danneggiamento delle vetrine della sede della società Acque Metropolitane Torinesi “SMAT”, di quelle di alcuni istituti di credito nonché di un tram pubblico e anche danni al comando della Polizia municipale.













