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| 26 apr 2019 | 19:45

Spaccio e disagi a Sociologia, il direttore di dipartimento: ''Da gennaio situazione peggiorata. Metteremo i badge per i bagni e abbiamo installato le telecamere''

Tante le critiche per l'articolo pubblicato questa mattina sotto il post su Facebook. Cerchiamo di spiegare come sono andati i fatti e di fare un po' di chiarezza con il professor Diani: ''Problemi noti. Il giovane che disturba le lezioni? E' stato allontanato, ha ricevuto un foglio di via dall'ateneo"

Spaccio e disagi a Sociologia, il direttore di dipartimento: Da gennaio situazione peggiorata

TRENTO. "Ci sono senza dubbio elementi di criticità, che si sono enormemente accentuati a seguito dei maggiori controlli in piazza Dante e piazza Santa Maria Maggiore", così il professore Mario Diani, direttore del dipartimento di sociologia, commenta quanto vi abbiamo raccontato questa mattina nell'articolo ''Un microcosmo a sociologia tra spaccio, pranzi comunitari e un artista di strada che alza il dito medio all'indirizzo del sindaco''. Un articolo che ha fatto discutere e ha acceso gli animi provocando anche forti critiche al nostro giornale sul come era stato strutturato il pezzo e sulle ragioni che ci avrebbero spinto a pubblicarlo. Critiche che prendiamo come consigli e che siamo contenti di fare nostre ma che non hanno tolto nulla alla bontà della notizia. Siamo un giornale e raccontiamo quel che succede, che (ci) piaccia o meno. 

 

Qualcuno ha commentato che avremmo dovuto sentire i rappresentanti degli studenti. Ebbene ci abbiamo provato. Ci è stato risposto ''è un problema noto'' ma è stato anche aggiunto che si preferiva non affrontare la questione che era meglio non far emergere certe situazioni per evitare strumentalizzazioni. Noi le strumentalizzazioni le lasciamo ad altri, se le vogliono fare, ma un organo di informazione siamo convinti debba prima di tutto raccontare le cose che accadono, la realtà nella quale ci muoviamo bella o brutta che sia. E che un problema esista in quel di sociologia pare, a questo punto, innegabile e lo conferma anche il direttore del dipartimento (riportiamo i suoi virgolettati qui sotto). Semmai è proprio chi cerca di ignorare i problemi che finisce per fornire facili assist a chi quei problemi dice poi di saperli risolvere. Lo abbiamo già visto tante volte, anche a Trento, anche in Trentino.

 

E' normale che gli studenti debbano trovare i bagni sporchi di sangue a sociologia? Forse per qualcuno sì. E' normale che una persona entri nelle aule durante delle lezioni universitarie e insulti professori e studenti? Forse per qualcuno sì. E' normale che si spacci nei cortili della facoltà? Forse per qualcuno sì. Non, però, per molti degli studenti che in quell'edificio studiano. E' da loro che è partita questa nostra piccola inchiestina che non serviva a far altro che mettere in luce un problema per prenderne coscienza e per trovare soluzioni che in parte, spiega lo stesso direttore del dipartimento, sono in campo. "Il fenomeno dello spaccio - racconta il professor Diani - ci è stato occasionalmente segnalato, ma è difficile valutare la portata di questa attività. Il personale di sicurezza c'è, ma il controllo è limitato, anche se più volte abbiamo allontanato alcune persone. Comunque la questura è informata e attendiamo le iniziative delle autorità".

 

D'altronde "elementi di criticità, si sono enormemente accentuati a seguito dei maggiori controlli in piazza Dante e piazza Santa Maria Maggiore. Diciamo che tutto si è un po' spostato verso la zona che ruota intorno a via Verdi e quindi anche alla facoltà, che è un luogo aperto e pubblico".

 

Alcuni studenti hanno segnalato la presenza di macchie di sangue nei bagni. "E' un luogo pubblico e quindi è fisiologico qualche caso di senza tetto e tossicodipendenti che riescono a entrare in facoltà. Da gennaio le segnalazioni sono aumentate - continua Diani -  le porte posteriori della struttura sono state chiuse, così come alcuni bagni. In futuro si potrà accedere ai servizi attraverso l'uso di un badge. E' un iter complesso e quindi ci sono alcuni tempi tecnici da dover rispettare. Sono state anche installate delle telecamere, proprio per affrontare i problemi sottolineati, ma l'accesso ai filmati è riservato".

 

Una misura già presa per la facoltà di Lettere alcuni anni fa. C'è poi il caso dell'artista di strada che disturba le lezioni. "E' stato allontanato - evidenzia il presidente del dipartimento - ha ricevuto un foglio di via dall'ateneo". Ora arrivano alcune festività e la facoltà chiude, quindi la banda composta da diverse unità si sarebbe presa una pausa da sociologia, mentre nella sala assegnata nuovamente agli antagonisti a fine anno scorso ci si sarebbe preparati a dormire tra sacchi a pelo e scorte di cibo. Tutto cucinato lì: tra fornelli e macchinari allacciati in qualche modo al piano seminterrato all'interno di uno spazio per giunta senza finestre. 

 

"Quella stanza nel piano interrato è uno spazio aperto - conclude Diani - a disposizione degli studenti. I pranzi vengono scaldati, non ci risulta siano cucinati. Un po' come avviene in altre università, soprattutto all'estero. Fermo restando il pieno rispetto dei criteri di sicurezza. Mi sento di escludere che qualcuno dorma in facoltà, questo non accade dal 1968. Restiamo poi in attesa delle indicazioni e iniziative della questura, informata di ogni particolare".

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