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Movida a Trento, Bozzarelli: "No alla maleducazione che in certe zone regna sovrana, preferiamo attivare occasioni di qualità". Confronto tra giovani e Comune

Occasione di confronto tra giovani e istituzioni oggi alla conferenza stampa di Otium 2021 - Non è un paese per giovani. Entrambe le parti hanno dato il proprio punto di vista riguardo agli eventi della zona "Scaletta". I ragazzi: "Sicuramente ci sono state esagerazioni, ma in città mancano opzioni"

Di Mattia Sartori - 31 maggio 2021 - 13:48

TRENTO. Non è un paese per giovani”, questo il titolo di Otium 2021, l’evento organizzato in collaborazione tra giovani e istituzioni e presentato oggi in conferenza stampa. Un titolo che calza visti anche i problemi legati alla “movida” trentina riscontrati nelle ultime settimane. Alla fine della conferenza, interpellate da ilDolomiti.it, le varie parti hanno avuto la possibilità di dire la loro riguardo alla situazione e alle possibili soluzioni.

 

Con le riaperture infatti sembra essersi intensificata la discussione che già in passato era stata al centro del dibattito tra i ragazzi e il Comune: quella della movida notturna, in particolare nella zona di Santa Maria Maddalena. Da qualche settimana la piazzetta è stata luogo di ritrovo e assembramento di giovani, spesso anche esagerato, causando disagi ai residenti, che si sono lamentati e hanno ottenuto la chiusura della zona.

 

Come giovani ci siamo sentiti un po’ trascurati, sia prima che durante la pandemia – dichiara Susanna Pergher, studentessa del Liceo Da Vinci e organizzatrice di Otium -. Non vuole essere una giustificazione per quanto succede nella zona di Santa Maria Maddalena, ma dopo un anno di restrizioni questo fenomeno probabilmente si è intensificato come una sorta di reazione alla mancanza di socialità e di posti dove questa possa essere vissuta in modo positivo. Iniziative come Otium possono essere soluzioni a tempo determinato, dando ai giovani spazi dove sia possibile vedersi con delle regole, ma servono anche soluzioni sul lungo periodo”.

 

Si dice d’accordo la responsabile della formazione dell’Udu, Valentina Dalla Torre, che chiede anch’essa interventi più strutturati a favore dei giovani universitari e non. “Vogliamo sentirci più cittadini che ospiti – dichiara -, soprattutto noi universitari fuori sede, e bisogna dire che il contesto trentino non è esattamente strutturato per i giovani. Di sicuro le esagerazioni in zona “Scaletta” non sono accettabili, ma è anche vero che sono figlie di un contesto in cui non ci sono molte alternative per i ragazzi, cosa che porta ad una concentrazione degli stessi nei soliti posti e alla creazione di queste situazioni di disagio. Otium, sebbene non possa costituire una soluzione definitiva, può essere un’ottima occasione per creare un dialogo tra le parti e riflettere sul tema”.

 

Parole più dure invece quelle dell’assessora Bozzarelli, che condanna definitivamente il comportamento riscontrato nella famosa piazzetta e nella zona circostante. “Quello non è divertimento e non è movida, è solo maleducazione. Vi sembra normale che per divertirsi si debba sporcare la città in quella modalità, in luoghi dove il giorno dopo i bambini vanno alla scuola materna? È una questione di educazione. Come Comune crediamo nella creazione di occasioni di svago, ma di svago positivo, dove ci sia anche un risvolto culturale e sociale. Per questo abbiamo deciso di promuovere occasioni come Otium o Trento Aperta. Abbiamo anche pubblicato un bando per iniziative create da studenti e associazioni universitarie. Preferiamo attivare occasioni di qualità rispetto a controllare luoghi dove la maleducazione regna sovrana”.  

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