Movida, ora è scontro tra studenti e Comune sulla nuova ordinanza: ''In questa città è vietato essere giovani''
Il Comitato dei residenti apprezza il nuovo provvedimento e spiega: "Nessuno vuole una Trento morta alle 21 di sera, ma non vogliamo neanche che qui, in una zona residenziale, si inizi alle 23 a fare festa fino alle 4 del mattino, con tutte le conseguenze che poi ne derivano"

TRENTO. Un weekend di linea dura da parte del Comune di Trento con la nuova ordinanza, valida fino al 25 luglio, che vieta il consumo di bevande alcoliche e non, nonché la detenzione delle stesse anche in
contenitori chiusi, nella fascia oraria compresa tra le ore 22.30 e le ore 5 del giorno successivo nelle vie s. Maria Maddalena, vicolo s. Maria Maddalena, via Dietro le Mura B, via Ferruccio, via Marchetti, vicolo s. Marco e vicolo s. Pietro. (QUI L'ARTICOLO)
Il comitato antidegrado ha giudicato positiva l'iniziativa dell'Amministrazione comunale. “Riteniamo – hanno spiegato con una nota - come comitato che questa ordinanza sia un intervento necessario, seppur restrittivo e duro, perché a fronte di ripetuti appelli alla moderazione dei comportamenti a una maggiore educazione e al rispetto delle regole del vivere civile pervenuti dal sindaco, dalle istituzioni e dai residenti in più occasioni e negli incontri, i reali accadimenti delle ultime settimane hanno dimostrato che c'è ancora troppa poca responsabilità e collaborazione in chi gestisce e frequenta questi spazi”.
Sempre in merito alla nuova ordinanza il Comitato di residenti ci tiene a ribadire che "nessuno vuole una Trento morta alle 21 di sera, ma non vogliamo neanche che qui, in una zona residenziale, si inizi alle 23 a fare festa fino alle 4 del mattino, con tutte le conseguenze che poi ne derivano. Noi non siamo contro il diritto alla socializzazione dei giovani, ma siamo a favore di un divertimento sano, portato avanti da una clientela educata e vivace, che, come ampiamente documentato, non c'è in questa zona della città (non per la maggior parte almeno) allo stesso tempo un appunto bisogna farlo anche ai gestori dei bar della zona che, a partire dalle 22.30, iniziano a fornire quantità abnormi di alcool come se fossero dei chioschi, anziché bar idonei ad ospitare una clientela civile ed educata".
Sul versante opposto, però, il duro giudizio che è arrivato dagli studenti. “Il problema del Comune di Trento sono gli alcolici per strada. Ma non ovunque, si potrà continuare a bere dappertutto tranne che in Scaletta” scrivono in un post su Facebook.
“L'amministrazione cittadina – proseguono - continua a puntare il dito contro una delle poche zone di Trento vive dopo cena e a trattare la vita notturna (se così si può chiamare) come un problema di ordine pubblico”.
Per gli studenti l'ordinanza non risolve il problema. “Nonostante gli incontri, i mille articoli di giornale, ci troviamo ancora qua a dover ribadire che questa ordinanza, sempre con la stessa logica repressiva, non risolve nessun problema. Non risolve il nostro problema di vivere in una città che non si cura della fascia d'età 15-30 anni. Non risolve il problema dei residenti, che alò suo scadere si ritroveranno con il solito affollamento di sempre. Infine, l'ordinanza penalizza ingiustamente i locali di Vicolo Santa Maria Maddalena che si sono dimostrati sempre pronti al dialogo”.
Per i giovani la città di Trento, spiegano, “Non è sulla nostra stessa lunghezza d'onda e si dimostra incapace di ascoltarci. E se non volete ascoltare noi cattivi studenti universitari perditempo e ubriaconi, ascoltate almeno i giovani trentini, che studiano alle superiori o che lavorano. E non hanno una città alla loro altezza”.













