Movida, il Comitato Antidegrado sfida il Comune: ''Azione giudiziaria per risarcimento danni: non siamo contro il divertimento ma si tratta di ordine pubblico"
La sentenza della Cassazione obbliga i Comuni a risarcire i danni se i rumori della movida sono troppo forti e invadenti. Il Comitato antidegrado pronto a muoversi contro l'amministrazione di Trento

TRENTO. "Se restiamo sul piano strettamente giuridico, il diritto al divertimento non esiste, mentre il diritto al riposo è fondamentale al punto da rientrare in una norma della Costituzione italiana". A intervenire è il Comitato Antidegrado città di Trento. "Abbiamo più volte sottolineato e ribadiamo con forza che rispetto alla questione da noi sollevata è totalmente sbagliato mettere sullo stesso piano, e quindi conciliare, questi due aspetti. L'intenzione è quella di dar corso a un'azione giudiziaria che costringa l'amministrazione del capoluogo a risarcire i residenti".
Negli scorsi giorni la sentenza della Cassazione obbliga i Comuni a risarcire i danni se i rumori della movida sono troppo forti e invadenti. "C'è una contraddizione nella quale il legislatore ha liberalizzato orari e aperture dei locali e se dovesse succedere qualcosa a rispondere sono le amministrazioni comunali", dice il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, che in queste ore ha firmato un'ordinanza di divieti e c'è poi l'obbligo di steward (Qui articolo).
A Il Dolomiti il primo cittadino ha evidenziato la necessità di trovare un equilibrio tra libertà d'impresa, diritto al riposo e diritto alla socialità. Alla luce di questa sentenza spero che le associazioni studentesche capiscano che quando si interviene con misure restrittive non è per punizione o per 'desertificare' il centro storico" (Qui articolo).
"Lasciando stare la legge - ribatte il Comitato Antidegrado - il problema è che il sindaco di Trento continua a confondere consapevolmente i termini della questione, identificando la movida con la movida selvaggia o malamovida. Come se nel nostro mirino ci fosse la prima e non la seconda. Questa è una grave mistificazione che non possiamo subire perché attribuisce a noi cittadini un'ostilità al divertimento che non ci appartiene affatto. Noi ci siamo sempre battuti, e non smetteremo mai di farlo, contro le manifestazioni illecite e notturne che solitamente seguono alla movida lecita e serale (quella, per intenderci, che termina intorno alle 11.30). Noi ci battiamo e non smetteremo mai di farlo contro gli assembramenti molesti sotto le abitazioni e accanto alle case dove la gente dopo quell'ora chiede solo di poter dormire, 'battezzati' appunto con il nome di movida selvaggia o malamovida, che protraendosi ben oltre la mezzanotte e spesso anche fino all' 1 e alle 2 del mattino, in spregio a tutte le norme esistenti a tutela del diritto al riposo, al rispetto delle persone e delle cose, costituiscono veri e propri reati sanzionabili in base a norme precise comunali e nazionali".
L'intenzione è quella di procedere per le vie legali. "Ripetiamo una volta per tutte che la malamovida o movida selvaggia che chiediamo da anni al Comune ma anche a Questura e Commissario del governo di impegnarsi concretamente a debellare. Non è un problema di socialità e divertimento ma di ordine pubblico. Considerata però l'insistenza con cui il sindaco vuole dipingerci agli occhi di tutti come acerrimi nemici della movida e del diritto dei giovani al divertimento, anziché sostenerci nella lotta al vandalismo, al teppismo e al degrado subiti quasi ogni notte dai cittadini e dalla sua e nostra città, non ci resta che dar corso a un'azione giudiziaria che, come stabilito inequivocabilmente dalla Cassazione, costringa anche l'amministrazione comunale di Trento come quella di Brescia a risarcire i residenti dei danni che gli autori sempre impuniti di questi reati arrecano alla loro salute comprimendone il diritto al riposo", conclude il Comitato Antidegrado di Trento.













