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Trento
28 settembre | 11:41

Musica alta e schiamazzi notturni, dopo le lamentele dei residenti arriva la replica del circolo: "Perchè tanta rabbia? C'è un permesso, stiamo rispettando le regole"

Il presidente del circolo Fausto Bonfanti: "Rispetto ai prossimi eventi sarà nostro impegno rispettare le indicazioni che ci ha dato il Comune, invitando tutte e due le parti a venirsi incontro alla luce di una possibile e preziosa tolleranza"

Musica alta e schiamazzi notturni, dopo le lamentele dei residenti arriva la replica del circolo: Perchè tanta rabbia?
di Redazione

TRENTO. "Perchè tanta rabbia?  Capisco che possiamo aver incrinato alcune volte l'equilibrio tra il bisogno di divertirsi e il diritto di chi cerca il silenzio assoluto, ma definire il chiacchiericcio delle persone schiamazzi ci sembra eccessivo".

 

Dopo la segnalazione di alcuni residenti nel quartiere di San Martino a Trento, che attraverso una lettera (QUI ARTICOLO) lamentavano una situazione "insostenibile" causata dall'attività, e dalla clientela, del Circolo Redicoi Reversi e Policarpi - con musica alta fino a tardi, schiamazzi notturnilitigi tra avventori e addirittura cani lasciati liberi - arriva puntuale la risposta del presidente del circolo Fausto Bonfanti.

 

Ad essere puntualizzato dal presidente è come "se non in un unico caso subito sedato", non ci siano mai stati "degenerazioni, litigi e urla" e neppure episodi di violenza, come la musica non sia mai stata messa "a volumi assordanti" e come esista inoltre un permesso rilasciato dal Comune per le serate del venerdì e del sabato, con delle indicazioni che tutelano sia l'attività che i residenti e "che stiamo rispettando".

 

Ad essere rimarcato, nella replica di Bonfanti, è poi il "valore dell'attività" con molti giovani che "hanno visto nel circolo il contenitore giusto per esercitare pratiche d'incontro e cittadinanza attiva" e come la "bellezza dei Circolo dei Redicoi Reversi e Policarpi è sicuramente quella di riuscire a coinvolgere nelle sue varie attività, sia serali che diurne, una sincera e interessantissima presenza intergenerazionale".

 

Ad essere specificato è poi come il presidente stesso si sia già confrontato con i residenti "cercando di capire e di spiegare, scusandomi con loro per il disagio e per le incomprensioni e spiegando lo spirito del Circolo". L'invito infine, in vista dei prossimi eventi organizzati, è quello "a non temere".

 

"Sarà nostro impegno rispettare le indicazioni che ci ha dato il Comune - spiega Fausto Bonfanti - invitando tutte e due le parti a venirsi incontro alla luce di una possibile e preziosa tolleranza".

 

DI SEGUTO LA LETTERA DI REPLICA:

 

Quando ho letto l'articolo su di noi, era pomeriggio, stavo guardando insieme ad alcuni soci l'avventura di Luna Rossa alla televisione e altri "redicoi e reversi" stavano facendo la loro briscola pomeridiana, un altro tavolo impegnato con il "treset" ed alcuni al bancone. Età media dai 40 ai 90 anni. Parlo con alcuni di loro e leggo attentamente le parole che descrivono il circolo e penso a voce alta, ma questi conoscono veramente il Circolo e sono a conoscenza di quello che viene fatto? E poi, ma perché tanta rabbia?   

 

E' vero, la rabbia non è mai senza una ragione, ma raramente ne ha una buona. Siamo descritti e definiti come una mandria di incivili, villani, maleducati, casinisti, disturbatori e mi dico, la rabbia può fare un pasto con te per un'ora, ma non riposare con te per "due anni"; si perché, cari "alcuni residenti", la continuazione della rabbia è odio e la continuazione dell'odio diventa cattiveria.

 

E in quello che leggo vedo e sento tanta cattiveria. Scusate, sto scrivendo di getto. Capisco, capiamo che possiamo aver disturbato, possiamo aver sbagliato nell'aver alcune volte incrinato l'equilibrio fra il desiderio/bisogno di voler vivere e divertirsi ed il diritto di chi vuole riposare e per fare ciò cerca il silenzio assoluto.

 

Bisogna però capire e sapere che i tanti soci giovani, per gran parte nuovi soci che si sono avvicinati al Circolo ed all'Associazione negli ultimi anni, e sicuramente anche prima dell'ultima gestione avviatasi circa due anni fa, hanno visto nel Circolo il contenitore giusto per esercitare pratiche di incontro e cittadinanza attiva vicina ai bisogni ed ai desideri di quei tanti giovani, e non solo, che considerano una pratica vitale e positiva la cosiddetta "arte dell'incontro". Sì, arte dell'incontro, quella che si respira al Circolo e che rappresenta quel valore aggiunto che caratterizza il Circolo stesso. È vero: molti sono stati i gruppi, le giovani band, gli artisti, i creativi, i protagonisti, di quello che può essere definito "arcipelago giovani", che ha ed hanno trovato, grazie al Circolo, spazio e visibilità nella programmazione che anima le serate di molti venerdì e sabato.

 

E non solo per proporre loro progetti musicali, ma pure per offrire spazi anche per altre espressioni culturali e artistiche come il teatro, la poesia, la danza, gli allestimenti scenografici e perfino il karaoke. Certo, è vero che alcune serate hanno visto la presenza di molti soci e che magari alcuni di questi si sono soffermati all'esterno del Circolo, sulla strada per fumare ed anche per chiacchierare. Come spesso accade anche all'esterno delle altre realtà aggregative presenti in San Martino, sia nella parte chiusa totalmente al traffico che in quella a senso unico con una modesta presenza di transito di automobili.

 

Definire poi il chiacchericcio di queste persone "schiamazzi" ci sembra eccessivo: certo noi stessi a tarda sera invitiamo a moderare il tono della voce, ma non ci risulta che mai ci siano stati - se non in un unico caso subito sedato con le scuse degli autori - degenerazioni, litigi, urla e che mai si sia arrivati alle mani, come erroneamente affermano questi "alcuni residenti".

 

E nemmeno che ci siano cani liberi che spaventano la gente. Parlare poi di insicurezza è veramente fuori luogo. Mi permetto anche di ricordare che la bellezza dei Circolo dei Redicoi Reversi e Policarpi è sicuramente quella di riuscire a coinvolgere nelle sue varie attività (sia serali che diurne) una sincera e interessantissima presenza intergenerazionale: come al karaoke dove al fianco ed insieme ai soci anziani ci sono i ragazzi e le ragazze universitarie. Se è questo che intendevano questi "alcuni residenti" quando affermano che abbiamo aperto le porte a "tutti", siamo d'accordo con loro, anche alla luce dell'aumento degli associati verificatosi negli ultimi anni.

 

E poi, carissimi, ricordo che il Circolo è nato nel 1956 e la sua prima sede è stata quella del mitico "Bar dei Cavai", un luogo dove convivevano serenamente artigiani, impiegati, direttori di banca, operai, studenti, professori, amici di Don Camillo e amici di Peppone, politici ed anche "baroni del sol": è ancora oggi questo è lo spirito che anima il Circolo con la sua capacità di saper essere amico anche di coloro che non hanno amici.

 

Dire poi che "la strada nelle mattine successive agli eventi sia sempre in condizioni pessime dal punto di vista della pulizia" e che l'ingresso del confinante caseggiato "è sempre pieno di mozziconi di sigarette, bicchieri e bottiglie abbandonati" è una bugia: tutte le sere delle serate, prima di chiudere e di andare via, viene fatta la pulizia non solo davanti all'entrata ma anche sulla strada adiacente al Circolo stesso, fattore questo che può essere confermato da molti testimoni.

 

Sinceramente dispiace molto constatare che affermazioni come quelle sulla pulizia confermino come "la continuazione della rabbia è odio, la continuazione dell'odio diventa cattiveria". E sia chiaro, non abbiamo paura a chiedere scusa se abbiamo fatto degli errori o delle sottovalutazioni rispetto alla possibile convivenza, ma sinceramente non capiamo la cattiveria. Come triste è anche leggere che hanno cercato di parlare con noi ottenendo da noi risposte offensive o indifferenza: io stesso ho parlato con quei cosiddetti "alcuni residenti", cercando di capire e di spiegare, scusandomi con loro per il disagio e per le incomprensioni, spiegando lo spirito del Circolo.

 

Con uno di loro ho parlato, insieme ad alcuni soci, anche in occasione di un paio di pranzi presso la sede del Circolo, cercando di ascoltare, di confrontarsi, di capirsi e di venirsi incontro trovando delle possibili mediazioni o punti di incontro. Di lettera, invece, che mi risulti, ne è arrivata solo una.

E non è vero che tutto ciò non è servito a niente. Ricordiamo comunque che esiste un permesso rilasciato dal Comune di Trento per le serate del venerdì e del sabato con delle indicazioni che tutelano sia noi che loro e che stiamo rispettando. Sia comunque chiaro che mai e poi mai abbiamo messo la musica a tutto volume e questo lo possono dire anche sia i carabinieri che la polizia locale che sono passati per le normali attività di controllo e di verifica: mai quando sono intervenuti, sia che siano stati chiamati o no, hanno riscontrato episodi di intolleranza, violenza o altro.

 

Mai la musica era a volumi assordanti, come si legge, e al massimo in estate ci hanno invitati a chiudere la finestra e la porta che dà sul vicolo, cosa che è stata subito fatta. Infine, rispetto ai prossimi eventi invitiamo questi "alcuni residenti" a non temere: sarà nostro impegno rispettare le indicazioni che ci ha dato il Comune invitando tutte e due le parti a venirsi incontro alla luce di una possibile e preziosa tolleranza.

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