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Slot machine, il Consiglio di Stato dà ragione al Comune: "La normativa provinciale tutela i soggetti più vulnerabili e non contrasta la Costituzione"

Riconosciuta piena legittimità costituzionale alla norma che vieta la presenza di apparecchi da gioco d'azzardo nei pressi di luoghi "sensibili". L'assessora Monica Baggia: “Misura di contrasto alla ludopatia”

Di Alissa Claire Collavo - 12 febbraio 2024 - 19:37

TRENTO. Il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune di Trento riguardo ai tre ricorsi in appello presentati da altrettanti esercenti trentini in opposizione ai provvedimenti emessi dalla Polizia locale mediante i quali è stata disposta la rimozione di slot machine e videolottery perché ritenuti troppo vicini a luoghi “sensibili” come scuole, centri anziani, ospedali e luoghi di culto.

 

Riconosciuta dunque piena legittimità costituzionale alla normativa provinciale vigente poiché “tutela i soggetti più vulnerabili e non contrasta né con l’articolo 41 della Costituzione (tutela dell’iniziativa privata) né con il diritto europeo, che ammette deroghe riguardo alla libertà di prestazione di servizi se giustificate da motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanità pubblica”.

 

“Un'importante misura di contrasto alla ludopatia”, afferma l'assessora Monica Baggia al termine della riunione di Giunta.

 

Le norme in questione erano state recepite dal Consiglio comunale nel 2017 quando si decise di abrogare il regolamento precedente dando diretta applicazione alla nuova legge provinciale, sia per semplificare il quadro normativo sia perché la legge confermava l’elenco dei luoghi sensibili già individuati dal regolamento comunale, aggiungendo solo gli spazi di culto, e il divieto di collocare questi apparecchi nel raggio di 300 metri da tali punti.

 

In base a tali norme, tutti gli apparecchi da gioco installati in esercizi all’interno delle aree considerate sensibili avrebbero dovuto essere rimossi alla data del 12 agosto 2020 – poi prorogata per i soli esercizi cd. specialistici (sale giochi e scommesse) al 12 agosto 2022 –, così da concedere ulteriori due anni ai gestori coinvolti per convertirsi in altra attività.

 

Secondo i dati risalenti all’agosto 2022, sui 37 esercizi totali all’interno dei quali erano ancora installate queste tipologie di apparecchi – nel dettaglio, 28 sale gioco, 7 pubblici esercizi di somministrazione e 2 tabacchini – vi erano 22 sale gioco e scommesse collocate a meno di 300 metri dai luoghi sensibili e, di conseguenza, idonee all’obbligo di rimozione.

 

Una volta scaduto il termine di proroga, ad agosto 2022, la polizia locale è intervenuta con i necessari sopralluoghi, trovando tre esercizi ancora in possesso di apparecchi da gioco d'azzardo (per un totale di 16 dispositivi ancora accesi e funzionanti) ed emettendo, di conseguenza, dei verbali da 1600 euro per ogni apparecchio oltre che i provvedimenti di immediata rimozione, dai quali sono poi nati i ricorsi oggi respinti.

 

Altri tre ricorsi, presentati successivamente da esercizi che avevano reinstallato a fine anno gli apparecchi, sono ancora in attesa di definizione al Tribunale regionale di giustizia amministrativa (Trga), che ha concesso una sospensiva per mantenere gli apparecchi fino all'emissione della sentenza.

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