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Trento
27 novembre | 20:20

Progetto Malga Laghetto, il Consiglio di Stato dà ragione al Comune: "Persi due anni, valutiamo risarcimento danni. Ora speriamo di demolire l'eco-mostro"

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello contro il progetto di riqualificazione dell'area di Malga Laghetto. Il sindaco di Lavarone, Isacco Corradi: "Questa sentenza rappresenta un passo fondamentale per il nostro obiettivo: diventare un esempio di eccellenza turistica e sostenibilità"

Progetto Malga Laghetto, il Consiglio di Stato dà ragione al Comune: Persi due anni, valutiamo risarcimento danni

LAVARONE. "Questa sentenza rappresenta un passo fondamentale per il nostro obiettivo: diventare un esempio di eccellenza turistica e sostenibilità". Queste le parole di Isacco Corradi, il sindaco di Lavarone commenta la decisione del Consiglio di Stato che ha respinto l'appello contro il progetto per Malga Laghetto. "Il nostro operato è stato riconosciuto pienamente legittimo e coerente con l'interesse collettivo".

 

La vicenda riguarda il progetto di riqualificazione dell'area attorno a malga Laghetto. L'ipotesi è quella di demolire l'hotel ormai in rovina con i privati che possono avere a disposizione un nuovo albergo e un campeggio.

 

Il problema è sorto sul cambio dell’area dove attualmente sorge l’hotel in decadimento perché il Comune vorrebbe cedere un terreno che è soggetto all’istituto degli usi civici. Alcuni cittadini si sono opposti a questa scelta e avevano presentato ricorso al Tar. Il Consiglio di Stato dà, però, ragione all'amministrazione comunale che spera ora di poter imprimere un'accelerazione sull'iter progettuale.

 

"Il Comune ha rispettato le leggi provinciali e nazionali, garantendo il bilanciamento tra sviluppo e tutela del patrimonio collettivo", aggiunge Corradi. "La sentenza inoltre evidenzia che le scelte urbanistiche, non contestate nei termini previsti, legittimano il progetto di riqualificazione. Un piano che porterà un effettivo beneficio pubblico, migliorando l’offerta turistica e valorizzando il territorio con uno sviluppo armonico e sostenibile".

 

Il Comune non esclude di rivalersi. "Alla luce di questa decisione favorevole, valuteremo anche azioni per tutelare ulteriormente l’interesse pubblico e il risarcimento per eventuali danni arrecati alla collettività. Questo iter ha fatto perdere ulteriori 2 anni a Lavarone che tra 3 anni poteva già vedere l'inaugurazione della struttura turistica. Speriamo almeno di poter inaugurare il 2025 con la demolizione dell'eco-mostro", conclude Corradi.

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