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Stop all'accoglienza a Lavarone, 24 donne migranti trasferite. Il sindaco Corradi: "Alcuni cittadini si sono offerti di ospitarle ma non è consentito''

Le 24 ragazze erano arrivate alla fine del 2016. Ora la decisione di chiudere al struttura. Il sindaco: "Una quindicina lavora in locali e alberghi e perderanno probabilmente il posto. Sarebbe stato opportuno far terminare il progetto di accoglienza che stava andando avanti bene"

Di G.Fin - 20 febbraio 2019 - 12:32

LAVARONE. Erano arrivate il 21 novembre del 2016 a Lavarone ed erano state accolte in una struttura di proprietà delle suore elisabettine. Dopo poco più di due anni, le 24 ragazze profughe dell'Africa, richiedenti asilo, saranno trasferite a Trento. La decisione è stata presa dalla Provincia, dal governatore leghista Maurizio Fugatti, e rientra nella politica che è stata messa in campo dall'ottobre scorso di dismissione degli appartamenti che accolgono i migranti sul nostro territorio.

 

Le 24 ragazze saranno trasferite a Trento e redistribuite nelle varie strutture presenti nel capoluogo. Il problema, che forse la Provincia si è posta solo in parte, deriva dal fatto che queste donne in questi due anni hanno preso parte ad un percorso di integrazione che le ha portate a trovarsi un lavoro in alcune cooperative e strutture alberghiere che hanno a loro volte anche investito nella formazione.

 

Se all'inizio l'arrivo delle 24 donne aveva creato diverse tensioni con un attentato incendiario al portone della struttura che le ha ospitate, la convivenza con la comunità non ha registrato altri particolari problemi. Anzi, ora che la Provincia ha deciso di mandarle via da Lavarone, alcuni cittadini si sarebbero anche offerti per dare un alloggio a titolo gratuito per terminare il progetto di accoglienza.

 

“Al momento – ha spiegato a ildolomiti.it il sindaco di Lavarone, Isacco Corradi – non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte della Provincia di Trento, anche se ho avuto degli incontri con Cinformi in merito alla chiusura della struttura. Io come sindaco dico solamente che era stato fatto un progetto e stava andando avanti bene e sarebbe stato opportuno almeno aspettarne la conclusione”.

 

Nel corso di questi due anni alcune ragazze hanno lasciato la struttura per vari motivi, in parte grazie al ricongiungimento famigliare. “Una quindicina di queste donne – spiega il sindaco – hanno iniziato a lavorare in alberghi, locali e cooperative a Folgaria ma anche a Lavarone e Luserna prendendo già accordi per l'estate. Se saranno trasferite a Trento perderanno quasi sicuramente il posto. Una perdita anche per le attività perché se da un lato sicuramente troveranno altra manodopera dall'altro hanno investito nella formazione”. 

 

Alcuni residenti di Lavarone si erano offerti per dare alle ragazze che stavano concludendo il percorso di accoglienza un alloggio a titolo gratuito. “Purtroppo – ha spiegato il sindaco – è stata negata questa possibilità perché servirebbe comunque sempre un accompagnamento di Cinformi. Queste problematiche che stiamo vivendo sono però anche frutto della lentezza burocratica che attanaglia il nostro Paese". 

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