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Strage di uccelli sulle strade. "Le vetrate antirumore sono la seconda causa di morte dopo la caduta dal nido"

In Veneto le associazioni ambientaliste protestano contro l'installazione sulla Pedemontana di barriere antirumore trasparenti senza sagome, contro cui si schiantano diverse specie di uccelli, tra cui alcune protette. La mancanza di una legge a riguardo provoca ogni anno una strage di volatili, mentre basterebbe molto poco per impedire che ci sbattano addosso

Di Davide Leveghi - 22 settembre 2019 - 13:15

TRENTO. Una strage di uccelli. È quello che denunciano gli ambientalisti veneti a riguardo della costruzione delle superstrada Pedemontana - “la più grande opera in cantiere in Italia”, come non manca di ricordare il governatore Luca Zaia – e delle barriere antirumore installate ai bordi della via di comunicazione

 

Un grido d'allarme che si aggiunge a quello di contrarietà all'opera, già da tempo lanciato dal mondo ambientalista. A monte della protesta, questa volta, sono però le barriere trasparenti, divenute una vera e propria trappola per le numerose specie di uccelli che volano e migrano attraversando queste zone. Sono molte i tipi di volatile interessati, e tra questi non mancano alcune specie rare e in forte declino nel continente europeo, per questo protette dalla Direttiva uccelli e dalla Convenzione di Washington.

 

Merli, cinciallegre, tortore dal collare, passeri d'Italia, rondini, sterpazzole, falchi, picchi, sono alcune delle vittime delle barriere antirumore, un patrimonio indisponibile dello Stato, bene comunitario, per la cui morte gli ambientalisti individuano le base per procedere con l'accusa di un reato punito dal codice penale. In particolare di fronte alla reiterata installazione, nonostante le segnalazioni di cittadini e associazioni, di barriere prive delle apposite sagome con cui si può salvare la vita degli uccelli.

 

Il problema non si limita però al solo caso veneto e alla questione discussa della Pedemontana. Anche in Trentino gli uccelli muoiono contro le vetrate perché non visibili o riflettenti l'ambiente. “Le barriere sono per gli uccelli la seconda causa di morte dopo la caduta dai nidi – spiega Sergio Merz, delegato Lipu per il Trentino – uccidono probabilmente più volatili dell'attività venatoria stessa”.

 

Sul tema non esiste una legge – continua – ma i danni sono notevoli. All'estero utilizzano ad esempio dei vetri retinati. Nella zona tra Vason e le Viote sono stati costruiti ad esempio dei vetri, e le sagome sono state poste dai privati. Bastano anche degli adesivi di fiori. Ciò che si deve evitare, in conclusione, è la trasparenza”.

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