Fringuelli e Storni, dopo la marcia indietro del Veneto, Zanoni ed Europa Verde pronti per un esposto in Europa: "Vogliamo denunciare le violazioni di altre regioni"
" In molte altre regioni italiane continua indisturbata la mattanza di specie protette, autorizzata da norme locali in contrasto con la direttiva europea sugli uccelli" spiega il consigliere regionale

TRENTO. La vittoria di Andrea Zanoni e di Europa Verde in Veneto segna un precedente che rischia di travolgere anche le altre regioni. La decisione della Giunta Zaia di rinunciare alla caccia in deroga a Fringuelli e Storni non è stata una scelta di sensibilità ambientale, ma una mossa a fronte della minaccia di una condanna europea e di un salasso economico. Questo ha costretto l’amministrazione a fare marcia indietro.
Il problema, però, non riguarda solo il Veneto. In molte altre regioni italiane continua indisturbata la mattanza di specie protette, autorizzata da norme locali in contrasto con la direttiva europea sugli uccelli.
“La vittoria in Veneto si inserisce in un quadro nazionale drammatico, dove, secondo le principali associazioni ambientaliste – spiega in una nota Zanoni – la caccia sta diventando una minaccia per l'ambiente e la sicurezza pubblica. La legge nazionale sulla caccia è stata modificata ben 11 volte in 22 punti in meno di tre anni, portando all'apertura di tre procedure d'infrazione da parte dell'Unione Europea. A ciò si aggiunge il drammatico bilancio di 200 persone morte e centinaia di feriti negli ultimi anni a causa di incidenti di caccia, un problema strutturale in un'attività sempre più pericolosa”.
La situazione, però, spiega ancora il consigliere veneto, “è resa ancora più grave dalla discussione in Senato di un nuovo Ddl 'Caccia selvaggia' che, se approvato, segnerebbe la fine della protezione per la fauna selvatica. La proposta legislativa mira a trasformare l'attività venatoria in un 'patrimonio culturale', con misure inquietanti come la caccia in aree protette, l'uso di silenziatori e pratiche pericolose, l'estensione dell'abbattimento a specie oggi protette e il ridimensionamento dei poteri di controllo”.
Zanoni, dopo l'impegno in Veneto e la decisione della Giunta Zaia di fare un passo indietro, è determinato a proseguire la sua battaglia. “Come Europa Verde – spiega – depositerò a breve un esposto alla Commissione Europea per denunciare le violazioni della direttiva uccelli relative alla caccia in deroga a Fringuelli e Storni, in altre regioni italiane. La vittoria in Veneto su queste specie dimostra che si può vincere contro un sistema che difende gli interessi di una minoranza a scapito del bene comune”.












