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''Vaff... razzista'', il titolare del Bar 70 aggredito in stazione a Trento. ''Non ho voluto dargli delle monete e mi hanno preso a calci''

E' successo ieri sera alle fermata degli autobus in piazza Dante. Il titolare del "Bar 70" racconta di essere stato aggredito da un nord africano. "Mi sono rivolto subito alla Polfer. Ora devo tenere la fasciatura 30 giorni, spero di riaprire presto il mio locale''

Foto: ildolomiti.it
Di Giuseppe Fin - 16 aprile 2019 - 12:11

TRENTO. Volevano dei soldi e dopo averlo insultato verbalmente gli hanno dato un calcio sul petto facendolo finire a terra. E' successo ieri sera, davanti alla stazione dove ci sono le fermate degli autobus urbani. Sergio Uber aveva appena terminato di lavorare nel suo locale, il “Bar 70” che si trova in via Endrici e raggiunta piazza Dante stava attendendo l'autobus per tornarsene a casa.

 

“Sono arrivato – ci racconta – ed ho preso il biglietto dalla macchinetta che si trova accanto alla fermata. Mi è stato dato il resto in monete che ho messo in tasca e mi sono messo a leggere il giornale”. Pochi secondi dopo un ragazzo nord africano ha raggiunto Sergio alla fermata dell'autobus e si è messo a chiedergli dei soldi.

 

“Ha iniziato a chiedermi delle monete ma io – ci dice – ho continuato a leggere, alcune frasi non le capivo e quindi l'ho ignorato. Poco dopo però si è messo davanti a me con fare minaccioso ed ha iniziato a insultarmi dicendomi 'vaff... razzista'”. Il ragazzo ha continuato ad insultare Sergio che, ad un certo punto, non capendo il motivo di questo attacco gli ha risposto  ''vaff... te'' facendo desistere il giovane che si è poi allontanato.

 

La vicenda sembrava quindi terminata ma poco dopo a presentarsi davanti a Sergio Uber è stato un altro ragazzo, sempre nord africano. “Mi è arrivato davanti – ci racconta sempre Sergio – e ha iniziato a chiedermi per quale motivo avevo offeso il suo amico. Mi ha gridato che sono un razzista a non dare i soldi. Gli ho spiegato che a dirmi 'vaff...' era stato il suo amico ma non ho avuto altro tempo di parlare perchè mi ha colpito al petto con un calcio”.

 

Un calcio abbastanza forte da far perdere l'equilibrio a Sergio e farlo finire a terra battendo violentemente il gomito sul marciapiede. “Le persone che si trovavano attorno – spiega – si sono immediatamente avvicinate per sapere come stavo. Io però mi sono alzato e in un primo momento non avevo alcun dolore”.

 

Il titolare del “Bar 70” ha quindi deciso di rivolgersi alla Polfer per raccontare quello che era successo. Gli agenti, sentita la sua storia, hanno raccolto le testimonianze delle persone che si trovavano all'esterno della stazione e che hanno confermato l'aggressione.

“Poi ho preso l'autobus e sono arrivato a casa. Solo dopo un po' di tempo ho iniziato a sentire un fortissimo dolore la braccio e  sono dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso. Devo rimanere con la fasciatura al braccio per 30 giorni. Ora mi fa male e non posso lavorare, spero però di riuscire a riaprire il mio bar il prima possibile”.

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